Grande ed entusiastica accoglienza lo scorso ottobre a Luco di Mugello per l’arrivo del missionario Padre Franco Cellana, che ha incontrato gli amici e i sostenitori dell’Associazione “Afrika Jipe Moyo”, ovvero “Africa, fatti coraggio”, prima nella chiesa di San Pietro, quindi a Casa d’Erci ed ancora nella chiesa luchese per la cerimonia finale. Padre Cellana, nativo di Riva del Garda, quindi trentino doc, ordinato sacerdote dal 1967, ha al suo attivo, dopo i primi anni come amministratore e animatore missionario in Spagna, una lunga permanenza in Tanzania (1978-1991), quindi in alcuni Paesi dell’America Latina, come coordinatore delle missioni nel mondo fino al 1999, prima cioè della sua partenza per il Kenia.
Padre Franco nel suo preciso e nitido colloquio davanti agli amici mugellani ha ripercorso tutta la sua decennale storia fra i poveri, gli emarginati, gente in condizioni miserevoli di vita, fra fame, miseria, malattie. “Un Paese – spiegava – dove 2 milioni di persone occupano il 90% del territorio, e altri 2 milioni ne occupano il 10%, nelle periferie di Nairobi, dove dietro gli edifici di un certo ceto vivono nelle baracche, nelle capanne di mota, di fango e di sterco, migliaia e migliaia di famiglie. Rispettando in anticipo l’indicazione di Papa Francesco – continua Padre Franco – mi sono spostato alla periferia della periferia: il Kenia del nord, dove si trovano la foresta e la savana, le tribù nomadi, soprattutto Masai e Samburu, con una civiltà e una cultura primitive.
In questo contesto le missioni intervengono costruendo scuole, anzi “scuolette”, e ospedali, nel rispetto dei loro modi di vita che così, hanno compreso, potranno avere miglioramenti reali“. 
Padre Franco ha parlato di ospedali da 200 letti, del progetto di portare 20 banchi per ogni scuola, e 3.000 quaderni. E cisterne per l’acqua, preziosissima, da 10.000 litri per ogni villaggio: “e quando andiamo a portare loro tutto questo –sottolinea-, non ci dicono ‘grazie per averci portato l’acqua’, ci dicono ‘grazie per essere venuti da noi’. L’Africa è così. Il concetto, forse non facile da assimilare, è di creare qualcosa non per loro, ma con loro. Da quando mi trovo là mi sento meno cattolico, e più cristiano” ha concluso Padre Franco. Certo coloro che erano presenti a Casa d’Erci, hanno compreso meglio di altri le parole dette dal Papa l’indomani, in occasione appunto della Giornata dedicata alle missioni: “Il metodo della missione cristiana non è quello del proselitismo, ma quello della fiamma condivisa che riscalda l’anima”.
Durante il convivio è stata proiettata una serie di video e foto sull’attività africana di Padre Cellana, coadiuvato dai volontari di Afrika Jipe Moyo. Video e foto che mostravano contenuti straordinari ed emozionanti, ma avevano la particolarità di essere di una bellezza figurativa straordinaria, e ne va reso atto agli autori, Andrea Bombacci e Antonella Bertaccini. Quest’ultima è anche attivissima presidente dell’Associazione Afrika Jipe Moyo che, nata nel dicembre 2010, ha ultimamente raccolto fondi per circa 86.000 euro. Per altre informazioni in merito i lettori possono cliccare sul sito www.afrikajipemoyo.org. Tra gli intervenuti alla serata c’erano tra gli altri gli amici Fabrizio Boni (significativo il suo intervento) e Maria Grazia Zini, volontari dell’Associazione, erano anch’essi presenti alla serata, don Alessio Cintolesi parroco di Luco, Simone Bettini, Presidente di Confindustria di Firenze, Firenze Faini, Vice Presidente del Credito Cooperativo Mugello, Umberto Banchi, Provveditore della Misericordia di Borgo, ente che si è alquanto attivato per inviare materiale alla Missione di Padre Franco e tanti altri amici. Al termine è stata allestita una lotteria per raccogliere fondi, la quale ha avuto un significativo successo di adesioni fra tutti i presenti. Antonio Barletti, docente, scrittore, fotografo (bellissimi i suoi libri sul Mugello), ha offerto, come già fatto in una recente manifestazione sempre per la Missione di Padre Franco, due preziosi reperti orientali (brocca e ciotola) che lo stesso Barletti ha portato dall’Afghanistan nei lontani anni ’70. Prima di ripartire per il Kenia Padre Franco (molto bello il ricordo di San Savino Poli che fu ospite nella sua Missione lo scorso anno), ha voluto celebrare la Santa Messa nella chiesa di Luco davanti a tantissime persone che gli hanno manifestato affetto e stima. “Serberò nel cuore – ci disse Padre Franco – questi giorni vissuti nel Mugello, una terra meravigliosa, l’aver conosciuto tanta brava gente, certo che quando tornerò fra i miei poveri, so che alle spalle ci sono amici che mi ricordano, e mi aiutano.



