BORGO SAN LORENZO – I parroci del Vicariato del Mugello, a turno, propongono una riflessione tratta dalle letture della Messa domenicale. Oggi è la volta di don Luciano Marchetti, pievano di Borgo San Lorenzo, che ricorda la domanda che fecero i primi cristiani all’evangelista Luca: “Dove e come possiamo incontrare Gesù risorto”?
III DOMENICA DI PASQUA
Ai tempi dell’evangelista Luca, di cui abbiamo ascoltiamo oggi una pagina del Vangelo, i cristiani appartenevano ormai a una generazione successiva a quella di coloro che avevano avuto la grazia di incrociare i passi terreni del Signore Gesù e di aver sperimentato in prima persona gli eventi della passione, della crocifissione, della morte e della resurrezione.
Questi cristiani si rivolgono a Luca, uno della comunità, e gli pongono una domanda: “Luca, noi oggi, a distanza di anni, dove e come possiamo incontrare Gesù Risorto? Come, con le nostre orecchie, possiamo ascoltarlo? Come, con i nostri occhi, possiamo vederlo? Come, con la nostra vita, possiamo gustarne la presenza in mezzo a noi?”. A questa domanda, Luca risponde ricordando e raccontando l’episodio che abbiamo ascoltato: l’incontro tra Gesù e i due discepoli in cammino da Gerusalemme a Emmaus. Luca racconta ai suoi amici cristiani l’episodio di Emmaus per rispondere alla domanda: “Dove, come, oggi noi possiamo incontrare Gesù Risorto?”.
Non vi pare che il racconto dei discepoli di Emmaus altro non sia che una descrizione precisa, esatta, splendida della celebrazione eucaristica, di ogni Messa alla quale partecipiamo? Noi, infatti, siamo quei due
discepoli che entriamo nella casa di Dio smarriti, spesso sconsolati, senza speranza, appesantiti dalle fatiche della vita. Vi entriamo e apriamo il cuore al Signore, gli confidiamo le nostre delusioni, i nostri dolori, anche le nostre gioie; e Lui ci parla e la sua Parola ci illumina, ci aiuta a rivedere i fatti della vita in un modo nuovo, alla luce di Dio e del suo disegno di Provvidenza. Poi, Egli rinnova il sacrificio redentore per noi sull’altare. Si fa di nuovo pane, si fa di nuovo vino, si fa di nuovo nutrimento per la nostra vita; e poi ci manda, perché siamo annunciatori e testimoni di Lui nel mondo, tornando a quegli ambienti di vita da cui siamo venuti.
Il racconto di Emmaus descrive ogni nostra celebrazione eucaristica. Quando avviene, infatti, l’incontro tra Gesù e i due discepoli? Il primo giorno della settimana. Era domenica. I due discepoli hanno vissuto la Messa domenicale e lì hanno incontrato Gesù Risorto. Ecco come, allora, Luca risponde ai suoi amici cristiani: “Mi avete domandato oggi dove, come noi incontriamo il Risorto? Dove lo vediamo, lo ascoltiamo, gustiamo la sua presenza? Lo incontrate nella Messa. Ogni volta che voi partecipate alla celebrazione eucaristica, voi incontrate Gesù risorto e vivo in mezzo a voi, che accoglie le vostre vite, con le gioie e i dolori che vi sono presenti. Egli ancora vi parla illuminando il vostro cammino. Ancora una volta Egli dona la vita per voi e vi ama fino alla fine. Ancora una volta Egli si fa nutrimento, corpo e sangue della vostra vita. E, ancora oggi, vi manda nel mondo per essere suoi testimoni”.
Abbiamo capito, allora? Anche per noi vale la risposta data da Luca alla comunità cristiana del suo tempo. Anche per noi, infatti, ogni Messa è il luogo privilegiato dell’incontro con Gesù vivo, con Gesù risorto, con Gesù che lì ci sta parlando, con Gesù che lì ci sta amando, con Gesù che lì si fa nostro nutrimento, con Gesù che lì è nostra luce, presente tra noi, con Gesù che lì dice a ciascuno: “Vai, parla di Me, racconta quello che hai visto e sentito, sii testimone della vita che non passa e della salvezza di cui ogni cuore umano ha bisogno”. Portiamo con noi il racconto di Emmaus per non dimenticare: Gesù è risorto, è veramente risorto. E’ qui, è qui con noi e per noi.
Don Luciano Marchetti, pievano di Borgo San Lorenzo
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 19 Aprile 2026





