SCARPERIA E SAN PIERO – La sentenza emessa il 12 novembre dal TAR Toscana ha accolto il ricorso presentato dalla Bindi contro la Regione Toscana riguardo la voltura parziale dell’Autorizzazione Unica Ambientale per la parte relativa al conglomerato bituminoso (articolo qui). Si tratta di una volturazione di autorizzazione, ciò non implica affatto la ripresa della produzione come sostenuto dalla società, in quanto si tratta di un mero passaggio amministrativo.
La produzione di asfalto in San Piero a Sieve è oggetto di Atto di Revoca (Decreto n. 17063 del 26 ottobre 2018) da parte della Regione Toscana. L’impianto di conglomerato bituminoso ad oggi infatti è fermo.
Riguardo il progetto di mitigazione ambientale presentato dalla Bindi e che dovrebbe provvedere al convogliamento delle emissioni diffuse, riportiamo quanto comunicato da Arpat e scritto in Atto di Revoca: “La documentazione presentata continua ad essere completamente carente degli aspetti tecnici inerenti le caratteristiche tecniche del sistema di convogliamento proposto e le informazioni relative alla capacità di funzionamento: viene data indicazione esclusivamente sulle modalità di funzionamento del bruciatore che sarà mantenuto acceso anche a produzione ferma per eliminare le emissioni derivanti dalle altre fasi produttive. Nel merito quindi degli interventi proposti non è possibile esprimere alcuna valutazione tecnica e, a parere degli scriventi, la società dovrebbe presentare specifica comunicazione ai sensi dell’art. 269 c. 8 del D.Lgs. 152/06 e s.m.i. per modifica sostanziale/non sostanziale di stabilimento”.
Ricordiamo inoltre quanto riportato da Arpat in Atto di Revoca riguardo la nocività dell’esposizione ai fumi derivanti dal riscaldamento del bitume che contengono, appunto, IPA considerati cancerogeni o presunti tali e idrogeno solfuro, un gas di elevata tossicità acuta (nota Arpat in merito alle emissioni in atmosfera contenuto nel Decreto di Revoca n. 17063 del 26 10 2018 Regione Toscana).
Infine, ma non per ultimo, il Comitato replica alla Bindi dicendo di smetterla con il suo penoso vittimismo. In questa vicenda, se ci sono state delle vittime questi sono stati i cittadini. Sì proprio così i cittadini costretti a stare chiusi in casa, chi a causa delle maleodoranze di ogni tipo, chi a causa della polvere, chi a causa del rumore proveniente sia dall’impianto di conglomerato bituminoso e sia dall’impianto di frantumazione di inerti di proprietà della Piandisieve S.r.l. (a causa di questi rumori alcuni cittadini non avevano pace nemmeno stando chiusi in casa) e chi per tutte queste cose messe insieme. La società Bindi quando ha preso in affitto l’impianto il 30 novembre 2017 sapeva benissimo che andava a prendere in gestione un impianto vecchio datato 1985 adiacente ad aree residenziali (ricordiamo che la prima casa è a 80 mt dall’impianto), a ridosso di un parco pubblico, nonché nelle immediate vicinanze di impianti sportivi e ricreativi. Le maleodoranze si espandevano anche nel centro del paese, scuole comprese, come dimostra la lettera inviata dal Consiglio scolastico dell’Istituto Comprensivo di Scarperia e San Piero al Sindaco Federico Ignesti in data 24 gennaio 2018 per chiedere chiarezza sui rischi per la salute causati dall’inalazione frequente di bitume. Tale impianto, per esigenze di produzione, è stato spinto al massimo, lavorando per 10-12 ore al giorno (a testimonianza di ciò ci sono video e segnalazioni alle autorità in orario notturno) per circa 8 mesi. Quindi, per favore, non ce la vengano a raccontare la favoletta che loro sarebbero le vittime.
A San Piero esiste una popolazione che non si arrenderà ad avere un industria insalubre di prima classe, vicina ad aree residenziali, un parco pubblico e impianti sportivi, nel suo paese.
Il Comitato di Massorondinaio ringrazia tutti i cittadini che lo sostengono sia moralmente sia economicamente. Cittadini uniamoci tutti al Comitato di Massorondinaio nella difesa della salute!
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1 commento
cari amici io tifo per voi ma purtroppo alla fine vincera’ la ditta………………pero bisogna dire che l asflato lo stanno rifacendo bene e nno lesinano nemmeno a riasfaltare gli abbocchi dei privati alle strade pubbliche