BARBERINO DI MUGELLO – “Il terremoto ci ha mostrato anche quanto siano importanti le relazioni nella nostra vita. Proprio perché ci si è sentiti una comunità e sono emersi legami forti, siete riusciti a vivere questi momenti di sofferenza in maniera dignitosa e capace di sopperire ai bisogni”: lo ha detto ieri sera, nella sua omelia, l’Arcivescovo di Firenze, Card. Betori, che ha deciso di celebrare la Messa di notte di Natale in mezzo alla popolazione più colpita dal sisma del 9 dicembre scorso, quella di Barberino di Mugello, accanto al pieveno don Stefano Ulivi.
Erano davvero in tanti nella grande palestra della scuola media, per una celebrazione del Natale molto sentita e commovente, e don Stefano -dopo aver ricordato la vicinanza dell’Arcivescovo, uno dei primi a telefonargli la mattina dopo la scossa- ha scherzato su questo gran numero di persone, dicendo che avrebbe chiesto al Cardinale di venire più spesso. Tutti riuniti in quella palestra che per giorni è stata il luogo dell’accoglienza dopo la grande paura, e che ha ospitato centinaia di Barberinesi senza casa. E che nella notte di Natale è diventata “cattedrale”. Per la prima volta, lo ha ricordato lo stesso Arcivescovo, egli non ha celebrato la Messa di Natale in Santa Maria del Fiore a Firenze. Peraltro una Messa particolare, che ricorda quella celebrata dal Papa Paolo VI, quando venne a Firenze dopo l’alluvione del 1966.
E Betori ha parlato di una propria esperienza personale: “Di questa parola di speranza abbiamo particolare bisogno in questa terra del Mugello, segnata dal terremoto. Il timore segna ancora i nostri cuori, e questo è naturale, ma non dobbiamo lasciarci vincere dalla paura. Lasciate che ve lo dica un vescovo che viene dall’Umbria, terra anch’essa di terremoti, che non può dimenticare come la casa sua e dei suoi fratelli dovette essere rasa al suolo dopo il terremoto del 1997, per essere poi ricostruita. Oltre a volervi manifestare un segno di affetto, è anche questa esperienza che mi ha fatto decidere a condividere con voi la Messa della Notte di Natale. Non posso infatti dimenticare come per ben due anni, essendo inagibile la cattedrale di Foligno, ho celebrato ogni domenica prima sotto un tendone e poi in un prefabbricato. Un disagio e una precarietà che ci faceva sentire però più vicini al Signore, il quale nel Vangelo dice di sé: ‘Il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo’. Sono accanto a don Stefano e a Don Nicola e assicuro a loro e a voi che faremo quanto possibile per farvi tornare nei tempi tecnici più stretti nella vostra chiesa parrocchiale. La vicinanza e l’impegno si estendono agli altri sacerdoti e alle altre comunità che hanno al momento le chiese serrate per inagibilità. Penso soprattutto a Sant’Agata, ma anche alla comunità rumena ortodossa che si riuniva a Petrona”.
E ha aggiunto parole di elogio: “La speranza deve sorreggerci nel ritorno a una normalità di vita, che avrà tempi diversi a seconda dei danni subiti e dei disagi patiti, ma che occorre riconoscere già ben avviata, grazie all’impegno delle amministrazioni, delle istituzioni e del volontariato. Non è mancato il pronto intervento nel provvedere a chi non poteva rientrare nella propria abitazione, nel valutare le situazioni di inagibilità, nell’offrire a tutti sostegno e vicinanza. Di questo dobbiamo essere grati e essere pronti a compiere gli ulteriori passi che ci saranno richiesti per uscire dalla fase dell’emergenza e cominciare a progettare un futuro più sicuro, in quanto garantito da interventi per ridurre gli effetti del rischio sismico sui nostri edifici”. E ha ricordato anche l’importanza della dichirazione di emergenza nazionale per il Mugello, di recente decisa dal Governo, grazie anche alle sollecitazioni delle istituzioni locali e della Regione.
Alla Messa hanno partecipato anche numerose autorità e tanti volontari della Bouturlin e della Misericordia di Barberino. Tra le prime c’erano il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani e la consigliera regionale Fiammetta Capirossi, c’erano sindaco o assessori in rappresentanza dei Comuni di Borgo San Lorenzo, Scarperia e San Piero, Vicchio, Palazzuolo sul Senio, c’erano i vertici delle Forze dell’Ordine, e c’erano naturalmente gli amministratori locali, dal sindaco Giampiero Mongatti alla sua vice Sara Di Maio e all’assessore alla cultura Fulvio Giovannelli.
Il pievano ha annunciato che tutte le offerte raccolte durante la Messa, e durante le Messe del giorno di Natale, saranno interamente versate al fondo pro-terremotati lanciato dalla Pro Loco di Barberino: “Prima pensiamo alle persone -ha detto- poi penseremo anche alle mura della nostra chiesa”.
Questo l’intervento del sindaco, al termine della Messa. E alla fine un lungo e forte applauso ha salutato l’Arcivescovo di Firenze.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 25 dicembre 2019















