MUGELLO – Flavio Montelatici fisioterapista e osteopata, lavora allo Studio Elle di Borgo San Lorenzo. “L’osteopatia è una scienza che in altri Paesi europei, in America, in Canada, è una pratica medica riconosciuta – spiega Montelatici – qui in Italia invece manca una normativa specifica, e quindi la formazione è delegata alle scuole private, alle quali l’accesso è riservato comunque a medici o fisioterapisti e il corso dura sei anni”. Montelatici svolge la professione di osteopata dal 2009, fino ad allora aveva lavorato in un’Asl come massofisioterapista e praticava medicina tradizionale cinese: “questa –dice- è l’altra parte della mia formazione: alcuni fonti dicono che il fondatore dell’osteopatia, il dottor Taylor Still abbia avuto relazioni profonde con la comunità cinese e abbia creato questa scienza lavorando a stretto contatto con medici orientali”.
Con l’osteopatia che cosa si cura? “Si trattano tantissime patologie, cefalee, dolori articolari, addominali, mestruali, disturbi post operatori, post traumatici. E si può lavorare in collaborazione con un dentista, migliorando il suo lavoro andando ad intervenire sull’articolazione mandibolare”.
Come sei arrivato a Studio Elle? “Collaboro da tempo con alcuni professionisti che già lavoravano qui. Mancava la figura professionale dell’osteopata. Qui a Studio Elle c’è un’armonia importante perché si riesce ad avere una sinergia tra professionisti. E questo non è facile trovarlo fuori. Inoltre c’è molta professionalità”.
Che tipo di pazienti ti trovi a curare? “Mi sono affacciato a Borgo San Lorenzo da poco, lavoro più su Firenze e da qualche tempo a Firenzuola. Mi è comunque capitato di trattare spesso donne in gravidanza che hanno disturbi come dolore di schiena, sciatalgie. Sto intervenendo su bambini con disturbi del sonno, dell’attenzione, iper eccitabilità, e anche su sportivi per dolori da traumi o da incidenti”.
Come avviene il trattamento? “L’osteopatia ha diversi modalità d’intervento. Considera l’uomo un’unità composta da tante parti, e diamo importanza all’attività fisica, alla nutrizione e anche alla componente emozionale. Prima si fa una valutazione, un’anamnesi, una raccolta di dati, poi si vanno a vedere i tessuti, la mobilità del cranio, dei visceri e quella articolare. Dove si incontrano quelli che si possono ritenere dei ‘freni’, si va ad intervenire attraverso manipolazioni. Non c’è un numero di sedute standard, ogni volta si rivaluta la persona. E sarebbe importante che la gente facesse controlli periodici per verificare la propria mobilità. Ma quello che dico sempre è che la gente deve venire dall’osteopata volentieri. Altrimenti è inutile, perché la forzatura già produce una costrizione del corpo. Consiglio di avere un approccio positivo alla vita, attraverso la realizzazione dei progetti, attraverso l’autorealizzazione. Atteggiamenti del genere inducono a quella che chiamiamo un’apertura. Nelle aperture c’è fluidità”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 12 marzo 2018





