BARBERINO DI MUGELLO – I sacerdoti del Vicariato del Mugello, a turno, propongono una riflessione tratta dalle letture della Messa domenicale. Oggi è la volta di don Francesco Stortini, nuovo vicario parrocchiale di Barberino di Mugello.
Carissimi lettori del Filo, in questa seconda domenica del Tempo Ordinario, la liturgia ci propone una riflessione sulla vocazione. La vocazione, non è solo una realtà che riguarda preti e suore; tutta la vita cristiana è una chiamata, Dio chiama tutti noi.
La prima chiamata che Dio ci fa: è all’esistenza, a vivere. È lui che ci chiama, non siamo noi che scegliamo di venire al mondo; poi in questa vita Dio ci chiama a scoprire il suo amore per noi, che ci ha dimostrato nel suo figlio Gesù Cristo. E ancora ci chiama a compiere la nostra missione ne mondo, che è portare questo amore, ognuno nel proprio modo specifico. È in questa ottica che si sviluppano le vocazioni particolari, al matrimonio, alla vita consacrata o a testimoniare semplicemente Dio con l’esempio della nostra vita.
Nella prima lettura troviamo la vocazione del profeta Samuele. Questo giovane che fin dal grembo materno venne consacrato al Signore, dovrà anche lui imparare a riconoscere la voce di Dio. Questo, vale per tutti noi, è il cammino della nostra vita spirituale: imparare a riconoscere la voce di Dio negli eventi della nostra vita. In questa scoperta abbiamo bisogno, però, di essere aiutati come Samuele; infatti Eli gli insegnerà a dialogare con Dio, abbiamo bisogno di maestri che ci insegnino a decifrare ciò che Dio vuole dirci.
Anche nel vangelo troviamo un altro profeta, Giovanni il Battista, il quale indica ai suoi discepoli Gesù come l’agnello di Dio, come colui che dovranno seguire, ovvero il loro nuovo maestro. È una scena molto viva, possiamo immaginarla: Il vangelo ci racconta che i suoi discepoli sentendolo parlare così seguirono Gesù; e Gesù voltandosi vide questi due tizi che lo seguivano e le prime parole che Gesù dice nel vangelo di Giovanni sono queste: che cosa cercate? Ecco questa domanda è fondamentale per la nostra vita spirituale: Seguendo Gesù che cosa cerco? Nella mia vocazione, nel matrimonio, nel fidanzamento, nella mia vita di tutti i giorni, venendo in chiesa, che cosa cerco?
Che Dio venga e mi risolva tutti i problemi, cerco la stabilità, cerco che tutto sia certo e sicuro, cerco la pace, di non soffrire, cerco che Dio mi faccia giustizia, cerco la riconoscenza degli altri, che pensino bene di me perché sono onesto e bravo, cerco la vanagloria? I discepoli gli chiedono: “Maestro dove abiti?” Gesù gli risponde: “Venite e vedrete”.
Pensiamo un momento alla vita di Gesù, in un altro passo dice: “Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi ma il figlio dell’uomo non ha dove posare il capo”. Gesù ci mostra una strada che va oltre il nostro ombelico, che va oltre la comodità e le sicurezze. Lui va avanti e noi lo seguiamo, la via di Gesù è piena di precarietà, è la via della fede; e seguire Gesù a volte significa rinnegare se stessi, prendere la croce. Questo è il cammino dei discepoli, è il cammino della vita: imparare a decifrare la voce di Dio e lasciarci portare per vie che non conosciamo.
Don Francesco Stortini
Vicario parrocchiale di Barberino di Mugello
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 14 gennaio 2024




