DICOMANO – I sacerdoti del Vicariato del Mugello, a turno, propongono una riflessione tratta dalle letture della Messa domenicale. Oggi, Domenica di Pasqua, il commento è di Don Emmanuel Ntabomenyereye, parroco della Parrocchia di Santa Maria a Dicomano
Pasqua 2023. Fratelli e sorelle, Buona Pasqua a tutti voi. Cristo è risorto, Alleluia, alleluia.
Con la Pasqua del Nostro Signore Gesù Cristo, mistero della vittoria sulla morte, riprenderemo a cantare l’Alleluia, per il giorno del Signore, giorno di festa e di gioia. Cristo è risorto: celebriamo, pieni di gioia e di amore, questa risurrezione. Gesù Cristo ha vinto la morte, il peccato, la tristezza… e ci ha aperto le porte di una vita nuova, la vita autentica, quella che lo Spirito Santo ci dona per pura grazia. Nella sua risurrezione Gesù manifesta pienamente l’uomo a se stesso e gli rivela la sublimità della sua vocazione» (Gaudium et Spes 22).
La prima testimonianza della risurrezione è la scoperta del sepolcro vuoto, memoria di chi vi è sepolto. Al sepolcro si va per ricordare e ci si allontana con il ricordo del morto e della nostra futura morte. Il sepolcro vuoto di Gesù Cristo, invece, ci invita a credere (Gv 20,8: vide e credette) che la morte non è l’ultima parola della nostra vita e non esiste nessuna situazione disperata; che quando tutto sembrava finito, la vita spunta, con “un eccomi” sorprendente.
E i discepoli che, poi, lo vedranno risorto e lo riconosceranno vivo in un meraviglioso incontro di fede. Il sepolcro vuoto e le apparizioni saranno i grandi segni per la fede dei credenti. Gesù sempre gli andrà incontro per guarire la loro paura, significata nel fatto di trovarsi sempre nelle stanze con porte e finestre chiuse; diventerà un compagno di viaggio che consola e apre all’intelligenza delle Scritture, come a Emmaus. D’ora in poi non potranno più nascondersi o provare vergogna nel proclamare che Gesù è risorto e che è il Signore della vita e della morte. Come Pietro, la loro testimonianza nelle piazze sarà: “noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato” (At 4, 20).
La risurrezione di Cristo li commuove, li trasfigura e li fa agire per amore, come Cristo. La loro vita è una parabola per l’oggi: deve turbare, interrogare, sollevare, risvegliare e risuscitare. Attraverso il perdono dato e ricevuto, la loro vita deve essere segno di una nuova creazione, nella forza dello Spirito Santo. È in gioco la coerenza stessa della nostra fede e la sua credibilità.
Fratelli e sorelle, il “vedere e credere” dei discepoli deve essere anche il nostro. L’esperienza della risurrezione che celebriamo, frutto della continuità della tradizione cristiana, rimane una realtà difficile da dire, da capire e da credere da fuori o con delega, come lo fanno alcuni battezzati cristiani. Ne fa l’esperienza beata chi si impegna ad andare incontro a Gesù, a mettersi all’ascolto della sua parola, a curare la sua intelligenza con la preghiera e a seguirlo, come Maestro e Guida, nella sua vita sacramentale.
Amen.
Don Emmanuel Ntabomenyereye
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 9 Aprile 2023



