Tra cinque giorni si vota per eleggere il nuovo consiglio della città metropolitana. O meglio, votano, perché è un’elezione di secondo grado: non votano i cittadini, ma i consiglieri comunali di tutta la provincia di Firenze. Cinque le liste in lizza, Pd, liste civiche, Cinque Stelle, Sel-Rifondazione, Forza Italia.

E in tutte le liste c’è, pur limitata, una presenza dei mugellani. Nella lista Pd c’è un solo rappresentante del Mugello, ed è il sindaco di Barberino Giampiero Mongatti, designato non senza qualche polemica dal partito di zona. Di fatto quanti rappresentanti per ciascuna zona il partito li ha decisi a tavolino, e da qui la scelta di puntare su nominativi sicuri, restringendo il numero dei candidati.
Nelle altre liste, il numero maggiore di candidati mugellani lo si trova nel raggruppamento delle liste civiche, guidato e promosso dal sindaco di Fiesole Anna Ravoni. Un’iniziativa, quella delle liste civiche alla quale anche il Mugello ha dato un apporto non secondario. Secondo in lista è l’ex-sindaco di Marradi Paolo Bassetti e c’è anche il capogruppo della lista civica Idea 2.0 Luca Parrini.

Del resto proprio in Mugello si sta sviluppando un’esperienza di condivisione tra liste civiche diverse –con orientamenti politici anche piuttosto diversificati-, alle quali hanno aderito la lista civica “Per Barberino”, le liste civiche borghigiane di Franco Frandi e Luca Margheri, la lista civica di Vicchio, il gruppo di maggioranza e il sindaco di Firenzuola, la lista di Bassetti a Marradi, e ci sono rapporti anche con la civica di Gabellini a Dicomano. Tanto che in Unione Montana il raggruppamento espressione delle liste civiche è il più numeroso, dopo il gruppo di maggioranza del Pd –capogruppo è stato nominato Paolo Bassetti-.
Tornando alle candidature per la città metropolitana, nella lista formata da SEL e Rifondazione Comunista è candidato il capogruppo di Rifondazione di Barberino Enrico Carpini, mentre nella lista di Forza Italia troviamo Mauro Ridolfi, consigliere a Palazzuolo sul Senio. I Cinque Stelle candidano invece Aldo Nuzzo, di Dicomano.
Quanti rappresentanti del Mugello, alla fine, siederanno nel nuovo consiglio della città metropolitana è difficile dire. Perché elettoralmente la nostra zona è debolissima. C’è infatti un meccanismo di votazione piuttosto complesso, e ogni voto ha un peso diverso, in base alla popolazione del comune di appartenenza. Così un voto di un consigliere comunale di Firenze vale ben 67 volte di più di quello del consigliere comunale di Palazzuolo sul Senio, e per pareggiare il voto di un consigliere fiorentino ci vogliono quasi 10 consiglieri di Borgo San Lorenzo o di Barberino. E i consiglieri di Empoli, Campi, Scandicci e Seso pesano più del doppio di quelli di Borgo, Scarperia e San Piero e Barberino, e più del triplo di quelli di Dicomano o Vicchio.
Così è probabile che l’unico eletto mugellano possa essere il candidato Pd: la lista del partito di Renzi è destinata peraltro ad ottenere, dal meccanismo di voto, un abnorme maggioranza (si stima che su 18 rappresentanti il Pd ne otterrà ben 13 o 14, con una limitatissima rappresentanza alle opposizioni). Il 28 sapremo.
© Il Filo. Idee e notizie dal Mugello, settembre 2014




