Firenzuola – Don Aldo Menichetti, nuovo proposto di Firenzuola, ha fatto il suo ingresso in parrocchia e ha celabrato Messa davanti alla comunità firenzuolina. Lo abbiamo intervistato.
Con che spirito arrivi a Firenzuola, con quali sentimenti, con quali timori? Lo spirito che mi conduce a Firenzuola è quello del servizio. C’è una frase a me cara, non è mia ma la cito spesso:” Chi non vive per servire non serve per vivere”. Il Signore mi ha chiamato, ho risposto per cui, c’è un canto che dice: “come tu mi vuoi io sarò, dove tu mi vuoi io andrò se mi guida il tuo amore paura non ho per sempre io sarò come tu mi vuoi” questo è lo spirito ed i sentimenti. Un timore e lo prendo dalla Scrittura: “nessuno è profeta in patria”, ma dall’accoglienza dei primi giorni, direi che sono stato accolto molto bene.
Tu sei firenzolino, questo potrà aiutarti?
Per certi versi sì, conosco la mentalità, la tempra, per noi nulla è dovuto e nulla va dato per scontato. Per contro sono conosciuto, con diversi siamo stati ragazzi insieme. Non ho ricette, né piani pastorali. Voglio camminare con loro dietro a Gesù vero ed unico maestro. Dobbiamo scoprire il volto di Gesù e vedere se davvero Lui può dare le risposte alla sete che c’è in ognuno di noi.
A me il Signore ha cambiato la vita: sapere che sono amato, accolto così come sono con pregi e difetti, che è sempre pronto a perdonarmi, che è la risposta anche al dramma più grande, questo mi rincuora e mi apre alla speranza.
Quali sono le caratteristiche principali del tuo popolo. Le qualità migliori?
Manco da 35 anni, era il lontano settembre 1985 dove ripresi in mano la mia vita e la scuola partendo a 22 anni con la prima superiore. Sei anni a Borgo poi sempre città. Le caratteristiche dei Firenzuolini non le ricordo tutte, posso dire: franchezza, onestà, attaccamento alla terra d’origine (ma chi ce lo fa fare di stare in un luogo dove non c’è nulla?), attaccamento ai valori e alla fede, qui la percentuale di praticanti è maggiore che in città, è una fede schietta, senza tanti fronzoli e devozionalismi. Attaccamento alla tradizione e soprattutto qui il Proposto è con il Sindaco, il Maresciallo ed il Farmacista tra i personaggi di rilievo.
Non ci si fida alla prima, non mi incanti, ti scruto, ti ascolto, ti vedo all’opera e forse mi convinci.
A proposito quale reputi sia il tuo pregio maggiore, e il tuo difetto?
In ogni parrocchia che ho lasciato mi è stato detto: franchezza, schiettezza, determinazione, sempre il primo a partire, ne avrei tanti altri ma non li dico altrimenti pensereste che sono santo e non lo sono. Un difetto ed è enorme: non so dire di no.
Su cosa punterai nella pastorale, e quali ritieni saranno i principali ostacoli da superare?
Come dicevo prima cammino insieme al mio popolo come fa il pastore con il suo gregge. Coverciano mi ha regalato per il mio 25° di sacerdozio una maglietta con scritto: il pastore con l’odore delle pecore, perché dove sono loro io ci sono, non posso vivere senza di loro, loro sono la mia famiglia, la mia ragione di vita, la gioia o il dolore della mia gente è la mia gioia o dolore. Insieme dobbiamo scrivere la storia, insieme dobbiamo vedere come seguire Gesù, ad un neonato non posso dare i tortelli, vediamo a che punto siamo e partiamo. L’annuncio è proporzionato alla vita che vivo.

Basta proporre ricette di tanti anni fa, il mondo è cambiato. Un tempo quando si andava al catechismo, le nonne o i genitori ci avevano già insegnato le preghiere, si sapevano già diverse cose della fede. Senza offesa per nessuno ma oggi i bambini che ci portano per la catechesi sono animalini, neppure il segno di croce si sanno fare, a volte si va a catechismo perché il mio amico ci va.
Ripartiamo da Gesù! Mi serve? È importante per me? Cambia qualcosa nella mia vita se Lui c’è oppure no. A questo punto scriviamo insieme il nostro andare incontro a lui. Sarà la nostra vita l’annuncio per le generazioni future.
Firenzuola è un paese lontano e vasto. Tu vieni da esperienze di città. Non ti sentirai solo e lontano?
Ho vinto un terno al lotto, secondo me Firenzuola è il luogo ideale dove puoi servire il Signore in mezzo ai fratelli, ho il tempo per curare tutte quelle faccende che non ho mai potuto curare nel ritmo frenetico e (scusate la franchezza) e pazzo che ti offre la città. Corse continue dalla mattina alla sera, essere stressati e forse arrabbiati perché non si riesce a fare tutto. Pensa poter parlare con una persona senza dover guardare l’orologio, raccontarci la nostra vita, poter parlare di quello che ci sta a cuore. Leggere un buon libro, poter approfondire tante cose, temi, problemi. Questa società mordi e fuggi ci ha rubato il pensiero. La tecnologia è importante ma deve essere al nostro servizio e non il contrario. Non mi sentirò solo perché ho la mia gente e Gesù, ho tenuto 2 incarichi che mi portano a dover andare a Firenze alcune volte, il consiglio d’amministrazione del seminario ed il consiglio dell’Associazione Previdenza dei sacerdoti della Toscana che gestisce il nostro Convitto: il ricovero per i preti anziani. Poi vediamo, il Signore fa sempre mille sorprese.
Qual è la prima cosa che vorrai dire ai parrocchiani.
Eccomi, camminiamo insieme verso Gesù unico salvatore del mondo, colui che ci aiuta a scoprire i nostri talenti e soprattutto ci aiuta a farli fruttificare. Il mondo passa, Gesù resta.
©️ Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 14 settembre 2020





