BORGO SAN LORENZO – I parroci del Vicariato del Mugello, a turno, propongono una riflessione tratta dalle letture della Messa domenicale. Oggi è la volta del parroco di Luco di Mugello, Don Marcial Guillermo Gonzalez Araya.
Con la gioia di Cristo risorto, in questi giorni di Pasqua – oggi IV Domenica – la comunità cristiana guarda al Signore con lo stupore del primo incontro.
Nella nostra liturgia, accanto al leggio, resta acceso il cero pasquale: segno visibile del Risorto. La sua luce radiosa ci ricorda l’unità del mistero pasquale. Tutta la Rivelazione ha il suo centro nella Pasqua di Cristo: l’Antico Testamento è illuminato dal Nuovo, e il Nuovo porta a compimento l’Antico. Ogni giorno, ma soprattutto la domenica – Pasqua settimanale – è Cristo che ci parla: “Le mie pecore ascoltano la mia voce”. Non abbiamo altra voce che risuoni nell’assemblea della Chiesa se non quella della Parola, il Verbo di Dio, eterno e incarnato, che dona la vera vita. Siamo in grado di riconoscere il nostro Pastore solo a partire dall’ascolto: prima viene l’ascolto, che genera la fede, e poi la conoscenza della fede.
È proprio qui che sarebbe importante fermarsi un momento a riscoprire il valore dell’omelia: non va sottovalutata né ridotta a un elemento marginale della celebrazione. Quanto più si ascolta la Parola, tanto più la predicazione è richiesta, apprezzata e diventa necessaria per vivere l’oggi” della Parola. L’ascolto porta alla conoscenza, e la conoscenza conduce alla sequela di Cristo.
Il Vangelo di questa domenica è un vero e proprio programma di vita cristiana, fondato sulla Pasqua di Cristo. È questa Pasqua che dà senso alla vita quotidiana e ci invita alla testimonianza nel mondo: testimonianza del Cristo risorto. La fede e la carità sono sempre luce. E come il cero pasquale, che si consuma donando luce, così anche la vita di ciascuno di noi è chiamata a consumarsi nell’amore, coinvolta nella luce del Risorto. Cristo avrà sempre cura delle sue pecore. Siamo il suo gregge, e Lui – il Buon Pastore – prepara per noi un pane accanto alla riva del lago.
Egli conosce le sue pecore, le ama, e per loro dà la vita. “Mi ami più di costoro?” chiede il Signore a Pietro. Pietro, che ama, è così reso capace di custodire e guidare le pecore del Signore. Senza dimenticare che è proprio Cristo ad aver affidato le sue pecore a Pietro, perché è capace di amare “di più”.
Don Marcial, Priore di Luco
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 11 maggio 2025


