BARBERINO DI MUGELLO – Questa emergenza sanitaria ha messo in ginocchio tantissime attività ma non solo. Seppur l’arte, in tutte le sue forme, in questo momento storico può sembrare superflua è pur sempre una valvola di sfogo fisica ma anche mentale, oltre ad essere anch’essa un’attività fonte di reddito. E così Silvia Andretta, direttrice della scuola di danza “Progetto Danza Barberino” racconta come ha affrontato il lockdown.
“L’arte della danza non si ferma davanti a niente” questo, lo slogan di “Progetto Danza Barberino”. Dal 7 marzo la scuola di danza, in concomitanza con il lockdown di questo momento storico, ha cercato comunque di superare la solitudine ed il distanziamento sociale. La danza è una forma d’arte e, come tale, è il filo conduttore tra le emozioni interiori e l’espressione fisica. La chiusura totale ha inflitto sicuramente tanto disagio ma, grazie alla costanza di molte insegnanti, ha anche portato alla soluzione del problema.
ìLa nostra scuola si è fin da subito attivata con lezioni on line, continuando a portare avanti lo stesso ritmo e disciplina presenti in sala da ballo. Certo è che del disagio fa parte anche il sogno svanito di un saggio, a maggio generalmente quasi preparato. L’arte della danza dona Amore, come ogni altra espressione di bellezza. Non poterlo donare dal palcoscenico quest’anno fa molta tristezza. In questo periodo primaverile partecipiamo a rassegne e concorsi, sono altri sogni per il momento rimandati di molte delle mie allieve. La mia perseveranza nasce dalla volontà di non far svanire quei sogni, di donare speranza in un futuro insieme, di tenere al sicuro la scintilla che ti fa danzare. Questo è l’importante delle nostre lezioni che continuano a svolgersi settimanalmente on line ed è questo che ci aiuterà a superare i timori di questo buio periodo. Torneremo in sala, torneremo a condividere gioia, paura ed incertezza. Cercheremo di farlo senza paura, perché nel frattempo abbiamo continuato a vivere i meravigliosi stimoli che la danza continua ad offrire e non ci siamo abbandonati allo sconforto di una realtà alla quale l’essere umano non era pronto.
Quest’arte è uno strumento che permette di coltivare la speranza e l’Amore, ma è soprattutto un infinito aiuto per superare anche i momenti più difficili. Essa è la chiave delle emozioni, è il linguaggio nascosto dell’anima. Proprio adesso abbiamo bisogno di esprimere i nostri timori e non nasconderli per poi scoprire che sono diventati enormi. Questa espressione artistica, seppur a distanza attualmente, ci spinge a rompere il silenzio emotivo, a distruggere il torpore creativo. Parlo per me, per i miei colleghi, ma anche per tutte le allieve che continuano a sentirsi unite attraverso varie iniziative proposte oltre alle classiche lezioni on line. Abbiamo affrontato il discorso dell’improvvisazione su un tema e musica proposti. Il lavoro poi condiviso e commentato anche da altri insegnanti. Abbiamo cercato di far uscire, anche a distanza il lato artistico personale di ogni allieva. Tutto questo rafforzerà il concetto della danza, come forma d’arte che supera le distanze,le differenze ed i limiti. Questa situazione ha rafforzato il nostro mondo artistico di appartenenza, ci ha divisi, ma a quanto pare, anche uniti a livello più sottile. Credo in quel che faccio anche grazie al riscontro positivo dei genitori, i quali confermano la necessità della costanza ed impegno, valori fondamentali per sconfiggere la frustrazione. Sentimento troppo spesso in agguato in questo particolare momento delle nostre vite, il quale i bambini e ragazzi di oggi non sono abituati a tollerare. Cercherò sempre e comunque di trasmettere alle mie allieve che questa forma d’arte supera le parole, è un linguaggio che permette di dar forma ai propri sogni ed è per questo, nella speranza di rendere questo mondo migliore, non dobbiamo farla fermare. Deve continuare per liberare tutti noi dalla pesantezza dell’essere, dalla paura di un futuro incerto. Deve continuare per rimanere un porto sicuro per la nostra interiorità e tutte le sfumature delle emozioni provate durante la quarantena.
Silvia Andretta
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 12 Maggio 2020





