MEDITAZIONE SULLA PAROLA DEL GIORNO – martedì 17 marzo 2020
Daniele 3, 25.34-43 / Salmo 24 / Matteo 18, 21-35
Il popolo d’Israele, prostrato nella polvere del suo esilio in Babilonia, ricomincia a cercare e chiedere l’intervento di Dio.
Appena ho letto questo brano del profeta Daniele, mi sono detto: “Ma queste sono le parole giuste per noi!“.
“Non ci abbandonare fino in fondo,
per amore del tuo nome,
non infrangere la tua alleanza;
non ritirare da noi la tua misericordia,
per amore di Abramo, tuo amico,
di Isacco, tuo servo, di Israele, tuo santo,
ai quali hai parlato, promettendo di moltiplicare
la loro stirpe come le stelle del cielo,
come la sabbia sulla spiaggia del mare.
Ora invece, Signore,
noi siamo diventati più piccoli
di qualunque altra nazione,
oggi siamo umiliati per tutta la terra
a causa dei nostri peccati.
Potessimo essere accolti con il cuore contrito
e con lo spirito umiliato.
Ora ti seguiamo con tutto il cuore,
ti temiamo e cerchiamo il tuo volto,
non coprirci di vergogna.
Fa’ con noi secondo la tua clemenza,
secondo la tua grande misericordia.
Salvaci con i tuoi prodigi,
da’ gloria al tuo nome, Signore”.
Mi sembra bello fare nostre le parole di chi prima di noi si è trovato nella prova. Non siamo i primi nella storia. Non possiamo pensare che come noi nessuno mai è stato così male. Preghiamo per chi davvero è sommerso dai flutti del dolore. Non so proprio come si possa fare altro per chi piange e per chi soffre in questo tempo.
Io credo che l’esperienza del popolo d’Israele sarà anche la nostra. Stiamo camminando a prescindere da Dio. Sempre di più sono visibili le bassezze di cui l’uomo è capace senza Dio. Torneremo a sentirne il bisogno e allora risaliremo la china della salvezza. Torneremo a Dio e tutto andrà bene.
Buona giornata.
don Luciano
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 17 Marzo 2020



