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BORGO SAN LORENZO – E’ mugellana l’unica rappresentante della squadra italiana nella disciplina “spada lunga” partecipante ai campionati mondiali di scherma medievale che si terranno in Spagna e Danimarca.
A combattere con spade antiche ed armature è Sara Fabbri, che vive a Borgo San Lorenzo. Laureata in Storia dell’Arte all’Università di Firenze, il dottorato di ricerca conseguito a Pisa, Fabbri lavora tra Mugello e Firenze in ambito accademico e turistico. E qui ci parla della sua grande passione.
Pochi conoscono la scherma medievale. Puoi spiegare di cosa si tratta? La scherma medievale è “l’antenata” della scherma moderna; si basa sugli antichi manoscritti e trattati, che vengono studiati dalle varie scuole di scherma antica in Italia e all’estero. Può essere praticata in diversi ambiti e per diversi scopi; per fini spettacolari si parla di show-fighting o scherma teatrale (quella rappresentata al cinema e nelle rievocazioni storiche, dove i combattimenti sono coreografati). A livello sportivo la scherma medievale viene praticata principalmente nel circuito dei tornei in armatura a contatto pieno, dove i combattimenti sono “liberi” e realistici. Io pratico entrambe.
Chi la pratica? Bisogna essere “super”? La scherma medievale è praticata da un variegato spettro di persone; a livello agonistico, ovviamente, occorre una preparazione atletica mirata ed una lunga pratica marziale per acquisire il giusto mix di forza, resistenza ed efficacia. Io mi alleno in media cinque giorni a settimana, alternando la scherma all’allenamento funzionale e alla corsa in montagna.
Dove viene maggiormente praticata? Solo tu la pratichi in Mugello? L’area di maggiore diffusione sono i Paesi del Nord e dell’Est Europa, dove c’è una lunga tradizione sia di rievocazione, che di tornei. Gli atleti più forti, ad oggi, restano Russi, Ucraini e Polacchi, anche se nel femminile la Germania ha un’ottima atleta con cui ho avuto la fortuna di combattere più volte. In Italia sono una delle poche donne a fare tornei in armatura full impact, e l’unica nella squadra toscana “Iron Tower”, che ha sede nel pisano. In Italia questo è ancora uno sport di nicchia, anche se gradualmente l’interesse e il numero di persone che lo praticano sta crescendo, anche nel femminile. Ad oggi, la Nazionale Italiana conta quasi 50 atleti.
Quando hai scoperto questa tua passione? E cosa ti spinge a praticarla? Che emozioni si provano? E’ difficile? E’ pericolosa? Mi sono avvicinata alla scherma medievale a fine 2007; nell’estate del 2008 ho fatto il mio primo combattimento teatrale a “Medioevo alla Corte degli Ubaldini” a Palazzuolo sul Senio. Allora non avrei mai creduto che sarei diventata un’atleta della Nazionale Italiana, e che avrei rappresentato l’Italia nel 2015 e poi nuovamente nel 2016 nella categoria femminile 1vs1 Triathlon. Guardando il mio percorso a ritroso, direi che siano state la curiosità e la voglia di mettermi alla prova, di superare i miei limiti, a farmi avvicinare a questo sport, insieme ad amici che già lo praticavano. Come in tutti gli sport di combattimento, implica dei rischi, che comunque sono in media minori rispetto a chi pratica calcio o altri sport di contatto. Occorre avere una buona armatura e delle buone protezioni passive. Il duello 1vs1 è molto impegnativo, sia a livello fisico, che mentale. Occorrono molta umiltà, perseveranza e forza di volontà. Quello che succede dentro la lizza è molto propedeutico ad affrontare le sfide della vita, si scopre molto di se stessi.
Quante gare ed esibizioni fai ogni anno? A livello sportivo, in media 5-7 l’anno, tra tornei italiani ed esteri. Nel 2016, dopo il Mondiale di Praga, ho vinto il Torneo del Colle a Volta Mantovana, sono arrivata seconda a Volpiano e terza a Sluderno nella categoria 1vs1 Triathlon; ciò significa combattere per 90’’ con spada lunga, altrettanti con spada e scudo e poi fare tre round di spada e brocchiero. Lo scorso febbraio ho vinto il bronzo nella disciplina spada e scudo al Winter End Tournament in Germania. Con il mio gruppo di Rievocazione Storica “Antichi Popoli”, invece, abbiamo molte più uscite nel corso dell’anno, ma lì pratico la disciplina a livello “light”, scenico, a fini spettacolari e didattici per il pubblico. Abbiamo preso parte anche a film e documentari.
E ora ti prepari ad appuntamenti importanti… Per la terza volta avrò l’onore di rappresentare l’Italia al Campionato del Mondo “Battle of the Nations”, che quest’anno si terrà a Barcellona dal 28 Aprile al 1 maggio; dal 28 al 29 sarò invece in Danimarca all’altro campionato mondiale organizzato dall’IMCF- International Medieval Combat Federation. La novità di quest’anno è che ogni Nazione può portare un solo atleta per disciplina, per cui saranno i massimi specialisti di ogni arma, il che alza molto il livello della competizione. Alle selezioni italiane mi sono classificata prima nella disciplina Longsword-Spada Lunga, che studio da 10 anni secondo la trattatistica italiana tedesca.
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Progetti per il futuro? Certamente i prossimi Mondiali di Spagna e Danimarca. E poi crescere sempre come atleta e continuare a divertirmi.
Foto: Claudia Giusti (foto singole) – Rebecca Consani (foto di squadra)
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 3 aprile 2017







1 commento
Questo articolo comprende una serie infinita di errori, inizierò solo dal primo e più grande.
Quello che fa la ragazza NON è scherma storica (non si dice medievale, si dice storica, e questo è già il secondo errore).
Nella normativa del CONI c’è un dettagliato elenco degli sport (scherma) e delle discipline afferenti sotto il medesimo sport (scherma olimpica, scherma paraolimpica, scherma storica).
Quindi questa ragazza per dire di “rappresentare l’Italia” dovrebbe essere nella Nazionale Olimpica della FIS. Peccato che non esista una nazionale olimpica di scherma storica, e non esiste nemmeno un circuito di gare di scherma storica.
Il Battle of the Nations, inoltre, è tutto fuorché scherma storica.
Mi domando se i giornalisti prima di pubblicare certi articoli si informino.