BORGO SAN LORENZO – La Cisl Sanità torna alla carica e rompe il silenzio che è tornato a regnare intorno alle sorti dell’ospedale. Di quello vecchio e di quello nuovo, da ricostruire: “Che fine hanno fatto gli impegni per l’ospedale del Mugello?”, chiede Andrea Ferrini.
Una domanda posta non tanto per fare, ma per richiamare l’attenzione da parte di chi deve decidere. E anche della politica locale. “Nei mesi scorsi -dice Ferrini- l’allora direttore generale Morello aveva dato rassicurazioni: i lavori di consolidamento statico sarebbero partiti a giorni, e per il nuovo ospedale si era pronti ad assumere un mutuo, per realizzare un’opera indispensabile per il territorio, che avrà un costo di 50-60 milioni di euro. Ora lui non c’è più, ed è calato un grande silenzio, nessuno dice più niente”.
Anzitutto i lavori di consolidamento, sbandierati a più riprese. E che erano considerati urgentissimi, perché la situazione di parte dell’ultimo piano non è affatto messa bene. E si badi bene, non si parla di rischio sismico, ma addirittura di problemi di tenuta statica. Con la necessità di rinforzare la struttura e magari di spostare attività e macchinari troppo pesanti. Urgentissimi, ma ancora tutti da cominciare. Con ritardi sempre più gravi.
Ma la Cisl sanità pone nuovamente la questione del nuovo ospedale. E vuole fatti concreti: “Non ci risulta alcun documento -nota Ferrini-, di stanziamenti o di atti nel merito. Non credo sia troppo pretendere che tutto sia messo nero su bianco”. Anche perché, se l’ospedale va rifatto perché è a rischio sismico, sarebbe il caso di non predere troppo tempo.
C’è un futuro strutturale incerto e preoccupante, ma la Cisl è preoccupata anche della situazione del personale, e parla apertamente di “depauperamento di risorse umane”.
Ci sono varie situazioni di difficoltà: il personale infermieristico nei reparti e nel rponto soccorso è ridotto all’osso, con l’aumento dei carichi di lavoro, anche per la necessità sempre maggiore di fare adempimenti burocratici e amministrativi. Col risultato che se l’infermiere deve stare davanti al pc a meno tempo per seguire e curare i malati. Ferrini pone poi un altro problema: “Se si vuole un servizio stabile il personale deve essere in pianta stabile, e non si può usare il lavoro interinale che non dà garanzie di continuità: è il caso della ex.week surgery trasformata in una terza medicina e dotata di personale non stabilizzato. Ci domandiamo. Quando questo personale non viene confermato cosa succede al servizio?”
Poi è molto preoccupante la situazione degli anestesisti, che la stessa Cisl aveva denunciato mesi fa: “mancano quattro unità, e di queste due per pensionamento ormai imminente. In pratica c’è una riduzione del 25% si passa da 13 a 9: e questo -spiega Ferrini- porta al rischio del blocco delle sale operatorie, alla riduzione dell’attività chirurgica, a tempi più lunghi per gli interventi programmati. A Borgo si fa l’analgesia del parto e ora con questi numeri non riusciranno a garantirla. Non solo: in passato per trasferimenti delicati da Borgo a Firenze un anestesista saliva in ambulanza, ora non più”.
La Cisl chiede più attenzione dai politici locali e dalle amministrazioni: “Ci attendiamo prese di posizione più decise e nel merito. E contiamo molto -Ferrini chiama Capirossi- sull’apporto di chi, mugellano, è in Consiglio regionale”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 28 febbraio 2017




