
BORGO SAN LORENZO – Se ne parla da molti anni. Ma finora dubbi e incertezze avevano prevalso. Formare un unico istituto comprensivo, unendo Materna, Primaria e Media, è un’idea che a Borgo San Lorenzo ha sempre trovato molti freni, legati soprattutto alle dimensioni che la nuova scuola avrebbe avuto. Ma erano state ipotizzate anche altre modalità, come la formazione di due istituti comprensivi, idea anch’essa non priva di limiti e problemi. E alla fine si restava con “Giovanni Della Casa” da una parte e “Dante Alighieri” dall’altra.

Ora però la decisione è presa, in via definitiva, e verrà ufficializzata in un’assemblea con i genitori fissata per giovedì prossimo. “Diciamo – spiega Cristina Becchi, assessore borghigiano all’Istruzione – che l’indirizzo e l’input è venuto dalla Regione Toscana che spinge per la formazione dei comprensivi, tanto da ipotizzare un taglio importante di risorse al territorio, il 30%, qualora Borgo San Lorenzo si fosse rifiutato. Allora abbiamo fatto un ragionamento politico, considerando che il nostro comune ha una scuola media che rischia di perdere l’autonomia amministrativa perché con numeri ridotti”.
Già, i numeri. Che sono in diminuzione, per il calo delle nascite. “Riscontriamo un crollo di iscrizioni – dice Becchi – sia alla primaria che alla scuola d’Infanzia, tanto che si perderà almeno una prima”.
Quest’anno sono 444 gli iscritti alla scuola dell’Infanzia, 803 alla Primaria, 536 alle Medie. Totale 1783. Sarà così, l’anno prossimo, un istituto comprensivo, quello borghigiano, di oltre 1700 alunni.
“E’ un passaggio storico – dice Becchi – del quale si parla da molti anni: avremo un preside stabile, i curricula verticali, continuità didattica, più finanziamenti. Se non avessimo colto questa occasione, la media sarebbe rimasta sottodimensionata, vi sarebbero state difficoltà ad accedere ai bandi, e con il rischio della reggenza per il dirigente scolastico, che come dimostra l’esperienza, sono una catastrofe”.
Anche il comprensivo però qualche rischio porta con sé, e Becchi lo riconosce: “Secondo i parametri dovrebbe diminuire il personale Ata. Del resto la formazione dei comprensivi ha anche una logica di risparmio economico – un’unica segreteria, un preside unico – ma per la presenza di diversi plessi nelle frazioni il numero previsto sarebbe stato insufficiente a garantire l’apertura dappertutto. Lo abbiamo posto dunque come condizione: sì al comprensivo, ma solo se ci assicuravano la necessaria dotazione dei custodi”.
L’assessore è convinta della bontà della scelta di unificare: “E’ una buona opportunità. Troppo grande? Pontassieve lo è ancor di più. E credo, parlando da non addetta ai lavori, che il fatto che un bambino sia seguito, in un unico istituto e con insegnanti che partecipano agli stessi collegi docenti, da quando entra a 3 anni fino ai 14 anni, sia un fatto positivo”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 22 febbraio 2018




