BORGO SAN LORENZO – Come ogni domenica, un sacerdote del Vicariato del Mugello propone ai lettori del Filo una riflessione sul Vangelo domenicale. Stavolta è il turno di don Francesco Alpi, viceparroco di Borgo San Lorenzo
All’inizio del Vangelo di questa domenica c’è una domanda che Giovanni Battista rivolge a Gesù: “Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?” (Mt 11,2). In realtà Giovanni non ha modo di parlare direttamente con Gesù perché la sua coerenza e il suo modo diretto di dire le cose lo hanno messo in cattiva luce agli occhi di Erode (la verità è scomoda sempre, ieri come oggi) e, al momento, il Battista si trova in carcere. Anche nel cuore di Giovanni affiora un dubbio: “Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?”. Non sembra davvero lo stesso Giovanni del Vangelo della scorsa domenica! Non sembra lo stesso profeta che dal deserto proclamava con coraggio: “convertitevi! Il Regno dei cieli è vicino” e ai farisei che venivano a farsi battezzare (e dei quali sicuramente intuiva l’ipocrisia) diceva: “Razza di vipere, fate un frutto degno della conversione”. Anche nel cuore di Giovanni affiora il dubbio e, forse, nel profondo si domanda: “Sei proprio tu il Messia? Ma non stavamo attendendo un liberatore, uno che avrebbe ristabilito la giustizia, che magari ci avrebbe liberato dal dominio di Roma? Perché mi trovo in carcere?”.
Nessuno può restare al sicuro dal dubbio, nemmeno Giovanni, figuriamoci noi, uomini e donne del XXI secolo.
La risposta di Gesù ai discepoli inviati da Giovanni fa pensare: “Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo”.
“Andate a riferire ciò che udite e vedete”, niente di più. Come dire: guardatevi intorno, osservate bene, ascoltate con attenzione…e vi renderete conto che la risposta che Giovanni attende non ha bisogno di spiegazioni: sono i fatti accaduti, sono i volti delle persone che hanno incontrato Gesù a dire meglio di ogni discorso che é proprio lui il Cristo.
Non è stato così anche per noi? Se abbiamo deciso di diventare credenti (o se abbiamo scelto di restare credenti) é perché abbiamo incontrato persone che ci hanno testimoniato di aver incontrato Cristo nella propria vita. Come pure è vero che spesso chi si allontana dalla pratica religiosa é perché non ha trovato persone in grado di trasmettere la gioia della Fede e di favorire l’incontro personale con Gesù.
Penso ai nostri giovani, che hanno tanti dubbi sulla Fede, sulla Chiesa, e penso alla nostra missione di preti, catechisti, educatori, così spesso poco incisiva. L’annuncio cristiano è triste, superfluo, se non lascia trasparire che una esistenza diversa è possibile per chi si lascia incontrare da Cristo, dal suo mistero di morte e Risurrezione!
Ecco perché Papa Francesco all’inizio del suo pontificato scriveva nell’Evagelii Gaudium “Invito ogni cristiano, in qualsiasi luogo e situazione si trovi, a rinnovare oggi stesso il suo incontro personale con Gesù Cristo o, almeno, a prendere la decisione di lasciarsi incontrare da Lui, di cercarlo ogni giorno senza sosta. Non c’è motivo per cui qualcuno possa pensare che questo invito non è per lui, perché «nessuno è escluso dalla gioia portata dal Signore». Chi rischia, il Signore non lo delude, e quando qualcuno fa un piccolo passo verso Gesù, scopre che Lui già aspettava il suo arrivo a braccia aperte”.
Oggi, terza domenica di Avvento, domenica “gaudete” (della gioia) può essere l’occasione per sentire queste parole rivolte a noi. Buona domenica!
Don Francesco Alpi
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 14 Dicembre 2025


