SCARPERIA E SAN PIERO – A partire da domenica 3 dicembre e fino al 9 gennaio, presso l’Oratorio della Compagnia, a San Piero a Sieve, sarà possibile visitare la mostra fotografica di Francesco Noferini con le immagini inedite della chiesa, del convento e del museo di San Bonaventura al Bosco ai Frati. Orario: 9.00/12.00 e 15.00/19.00 nei giorni di sabato, domenica e festivi (su richiesta anche nei giorni feriali). Evento organizzato dalla ProLoco di San Piero a Sieve. Ecco la scheda di presentazione.
Scorci poco noti, presi da angolature particolari. O come si dice qui da noi, nel nostro essere sanpierini da generazioni, visti di tralice, di sguincio. Poi anche oggetti, e qualche vera e propria opera d’arte, sconosciuti o dimenticati. Una parte del patrimonio artistico e religioso della chiesa, del convento e del museo di Bosco ai Frati che Francesco Noferini ha ripreso nelle sue immagini.
Fotografo professionista, con tanti anni di esperienza a tutto tondo, in una disciplina in continua evoluzione. Francesco non si è mai tirato indietro di fronte all’incalzante nuova tecnologia digitale. Così, nel tempo, è passato dalla fotomeccanica, dalle pellicole pancromatiche, dallo sviluppo dei negativi e dalla stampa analogica al mondo dei pixels e delle schede SanDisk.
La sua attività, in senso lato, lo vede interprete di una fotografia d’autore che spazia dai paesaggi ai ritratti, dalla quotidianità alle opere d’arte. Scatto dopo scatto, immagine dopo immagine, dal turbinio dei colori alla veracità del bianco e nero, Francesco, riesce a far parlare le sue istantanee. Come nel caso dell’ormai famoso fotoreportage dalla “Cava di Pissy”, in Burkina Faso – fra l’altro ospitato in questi giorni negli spazi museali dell’Ospedale degli Innocenti, a Firenze (articolo qui) – dove i volti di quei bambini, sfruttati in un lavoro massacrante, generano sincera emozione.
Ma Francesco è anche generoso, volitivo, propositivo. Soprattutto, e non a caso, è uno dei volontari impegnati nella promozione turistica del complesso francescano di Bosco ai Frati. Ormai da quasi due anni lo frequenta e si mette a disposizione nell’accompagnare i visitatori e per allestire gli eventi che ne amplificano la visibilità. Sicché, da quella sua esperienza è nata l’idea per questa mostra. Dare risalto e far vedere un patrimonio inestimabile del nostro territorio, uno dei più antichi, quello meglio conservato, forse il più importante.
Immagini che incuriosiscono. Dettagli, particolari, prospettive, angolature, luci, ombre, esposizione, contrasto e bilanciamento. Insomma, il meglio della tecnica fotografica per approfondire una cultura millenaria impressa in oggetti e manufatti di un luogo unico, identità di un territorio. Lo zoom di Francesco seziona tessuti e ricami, mette l’occhio sulle decorazioni architettoniche, sugli intagli e sulla forgia di reliquiari e ostensori. Scandaglia dipinti, sculture, gessi e terrecotte. Inquadra casule, piviali e dalmatiche. Legge e tocca antichi volumi.
Sì, ne sono sicuro, ce l’ha fatta. Un risultato affatto inatteso. Una mostra che si farà apprezzare per la tecnica fotografica, di un professionista del pixel, e, appunto, per la curiosità irradiata dal contenuto delle immagini.
Gianni Frilli
Il Filo
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 25 novembre 2017


