VICCHIO – Pubblichiamo volentieri una testimonianza della scuola media di Vicchio sulla Marcia di Barbiana.
“Sono da poco passate le 10.00 del mattino e fa già molto caldo. I ragazzi della classe II^A della scuola secondaria di I° grado di Vicchio, accompagnati dalle professoresse Elisa Borselli e Sara Cannoni, e da qualche genitore, si stanno “arrampicando” sulla strada che li porterà a Barbiana.

Lassù, in quella che è stata la scuola di Don Lorenzo Milani, li attende una sorpresa: il lavoro, con il quale hanno partecipato al concorso ‘La parola genera’, sarà premiato con un riconoscimento ufficiale dal sindaco di Vicchio Roberto Izzo.
Il sentiero si snoda per la via della Costituzione: nel bosco, all’ombra di alberi che per gioco i ragazzi tentano di riconoscere, il pensiero degli alunni di oggi va ai bimbi e ai ragazzi di ieri, agli allievi di don Milani, che, ogni giorno, con sole, pioggia o neve, percorrevano quegli stessi sentieri. Obiettivo era imparare, un concetto che oggi non solo pare scontato ma anche troppo, troppo faticoso!
Alla partenza è stata distribuita una frase su cui riflettere: ‘Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne tutti insieme è politica. Sortirne da soli è avarizia’ (don L. Milani). Le insegnanti sorridono: è la stessa frase riportata nel retro di copertina del libriccino che hanno realizzato, pensando all’importanza della parola, con il desiderio di cancellare ogni chiusura, ogni barriera e con il desiderio di racchiudere in poche pagine un’esperienza di scuola e di vita.
Il libretto è la sintesi di un lavoro che ha impegnato la classe sul tema dell’alimentazione in modo interdisciplinare, coinvolgendo attivamente le insegnanti di italiano (professoressa Elisa Borselli), Scienze (professoressa Sara Cannoni), Tecnologia (professoressa Paola Scotti), Arte e Immagine (professoressa Antonella Russo), Approfondimento della lingua italiana (professoressa Ilaria Pulicano’), Sostegno (Elena Facdouelle). I ragazzi hanno scoperto la ricchezza del lavorare insieme andando oltre le specificità disciplinari per valorizzare la qualità dei saperi e la loro interconnessione: è stato bello vedere emergere, dalle esperienze di ciascuno, le competenze che, condivise con amore, sono diventate patrimonio di tutti.
La parola che racconta, spiega, insegna, scrive e descrive, che arriva da mondi vicini e lontani, aprendo lo sguardo sul mondo attraverso storie, profumi, saperi e sapori, per scoprire che ‘è solo la lingua che rende uguali. Eguale è chi sa esprimersi e intendere l’espressione altrui’ (don L. Milani) “.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 30 maggio 2018





