
VICCHIO – In questa intervista il vicchiese Stefano Parrini, maestro artigiano e presidente della “Scuola diffusa Mugello”, alla vigilia della “Fiera calda” di Vicchio e dell’esposizione dedicata al cuoio, organizzata al teatro Giotto insieme all’incontro – conferenza “L’artigianato d’eccellenza per il rilancio dei territori” (articolo qui), racconta l’esperienza della sua bottega, tracciando importanza e prospettive di queste attività per lo sviluppo del Mugello.
Perché questo convegno?
“La mia ambizione è che i maestri artigiani possano contribuire allo sviluppo del territorio. Io credo fortemente nel nostro territorio, credo che si possa fare qualcosa di serio per combattere il suo declino economico e demografico. Credo che l’artigiato artistico e di eccellenza possa contribuire a risolvere questo problema. Vorrei con questa mostra affermare che non siano periferia, che non occorre andare a Firenze per fare certe cose. Io ad esempio ho trasformato il mio laboratiorio in una bottega scuola, e l’ho fatto a Vicchio. Vorrei che questo fosse un progetto pilota, che induca altri a fare altrettanto, in modo che in Mugello si possa fare formazione”.
La tua bottega si trova nel centro di Vicchio, ci racconti la tua esperienza?
“Sì, si trova in via della Repubblica, proprio accanto alla caserma dei Carabinieri. Al momento arrivano persone che pagano per imparare questo vecchio mestiere, perché è una bottega artigiana che, di fatto, fa scuola. Qui arrivano molti stranieri per imparare il mestiere del cuoio: americani, tedeschi, olandesi. Alcune settimane fa, ad esempio, ho ospitato tre insegnanti delle scuole medie islandesi, di Reykjavík, che sono venute da me per imparare e perfezionarsi in tecniche e nuove idee da riportare poi nelle scuole ed ai ragazzi del loro paese. In generale, molte delle persone che sono venute per imparare, adesso hanno aperto botteghe e laboratori nel loro paese d’origine. Mi chiedo: perché non possiamo farlo qui da noi?”
Qual è secondo te il problema?
“Spesso da noi l’artigiano è concepito come il vecchietto che, nella sua bottega polverosa, fa sempre le solite cose, ma nelle botteghe artigiane si fa innovazione, si fa studio, ricerca, sperimentazione. Questa idea di artigiano va sfatata. Dobbiamo combattere questo stereotipo, che spesso viene bollato come folklore, tradizione. Sono parole che odio, perché sono delle gabbie”.
Interessante questa riflessione sulle parole e sul linguaggio per raccontare la vostra attività. Ci fai un altro esempio?
“Altra parola che odio è mercatino, spesso associato all’artigianato. Che vuol dire mercatino? Ci sono artigiani che lavorano la scagliola e che realizzano tavoli in pietra che costano anche 100 mila euro, che senso ha associarli a un mercatino?”

Veniamo al contenuto dell’incontro di giovedì. Cosa sottolineare?
“Che parteciperanno esponenti di Artex, colleghi e persone che conosco bene. Poi autorità locali, tra le quali il sindaco di Borgo San Lorenzo Leonardo Romagnoli, ho invitato il sindaco di Scarperia e San Piero Federico Ignesti, naturalmente il sindaco di Vicchio Francesco Tagliaferri ed anche il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, mentre Cna, che ha dato il proprio patrocincio all’evento, sarà presente con il presidente metropolitano Francesco Amerighi. Vorrei riuscire a trasmettere alle autorità che bisogna finanziare le botteghe scuola. In tutta la Toscana ci sono solo circa 180 maestri artigiani, di tutte le arti, e meno di trenta botteghe scuola in tutta la Toscana, di queste neanche una sul cuoio. Data la nostra grande tradizione in materia sembra una barzelletta”.
Però sul cuoio c’è la tua, in Mugello
“Lo è, di fatto. Ma non è accreditata dalla Regione Toscana. Se invece riusciremo a far accreditare la nostre botteghe potremo prendere persone, in prevalenza ragazzi, a imparare gratuitamante, potendo contare su fondi regionali. La mia bottega, se riuscirò in questo processo, sarebbe la prima bottega scuola accreditata di tutto il Mugello”.
Se questi saranno gli argomenti del convegno di giovedì, cosa possiamo dire della mostra?
“L’idea è quella di fare un’ampia esposizione dedicata al cuoio, per far capire che non si tratta solo di borse, cinture e borsellini, ma di una tradizione di secoli. Al piano terreno ci saranno le opere dei ragazzi partecipanti al laboratorio “Craft the Leather”, che ho ricevuto in prestito dal consorzio dei conciatori di Santa Croce. Si tratta di idee nate da un laboratorio che coinvolge ragazzi di università della moda e del design ospitati a San Miniato per un periodo di formazione e ricerca. Tutto intorno alle pareti della platea del teatro ci saranno invece delle grandi stampe derivate dalle collezioni del museo Stibbert, che rappresentano la storia del cuoio nel passato.
Nella prima galleria ci saranno invece i prodotti della pelletteria artigianale Old Angler, una delle poche pelletterie della zona a fare produzione propria, di altissima qualità. La seconda galleria sarà dedicata invece alle selle di Vincenzo Moffa di Marradi, che ha allestito un museo delle selle”.
Insomma, una mostra da non perdere.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 25 Agosto 2025




