MUGELLO – A distanza di una settimana è opportuno dare uno sguardo retrospettivo ai risultati delle elezioni regionali. Non per una lettura a tutto tondo, ma solo per evidenziare qualche particolare.
Intanto chi ha vinto e chi ha perso. Ha vinto Giani e il centrosinistra e ha perso Ceccardi e la destra, e questo lo si sa. Poi nelle analisi post-voto basta prendere a riferimento un’elezione anziché un’altra ed è facile riuscire a dimostrare a chiunque di non aver perso. E’ corretto quindi fare raffronti incrociati: perché se il confronto diretto va fatto con le precedenti elezioni regionali, per capire il trend delle tendenze politiche è giusto considerare anche il voto più recente, quello delle scorse europee.
Così, facendo raffronti con queste due elezioni, il PD perde sensibilmente rispetto al 2015, cala in modo minore rispetto al 2019 -salvo l’eccezione di Scarperia e San Piero-, ma sempre lontano dai livelli di cinque anni fa; la Lega sale rispetto al 2015, ma perde terreno tra 2019 e 2020. Il Movimento Cinque Stelle continua nella sua parabola discendente e quasi dimezza rispetto a cinque anni fa, come fa anche Forza Italia, che conferma la sua crisi. Non esaltante neppure il risultato di Italia Viva, che sicuramente attendeva un esito più incoraggiante. Chi può invece cantar vittoria su tutta la linea, pur essendo in zona ancora a percentuali piuttosto basse è Fratelli d’Italia, che cresce sensibilmente sia rispetto alle regionali 2015 che alle Europee 2019.
Solo qualche dato. Il PD a Vicchio aveva il 52,6% nel 2015, il 41,5% nel 2019 il 38,8% adesso; a Scarperia e San Piero era al 55,1% per le precedenti regionali, al 41% alle Europee ed è ora al 44,3% (da considerare anche l’effetto Capirossi); a Barberino scende dal 55,4% al 38,7 ed ora al 34,3%; a Borgo San Lorenzo era al 50%, un anno fa era sceso al 39,6% e ora si è fermato al 38,3%. Rispetto a un anno fa cresce a Palazzuolo del 7,3% e a Dicomano dello 0.3, cala a Marradi del 20,9% (effetto Triberti), a Firenzuola perde il 2,4.
Fratelli d’Italia cala solo a Firenzuola (effetto Scarpelli), ma poi cresce ovunque, dal 2.2 di Marradi fino al 4,3% di Barberino. Al contrario Forza Italia, ormai tra il 2 e il 3%, perde a Scarperia e San Piero il 2,3, il 3,6% a Marradi, il 2% a Borgo, e aumenta di poco solo a Dicomano, +1,4% grazie al candidato di casa, Giampaolo Giannelli.
La Lega invece guadagna sempre rispetto al 2015, intorno agli 8 punti percentuali ed oltre, ma rispetto a un anno fa, a Borgo San Lorenzo e a Scarperia e San Piero perde 3 punti e mezzo, a Palazzuolo 7,7, e 17,6 punti a Marradi. A Barberino cala di 6.7, a Dicomano è a meno 7,4, a Palazzuolo perde 7.7 punti percentuali e a Vicchio 3.7. Solo a Firenzuola, effetto Scapelli, cresce dell’11,9%.
Strappa dunque il sorriso qualche dirigente ora leghista, che si abbandona a esultanze eccessive. E si mostra piuttosto ingrato (ci si riferisce a una nota del vicesegretario zonale Gozzi) visto che nel suo lungo incensamento e autoincensamento non trova una riga per ringraziare e neppure per citare l’ex-sindaco di Firenzuola Claudio Scarpelli, che all’incremento dei voti della Lega, con la sua candidatura, ha dato un notevolissimo contributo. Evidentemente la Lega borghigiana o mugellana, o almeno i suoi vertici, continuano in questo ostracismo verso Scarpelli -dimostrato durante tutta la campagna elettorale-. Tanto che nello scritto di Gozzi lo straordinario risultato di Firenzuola viene occultato in un generico “Da circa il 23% nel capoluogo mugellano a punte del 53% nell’alto Mugello”, senza neppur citare Firenzuola.
Invece vorremmo sottolineare proprio questo aspetto: i risultati “incredibili” ottenuti da alcuni candidati-amministratori mugellani, in particolare Scarpelli da una parte, e il marradese Triberti dall’altra. Anche Fiammetta Capirossi, pur nell’amarezza della non rielezione, non può dire che il Mugello l’abbia tradita, visto che ha ottenuto una notevole quantità di preferenze -insufficienti perché i suoi concorrenti ne hanno conquistate ancor di più, e forse perché ha trascurato di far campagna elettorale in altre aree-.
Ma davvero eclatanti appaiono i risultati del sindaco di Marradi e dell’ex-sindaco di Firenzuola. Risultati che ancor più dimostrano la “disideologizzazione” del voto. Pur di votare Scarpelli non sono pochi quelli che, pur distanti o in contrasto con la Lega, hanno messo la croce su quel simbolo. E lo stesso è stato per Triberti che ha fatto raggiungere al suo partito, Italia Viva, oltre il 50% dei consensi a Marradi, svuotando del tutto il PD, che ha raggranellato un misero 13,9%.
Entrambi sono risultati “perdenti” nella gara elettorale, ma si possono consolare per un segno di affetto e di stima da parte dei loro compaesani (e anche in Mugello hanno mietuto consensi trasversali) davvero fortissimo: ricevere 976 preferenze su 1191 voti totali, con una percentuale alla lista del 52,9% a Firenzuola, come ha fatto Scarpelli, e riportare 802 voti di preferenza su 831 complessivi andati a Italia Viva a Marradi, questo il risultato di Triberti, sono veri e propri record.
Se questi consensi possano trovare uno sbocco positivo nel futuro, o siano destinati presto a volatilizzarsi, fini a se stessi, è poi tutto un altro discorso.
Ultima notazione, l’assenza di rappresentanti mugellani nel nuovo consiglio regionale. Ci può stare, e ci si potrebbe leggere il segnale di una debolezza politica del Mugello rispetto ad altre aree. Quel che è certo, adesso aumenta la responsabilità degli amministratori locali. I sindaci dovranno impegnarsi di più per far sentire la propria voce, i bisogni e le istanze del Mugello ai livelli istituzionali superiori.
Paolo Guidotti
©️ Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 27 settembre 2020





1 commento
Hanif Willis-Abdurraqib su The Baffler sul Midwest ( zona di ellettori di Trump), «il divario fra l’elettorato rurale e urbano è […] acuto, [e] a quindici chilometri di distanza da una città spesso c’è una zona rurale che sembra un mondo completamente diverso».