FIRENZUOLA – Stanotte don Giorgio ci ha lasciato. Di solito a fine agosto lo vedevamo partire per i suoi viaggi in Francia, Spagna..anche l’anno scorso, da solo, si era spinto fino a Santiago di Compostela. Questa volta è il Signore che lo ha chiamato…per un altro viaggio. E cosa porta Giorgio nelle sue valigie per questo viaggio? Penso che siano valigie stracolme di volti, storie, lacrime, abbracci, gioie e dolori condivise con la sua gente in 55 anni di vita da prete. Ordinato sacerdote nel 1969, era stato inviato a Montelupo Fiorentino come cappellano per 4 anni.
Arrivato a Piancaldoli nel 1973, da lì non si è più spostato, diventando una cosa sola con quella comunità ed oggi è difficile, impossibile pensare Piancaldoli senza di lui. La chiesa è in mezzo al paese con la porta spalancata, accanto c è la canonica anche questa con la porta aperta e vuol dire che don Giorgio c’è, per tutti. Sotto casa don Giorgio tiene la macchina pronta per lanciarsi in trasferte epiche attraverso le vallate del Sillaro e del Diaterna al servizio dei popoli che gli sono stati affidati. Si perché nel tempo la famiglia si è allargata. E se all’inizio ci sono solo Giugnola e Piancaldoli , nel 1990 arrivano Castelvecchio e Visignano, nel ‘93 anche Caburaccia e Bordignano, infine nel 2019 si aggiungono anche Montalbano, Pietramala e il Peglio.
Il gregge che don Giorgio deve condurre non è numeroso, ma è sparso, e ogni popolo è ancora profondamente attaccato alla sua storia e al suo campanile. A nessuno di loro fa mancare la sua presenza . “ció -con il tipico intercalare romagnolo- bisogna pur che vada anche là” e così il sabato dice Messa a Piancaldoli, poi prende su e va a Visignano ( 8 km) e poi a Pietramala ( 15 km). La Domenica una vera maratona per portare la Parola del Vangelo a Giugnola, al Peglio, a Montalbano e ricordare a tutti che siamo custoditi, amati da Gesù Buon Pastore che per noi si fa Pane di Vita.
Don Giorgio canta, promuove feste e ricorrenze perché le persone possano stare insieme, va dai malati, sostiene le associazioni del paese (la Misericordia, la Pro-loco, la Polisportiva), volentieri si ferma a tavola per condividere la vita della sua gente.
Tutto con entusiasmo, senza fermarsi davanti alle delusioni e alle difficoltà. “Come va don Giorgio?” “Ottimamente!” . Di solito la risposta, almeno fino a un po’ di tempo fa, era questa. Ogni chiesa, anche quella dove il popolo si è ormai ridotto a una decina o poco più di anime, è stata oggetto di cura e di restauro. Era lui a metterci la grinta necessaria, coinvolgendo persone e istituzioni. Si potrebbero dire tante cose…forse tutto quello che vorremmo dirti Giorgio nelle valigie non ci può stare, e forse te, uomo di pochi discorsi è più fatti, non li avresti voluti. Diciamo il nostro GRAZIE al Signore per averci dato un pastore, come dice Papa Francesco, con “l’odore delle pecore” che ci lascia un grande vuoto ma anche una strada su cui camminare per continuare ad essere “popolo in cammino” sulla via del Vangelo.
Martedì 27 Agosto alle 16.00 il funerale a Piancaldoli, celebrato dall’arcivescovo.
dFA
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 24 Agosto 2024






