
ISRAELE – Ultimo giorno di pellegrinaggio: torniamo col pensiero a tutto quello che abbiamo visto per raccogliere i primi frutti di questi giorni. Ripensiamo all’inizio, a Nazareth e alla Basilica dell’Annunciazione, al Lago di Tiberiade, a Cafarnao dov’era la casa di Pietro, ai luoghi dei miracoli di Gesù come Cana e Betania, alle sorgenti del Giordano e al luogo del Battesimo, a Tell Dan, a Betlemme e alla Basilica della Natività, a Masada dove alcuni ebrei arroccati rinunciarono alla vita per preservarsi la libertà, al sapore di sale del bagno nel Mar Morto, al monte Tabor inaspettatamente inaccessibile per un’invasione eritrea, al meraviglioso skyline di Gerusalemme che prefigura quella celeste, all’Orto degli Ulivi, alla Basilica del Santo Sepolcro, alla Via dolorosa, al Cenacolo, al deserto di Giuda, a Gerico, a tanti altri luoghi.

E in ognuno di questi risate, chiacchiere, pensieri e preghiere. Ciascuno per sé, ma sempre insieme. I ritmi sono stati super serrati e non è rimasto tempo per soffermarsi su tutto: sarà un lavoro da continuare a casa. Ma qualcosa è stato seminato e nei nostri occhi rimarranno impressi per sempre questi luoghi densi di presenza, che anche nelle semplici azioni quotidiane, nei piccoli gesti di amicizia, nei momenti più normali sono stati abitati e vissuti da Gesù come da noi. E questo a ricordare, come ci è stato ripetuto più volte in questi giorni, che la forma più compiuta di culto è quello esistenziale, quello che include nel rapporto con il Signore e nella fede ogni istante della vita.



Giulia Berti
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 22 agosto 2018


