BARBERINO DI MUGELLO – Quanto tempo occorrerebbe, in caso di necessità, per svuotare il lago di Bilancino? Quale percorso segue l’acqua per alimentare la centrale idroelettrica e poi essere rilasciata nel fiume Sieve? Cosa è e a cosa serve la torre di presa? Le risposte sono arrivate nel corso di una interessante visita guidata alla diga organizzata sabato 23 Aprile dalla sezione soci della coop di Barberino di Mugello e dal circolo Arci Cavallina nell’ambito della mostra fotografica “Bilancino storia di un lago”.
La geologa Serena di Grazia e Gian Piero Luchi, già sindaco di Barberino di Mugello e autore di un volume sulla storia di Bilancino hanno accompagnato i partecipanti fin dentro la sala di controllo del lago, alla torre di presa e alla centrale idroelettrica; e le curiosità soddisfatte sono state molte.
Ad esempio il percorso dell’acqua e la funzione della torre in cemento armato che si trova vicina alla diga. Si tratta della Torre di presa, all’interno della quale il personale di Publiacqua può scendere fin sotto la superficie del lago e che ospita tre paratie a diversi livelli di profondità. E’ da qui che esce l’acqua del lago, convogliata in condotte forzate che passano sottoterra e sotto la strada per arrivare alla centrale idroelettrica. Acqua che poi, dopo aver fatto girare le turbine, riposa in un una vasca di prima di riprendere il suo corso naturale in Sieve.
Molto interessante anche il sistema di canali che regolano la sicurezza e la portata del lago e che incrociano la strada all’altezza del vecchio Borgo di Bilancino. Uno di questi canali, ad esempio, esce da una galleria posta a fianco del fronte della diga, accanto al vecchio borgo di Bilancino. Si tratta dello scarico di fondo, ossia il “tappo” del lago. Questo, posto in corripondenza della torre di presa ha con una portata massima di 260 metri cubi al secondo, viene attivato solo periodicamente per delle prove, e sarebbe in grado di svuotare completamente il lago in soli tre giorni.
Il canale dello scarico di superificie, invece, si trova a circa un chilometro di distanza dalla diga lungo la strada per Galliano, è rappresenta il ‘troppo pieno’ del lago. Un piccolo sbarramento in cemento (lo sfioratore) dal quale l’acqua, in caso di eccessiva quota del lago, può tracimare in sicurezza nel canale e poi dopo essere stata rallentata, finire in Sieve. Qui si trova anche la paratoia mobile che può abbassarsi fino a tre metri e che viene attivata per integrare i rilasci in Sieve che avvengono tramite la centrale idroelettrica.
In questo modo Bilancino è in grado di garantire circa 6mila litri al secondo alla stazione di potabilizzazione dell’Anconella. Acqua che poi viene distribuita alla città di Firenze e ai territori limitrofi, come quelli del Chianti, che in estate trovandosi in collina sono più soggetti all’esaurimento delle falde e alla siccità.
Naturalmente durante la visita Gian Piero Luchi ha offerto ai presenti anche una esauriente panoramica sulla storia del lago e delle sue vicende. Opera la cui costruzione è iniziata nel 1984 e terminata nel 1999 per un costo complessivo di 300 milioni di euro; poi completata nel 2006 con l’attivazione della centrale idroelettrica.
- Si trova a 252 metri di quota sul livello del mare e alla massima capienza contiene 69 milioni di metri cubi di acqua
- La superficie è di circa 5 Kmq, per un perimetro di 30 Km
- 30 km: le fognature realizzate per portare a valle del lago gli scarichi dei centri abitati e delle zone industriali

Nicola Di Renzone
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 29 Aprile 2023










