Viviamo in uno strano paese (Borgo San Lorenzo). Fino a ieri l’opinione più diffusa, e spesso affatto superficiale, e ben fondata, è che il comune fosse gestito davvero male: scelte infelici e incapacità di fare –dalle porte telematiche all’ovonda, dalle case popolari agli ex-macelli alla nuova scuola elementare non fatta, e l’elenco potrebbe essere ben più lungo-, incapacità di coinvolgere e far partecipare i cittadini nelle scelte-, grigiore di iniziative, scarse e saltuarie, poca promozione, nessun sostegno concreto alle attività economiche.
Ora tutto sembra dimenticato, e l’impressione piuttosto netta è che i borghigiani –salvo sorprese- continueranno in maggioranza a votare, e quindi a far amministrare il comune ai partiti che l’hanno governata in tutti questi anni, ovvero Pd, PSI e Sel. E’ vero, stavolta non ci sarà un sindaco Pd, ma Psi, perché è stato il socialista Omoboni a vincere le primarie di coalizione.
Ma votare per lui, e per una delle tre liste che lo sostengono è confermare la fiducia a chi finora ha governato. Tanto più che l’attuale candidato del centrosinistra è già stato in consiglio comunale da dieci anni e ha approvato e sostenuto tutte le scelte della giunta uscente, e che in alcune liste si ritrovano assessori uscenti, altro evidente segno di continuità: nella lista Borgo Migliore c’è il socialista Paolo Francini, assessore uscente al bilancio, in quella di SEL l’assessore uscente ai lavori pubblici Carlo Casati. Legittimo rivotarli, s’intende. Ma non si dica che questo è il nuovo. Si sarebbe un po’ smemorati… E molto furbi coloro che cercano di farlo credere.
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