Una lettera aperta al Governatore Rossi, per il Lago di Londa
Dal lista civica “Per Londa” riceviamo e pubblichiamo:
“Egregio Presidente,
ci appelliamo a Lei, in qualità di Governatore della Regione Toscana, in nome e per conto della cittadinanza di Londa. Come Lei saprà Londa è località rinomata in tutta la Toscana per il suo ‘Lago’: un invaso artificiale posto in località ‘Gorazzaio’ e alimentato dal torrente Rincine. Il bacino, divenuto celebre nel tempo e denominato ‘Lago di Londa’, fu realizzato a fine anni sessanta con lo scopo di rilanciare l’economia della piccola comunità londese. Lo scopo fu pienamente raggiunto e il Lago dette nuova ‘linfa vitale’ votando Londa al turismo, alla residenza estiva e alla ricettività enogastronomica.
Londa, da quando fu realizzato il Lago, venne sopranominata la ‘Piccola Svizzera’ proprio per l’elevato valore estetico, ambientale e attrattivo apportato dal nuovo invaso.
Ovviamente, oltre a questi aspetti socio-economici, il Lago di Londa svolge anche una funzione idraulica di regimentazione delle acque torrentizie con interessamento di tutto il sistema fluviale della Sieve. Per questo, essendo un bacino artificiale, è soggetto al normale depositarsi di grandi quantità di detriti che il Torrente Rincine trasporta e sedimenta nell’invaso fino al suo totale riempimento. Ciò fa si che periodicamente, con cadenza ventennale circa, il Lago di Londa debba essere vuotato dai sedimenti i quali, colmando il bacino, esercitano una spinta rilevante sulla diga aumentando i rischi statici e riducendo l’estensione dello specchio d’acqua nonché del fondale. Questa è anche la fotografia dello stato attuale dei luoghi.
L’amministrazione Comunale, di cui facciamo parte come forze di minoranza, da diverso tempo, come Lei saprà, in collaborazione con l’Unione dei Comuni Valdarno Valdisieve, ha dato avvio al progetto di pulizia dell’invaso dai detriti. Il progetto è coperto da risorse economiche messe a disposizione dalla Sua amministrazione regionale. Gli importi stanziati ammontano a euro 250.000, risorse sufficienti solo alla rimozione di 12.000 mc di sedimenti e non sufficienti per la rimozione di tutti i circa 60.000 mc di detriti attualmente presenti nel Lago.
Il 14 giugno 2014, per dare esecuzione al progetto e avvio alle opere di pulitura, il bacino è stato aperto per consentire il deflusso delle acque e l’asciugamento dei detriti. In relazione a ciò, la Procura della Repubblica di Firenze ha avviato alcune indagini ipotizzando un’errata modalità di apertura del bacino che potrebbe aver causato danni al proseguo del Torrente Rincine a valle dell’invaso e dei correlati tratti idrici composti dal Torrente Moscia e dal fiume Sieve. Le indagini in corso hanno fatto si che l’Amministrazione Comunale ha dovuto sospendere le opere di pulitura dell’invaso e difficilmente è possibile immaginare che i lavori al Lago di Londa possano riprendere avvio in tempi congrui.
La vicenda per come si è sviluppata, non approfondiamo ulteriormente perché Lei sarà stato sicuramente informato, dimostra che le opere di manutenzione del Lago di Londa, così come per invasi analoghi presenti nel territorio regionale, sono prive di una chiara indicazione normativa su modalità di apertura delle dighe/chiuse, sulle competenze d’intervento, nonché è priva di programmazione di mirate misure economiche finalizzate da parte dell’Ente Regionale. Gli eventi dimostrano che piccoli comuni montani, come Londa, non sono tecnicamente ed economicamente in grado di accollarsi, da soli, la responsabilità e l’onere di manutenzione di suddetti invasi. In particolare tecnicamente occorrerebbero profili professionali con acquisita esperienza nel campo di manutenzione dei bacini artificiali, competenze che è difficile individuare nei nostri enti locali. Inoltre l’avvio di opere di manutenzione al Lago di Londa e le sue conseguenze, ben note a tutti anche tramite le cronache riportate dalla stampa locale, dimostrano che l’attività sugli invasi non è di unico stretto interesse del Comune in cui ha sito l’elemento ma interessa l’intero bacino imbrifero, tutte le amministrazioni comunali prossime, le varie autorità del settore.
Nonostante le buone volontà di amministratori e tecnici locali, di cui Londa e l’Unione dei Comuni Valdarno Valdisieve ne sono sicuramente esempio positivo, al di la delle vicende giudiziarie in corso che auspichiamo terminino velocemente e con epilogo positivo per i diretti interessati, la carenza normativa, nonché l’opinabilità delle stesse norme, fa si che ogni qualvolta si aprono invasi come il nostro si presenti un elevato margine di errore per chi si assume le responsabilità di esecuzione dei progetti. Il tutto aggravato da difficoltà economiche grandissime che non consentono di effettuare operazioni di manutenzione efficaci e complete, (il progetto di Londa e le somme disponibili consentono la rimozione di soli 12,000 mc di detriti a fronte dei quasi 60.000 esistenti).
Sentiti quindi molti concittadini che ci hanno chiesto una soluzione del problema, avendo già aperto una riflessione in Consiglio Comunale trovando la condivisione delle altre forze di minoranza e maggioranza siamo a sollecitarla su due aspetti:
– La preghiamo di adoperarsi affinché Regione Toscana supporti tecnicamente ed economicamente il Comune di Londa nel procedere ai lavori di pulitura del “Lago di Londa” e, essendo l’Amministrazione Comunale impossibilitata a provvedere in proprio e in autonomia, Le chiediamo, nel rispetto delle competenze, dei ruoli, delle procedure, delle norme e delle Leggi, di far si che Regione Toscana si assuma, per via di massima urgenza, l’onere tecnico ed economico per il completamento dei lavori di pulitura del Lago di Londa.
– La invitiamo inoltre ad aprire una riflessione all’interno della Giunta Regionale, del Consiglio Regionale e delle Commissioni Regionali Competenti affinché possa essere varata una chiara normativa in materia di manutenzione, apertura e pulitura degli invasi artificiali della nostra Regione.
Restiamo a Sua completa disposizione per ogni chiarimento.
Cordiali saluti
I consiglieri
Angelo Vizzaidi
Tiberio Corsinovi
”
© Il filo, Idee e notizie dal Mugello, marzo 2015