
BORGO SAN LORENZO – Giù il cappello. Alfredo se n’è andato. Portando con sé un bagaglio di vita e di cultura in cui sono racchiusi pezzi di storie di chissà quante persone. La piazzetta davanti all’edicola in cui “viveva” è stata per tanti anni il crocevia del paese, un logo in cui si sostava, quando i giornali si compravano davvero, quando erano credibili e quando un trafiletto in cronaca scatenava polemiche e discussione a non finire. Quando la politica era la politica e il Partito Liberale – che non smuoveva le grandi masse – teneva i comizi proprio in quello slargo, con l’oratore affacciato alla finestra addobbata con le bandiere tricolore.
Per me che abitavo dall’altro lato della strada di Via Pananti, Alfredo è stato uno dei punti fissi della mia crescita, dove compravo prima le figurine Panini e poi i giornali diventato più grande, oppure incrociandolo al mattino presto, ancora buio, a portare i giornali a giro per il paese o pedalando fino alla stazione, che con quella biciclettina nera doveva essere una gran faticata, mentre noi studenti e pendolari aspettavamo la sitina di Diddo che ci portava più comodamente al treno per Firenze.
Alfredo era uno dei protagonisti di quel mondo, presidiava la zona, sempre sull’uscio quando non aveva clienti, animatore di iniziative, sempre dietro gli scherzi che venivano organizzati, interpretandone l’anima furba e popolare, sempre disponibile a fornire suggerimenti, segnalare nuove riviste e pubblicazioni, non solo per vendere, ma per la voglia del confronto. Se eri fortunato, e io lo ero vivendo lì di fronte, poteva capitare di assistere al divertente ping pong tra Giovanni Signori (che aveva un ufficio al piano superiore dello stesso edificio) e Mario Stefanini, che capitati a comprare i giornali, davano vita a battute e commenti arguti che lo stesso Alfredo, con quel fare sornione introduceva e alimentava, sempre attento a dare un colpo al cerchio e una alla botte, fino a che si raggiungeva il top con l’arrivo dell’avvocato Niccolai, e allora sembrava di stare a Tribuna Politica e da cui se avevi attenzione, potevi trarre un sacco di insegnamenti. Un socialista, un repubblicano e un liberale uniti dal rispetto e da una lunga frequentazione che si era trasformata in amicizia. Ma ne aveva per tutti, con arguzia e affabilità, una provocazione, una battuta, un commento saggio.
Giovane di belle speranze, a quel tempo, ricordo di una discussione infinita, fuori dalla bottega proprio grazie a Alfredo che aveva scovato una mia lettera a Rinascita, eravamo alla metà degli Anni Settanta o poco più, e l’aveva prontamente segnalata a Nello Margheri, altrimenti detto Camusso, che voleva assolutamente entrare nelle argomentazioni e spiegarmi un punto di vista “ortodosso”.
Lavoratore indefesso, per decenni ha chiuso l’edicola proprio nei pochi giorni canonici, e anche quando cominciarono i turni domenicali, lui era sempre al lavoro perché aveva la distribuzione per tutto il Mugello; poi il capannone alle Fornaci dove andavi a cercare un arretrato, e lui dopo aver brontolato te lo cercava e lo trovava. Ogni occasione era buona per parlare e commentare e aggiornarci sulla politica. Lui che aveva ceduto alle richieste del PSI e nel 1975 si era presentato in lista, come indipendente, per il Comune di Borgo San Lorenzo, senza la benché minima intenzione di essere eletto (a differenza di Alvaro, il padre, che era stato assessore nel primo dopoguerra). Lui che ci apostrofava quando, a mezzogiorno della domenica, uscivamo dalla sezione di Via Lapi per fare l’ultima sosta alla libera Università della Magnolia, e attaccare un manifesto scritto a mano in mattinata, alla bacheca di legno che c’era sull’angolo con Via Giotto. Ed ogni incontro, anche saltuario e occasionale era un motivo di gioia, lui che aveva avuto anche tante sofferenze personali. Negli ultimi anni sono anche riuscito a fargli gli auguri di persona incontrandolo sotto casa, grazie anche a Giampiero che aveva messo la notizia sui social.
Alfredo è stato un personaggio e una persona, che ha presenziato alla mia giovinezza e la maturità; se ne va davvero – non per retorica – un pezzo di me e della mia vita: buon viaggio, e grazie di quei momenti, che sono cose oggi neanche immaginabili, che custodirò gelosamente.
Massimo Biagioni
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 5 Maggio 2020





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L’immagine pubblicata di proprietà di Aldo Giovannini, scattata da Foto Tassini ed inserita nel libro “Caro Vecchio Borgo – 1989”. Tante cordialità, Aldo Giovannini