FIRENZUOLA – Quando l’idea è nata non eravamo proprio in molti a crederci: “troppi giochi, troppe tappe, troppo lungo” erano i commenti dei primi uditori. Con i miei collaboratori-amici, Lorenzo DI Silvestro della pro-loco e Silvia Panzacchi assessore del gruppo di maggioranza, ci siamo rimboccati le maniche e dopo esserci divisi il compito iniziale di riuscire a convincere le persone a partecipare, ci siamo dati da fare. L’adesione è stata subito alta e l’idea accettata con entusiasmo, abbiamo annoverato un buon numero di squadre, ma questo non ci bastava ancora, volevamo di più e per questo siamo andati direttamente a parlare con le varie associazioni presenti nelle frazioni del territorio e con i gestori dei bar del capoluogo. Fortunatamente il lotto delle persone che hanno appoggiato in pieno l’iniziativa è aumentato: Ambra Franchini per il Comune, Emma Santoro e Simona Panzacchi per la pro-loco, e ultime, ma non per importanza Claudia Visani e Giulia Galeotti, che sono state al mio fianco praticamente sempre, aiutandomi e stimolandomi a tenere la barra dritta sull’obbiettivo.
A due mesi dall’idea, avevamo il lotto dei concorrenti: Bar Arcobaleno Firenzuola, Casanuova, Coniale, Cornacchiaia, Covigliaio, D.J. PUB Djamel Firenzuola, Piancaldoli, Pietramala, Traversa e Unaltro Bar di Edy Firenzuola. E, inoltre, avevamo anche uno o più referenti per ogni squadra. Finalmente, raggiunto il numero di squadre che ci eravamo prefissati, siamo passati alla 2^ fase, che consisteva in primis nel pensare a quali giochi fare e dove collocarli, ed oltre a questo l’idea era creare un evento in ogni tappa, un evento autonomamente gestito dalla frazione che avrebbe fatto funzionare cucine e stand gastronomici, dove le persone, oltre che per giocare, potevano stare insieme in leggerezza e mangiare qualcosa; dopo le chiusure per il Covid finalmente si cercava di ripartire, portando le persone a conoscersi frequentandosi e a vedere posti , sembrerà strano, mai visti prima. Stabiliti i 4 giochi per ogni tappa e fatte le regole, abbiamo cercato qualche soldo per i premi, soldi che grazie al Banco Fiorentino e al suo Presidente Paolo Raffini, sono arrivati puntualmente. Cosa mancava? Forse nulla o forse ancora tante cose; i mille dubbi, domande e quesiti che giornalmente venivano posti, potevano farci vacillare? Assolutamente no: eravamo talmente decisi e carichi che niente e nessuno poteva più fermarci. Costanza, serietà, presenza, competenza, risposte e il tanto tanto, sembra una ripetizione ma non lo è, cuore e passione che ci abbiamo messo, ha tenuto tutti uniti fino al giorno del debutto. Finalmente si giocava, ma erano mille gli interrogativi: i giochi sarebbero piaciuti alle persone? L’organizzazione dei giochi era all’altezza? Oltre ai giocatori i paesi avrebbero partecipato? Gli stand avrebbero lavorato?
Il 16 luglio a Piancaldoli, il 17 luglio a Coniale, il 23 luglio a Cornacchiaia, il 24 luglio a Firenzuola da Unaltro Bar di Edy, il 2 agosto a Casanuova, il 4 agosto a Pietramala, l’8 agosto al Covigliaio, il 9 agosto alla Traversa e il 12 agosto il gran finale a Firenzuola, con il paese aperto solo ai pedoni, con il menù di 12 giochi da fare in poco più di 5 ore per arrivare puntuali alla premiazione prevista alle ore 22,00 in Piazza a Firenzuola. Tutte queste date appena elencate sono andate sold out, presenti ad ogni tappa dalle 300 alle 500 persone che sono diventate un unico “insieme” in costante movimento; lì abbiamo capito che il TORNEO “SENZA” FRAZIONI aveva raggiunto il suo primo obbiettivo buttando giù rivalità storiche datate da anni, ed inoltre il rivedersi a distanza di pochi giorni faceva sì che persone che non si erano mai viste prima, iniziassero a frequentarsi. Il gioco non era il fine, ma era diventato il mezzo. Avevamo vinto tutti.
Hanno giocato centinaia di ragazzi di ogni paese, ha giocato Menichetti Angelo di Pietramala di soli 94 anni, maglie, tifo, goliardia e un po’ di sana garra ci ha accompagnato in questo mese di giochi e quando siamo sbarcati a Firenzuola per l’ultima giornata, mentre allestivamo un paese silenzioso e deserto, dentro di me gioivo percependo tutto quello che, inimmaginabile poco tempo prima, avevamo realizzato. Poi è arrivata la gente, paesi interi si sono svuotati, eravamo tanti, macchine parcheggiate in ogni dove, fuori dalle nostre splendide mura, forse 1000 forse di più, ma non importa quanti, la gente del TORNEO “SENZA” FRAZIONI ancora una volta aveva risposto con la loro presenza e si è goduta il centro storico di Firenzuola forse come non mai. Sento spesso parlare di dinamiche giovanili, di cosa si possa fare per i nostri ragazzi: credo che si debba scendere in campo e fare cose, anche rischiando qualcosa, perché oltre alle parole i ragazzi hanno bisogno di esempi positivi in cui specchiarsi, perché sono i fatti che rimangono e, secondo me, contano più di tante parole a cui spesso non viene dato seguito. Il TORNEO “SENZA” FRAZIONI ha acceso una luce in questa direzione, cerchiamo di tenerla accesa.
Le parole le porta via il vento i giochi e le persone no.
Un elogio lo voglio fare a tutti quelli che ci hanno aiutato in maniera presente e silenziosa, accettando un ruolo, non gradito da tutti, che è quello di fare l’arbitro. Fondamentali per la riuscita della manifestazione e riferimento per tutti i partecipanti quando la tensione del gioco ci toglie un po’ la lucidità; tre fra tutti: Margherita Guidarelli di 10 anni “instancabile”, Pietro Monaco di 13 anni “concentrato” e Vignoli Carlo detto Carlone “rivelazione assoluta”, per tutti non per me, dei giochi. Ah già c’era anche una gara, 9 giornate di gara con 560 punti a disposizione, incredibile ma le prime 4 squadre sono racchiuse in solo 11 punti: se ci pensate bene un’inezia: un jolly giocato in maniera diversa e tutto poteva cambiare, ma questa è un’altra storia. Appuntamento ad ottobre per l’almanacco, che regaleremo, a tutti i protagonisti dei giochi dove si parlerà anche delle nostre splendide frazioni che hanno gareggiato. Grazie di cuore a tutti.
Maurizio Baracani
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 18 agosto 2022




