
VICCHIO – Questo pomeriggio, domenica 27 Aprile, a Vicchio si è svolta la donazione, da parte del locale Partito Socialista, di un quadro raffigurante Giacomo Matteotti, che fu realizzato negli anni Cinquanta dal socialista vicchiese Pietro Materassi, e che è sempre stato esposto nella sezione vicchiese del Psi, fino a che questa non è stata chiusa, oltre 20 anni fa. E che, da allora, è sempre stato custodito dal partito. Fino a che, anche in seguito alle iniziative del Consiglio comunale, che ha revocato la cittadinanza onoraria a Mussolini e l’ha conferita proprio a Matteotti (articolo qui), non si è deciso di donare l’opera, dal valore simbolico e affettivo, che all’interno del Municipio è stata appesa accanto alla pergamena della cittadinanza onoraria. Alla consegna era presente Riccardo Nencini, presidente del Gabinetto Viesseux, ex viceministro ed ex senatore della Repubblica.

“Oggi – ha spiegato Nencini a margine della presentazione del quadro – si rende pubblico, e quindi nella disponibilità dei cittadini di Vicchio, un ritratto che, anche se il suo valore artistico può essere modesto, rappresenta però una storia del tutto particolare. Rappresenta quella che Lincoln avrebbe chiamato l’ultima estrema misura, cioè quando ci si mette a disposizione degli altri fino a mettere in gioco la propria vita. Questa cosa Matteotti la rappresenta in pieno, e tutto ciò a Vicchio assume un significato particolare anche in vista l’iniziativa sulla cittadinanza. Sono due i valori – aggiunge Nencini – per i quali Matteotti fu solo e isolato negli anni Venti: la difesa delle libertà individuali e della democrazia parlamentare. Allora, anche a sinistra, erano valori, diciamo, non proprio apprezzati, dato che c’era una maggioranza filo rivoluzionaria e filo sovietica. Lavorare per difendere e sostenere quei valori era considerato una specie di eccezione negativa in quel tempo. Poi invece si è confermata come la strada maestra. Ma allora – conclude – era solo; combattuto dai fascisti, naturalmente, ma anche dai bolscevichi”.

“Ringrazio la sezione del Partito Socialista di Vicchio – afferma il sindaco Francesco Tagliaferri – per aver avuto questo pensiero nei nostri confronti. Abbiamo accolto subito volentieri la proposta, e l’abbiamo inserita nel contesto delle iniziative per la celebrazione dell’80° anniversario della Liberazione. Affiancheremo il quadro – conclude – a una copia della cittadinanza onoraria conferita a Giacomo Matteotti lo scorso Settembre. Si tratta di un pezzo della storia locale di Vicchio, e credo che sia appropriato che il Comune possa mantenerla accanto, appunto, al valore simbolico della cittadinanza onoraria per una figura così tanto importante come è stata quella di Giacomo Matteotti per la storia d’Italia”.

“Quando alla metà degli anni Sessanta entrai per la prima volta da giovane socialista nella sezione del partito – ricorda Fabio Cipriani, socialista, ex amministratore locale – vidi questo quadro attaccato alla parete, con quello che c’era scritto (la frase “ucciderete me, ma non ucciderete mai l’idea che è in me” ndr), da allora tutti i nostri incontri e le nostre discussioni che si sono succedute, quasi quotidianamente, sono state ispirate ai valori di libertà, democrazia e antifascismo di cui Matteotti era portatore. Quando il Comune di Vicchio – conclude – ha deciso di dare la cittadinanza a Matteotti è stato naturale proporre di consegnare questo quadro al Comune, che dal dopoguerra in avanti ha sempre avuto amministrazioni che si sono ispirate a questi valori di cui era portatore Matteotti, che è stato il primo antifascista della storia, e che ha pagato con la propria vita questo suo sentimento di pace e di libertà”.
A seguire si è tenuta la presentazione del libro “La tempestosa trasformazione”, a cura di Adriano Gasparrini e di Antonio Margheri.


© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 27 Aprile 2025





