
VAGLIA – Qualche anno fa era il regno incontrastato di certi grassi talponi. Ed io li prendevo di mira con la pistola (lo so, i’ Rossi, e non solo lui, mi direbbe di non scriverlo. Ma tant’é, ora non lo rifarei… allora è stato). Quando arrivava il camion erano già a cerchio ad aspettare. Si sa, i topi sono mammiferi intelligenti. Cosa aspettavano? Che si rovesciasse a terra la nettezza urbana (Detto alla fiorentina, di una volta. Mi piace molto di più che “monnezza” di ora). Cartacce, plastiche, ferracci, ma anche bucce , residui alimentari molto succulenti per quegli “animalacci”.
Per venti anni e più, prima Pitene, poi i vari Carboni, Fredducci hanno scaricato i rifiuti di Vaglia su quel piazzale che si allargava a spese della piccola valle: la concimaia di Poggio Uccellini.
I primi tempi che ero a Vaglia, la bruciavano anche, la nettezza. Un fumo acre si sollevava giorno e notte dai cumuli che via via venivano depositati. Poi passava Turibolo, con la sua Seicento Multipla, che faceva le veci del marocchino odierno, e raccattava tutto ciò che era ferraccio, metalli vari o aveva ancora una forma e, riciclandolo, un valore: una vecchia cucina economica, che qualcuno in proprio aveva scaricato, ma anche vecchi arnesi manuali, che nessuno aveva più la voglia o la sapienza di voler usare.
Il cenciao, il ferrivecchi, raccattava e poi ammonticchiava tutto in un deposito, poco diverso da una discarica, al Viliani. Quando c’entravo dentro, non potevo trattenere la curiosità. C’era di tutto quello che il contadino dismesso odiava e che il cittadino borghese avrebbe pagato sonoramente per avere: paioli di rame, gioghi da buoi, macchine da cucire a pedale, lampade ad olio, cesoie per pecore… tutto accatastato senza un ordine.
Oggi, dopo tanti anni ho rimesso piede su quella che era la concimaia comunale. Sono più di venticinque anni che è stata chiusa ed ancora è in bonifica: piezometri per controllare il percolato, cisterne per accumularlo, sfiati per i gas…
Ora sembra una collinetta verde innocua. Ma non ti fidare. Ero in compagnia di’ Mugna, il tecnico comunale, VulcanAssessor ed un secondo tecnico di Publiacqua, che gestisce lo smaltimento dei rifiuti liquidi.
Ora, invece del regno dei topi è l’impero dei cinghiali. Loro se ne impipano della rete di recinzione e scorrazzano dappertutto.
Andando a tirar fuori un’altra po’ di polvere dal tappeto, VulcanRiccardo ha pensato bene di andare a fondo anche a questa storia. Vogliamo fare il punto della situazione, capire a che stadio della bonifica siamo.
Tanto per ricordarlo, esiste ancora una vecchia ordinanza sindacale che vieta l’emungimento dell’acqua ad uso potabile a valle della discarica fino a Vaglia.
Leonardo Borchi
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 19 maggio 2016




