BORGO SAN LORENZO – Abbiamo appena pubblicato il documento di rettifica inviatoci dal presidente del consiglio comunale Gabriele Timpanelli, dal sindaco Paolo Omoboni e dal segretario Corrado Grimaldi.
Lo abbiamo pubblicato e lo avremmo fatto anche senza bisogno di appellarsi all’articolo 8 della legge 47/1948, perché questo giornale non ha l’abitudine di censurare ed omettere alcunché.
Ed è questa buona abitudine che ci fa ribellare quando la forma uccide la sostanza. La sostanza è che ci appare logico e doveroso consentire a chiunque di registrare un intervento di un consigliere in seduta pubblica. Come ci sembra palese dovere di un Comune garantire ogni forma di accesso agli atti.
A Borgo San Lorenzo prima oscurano l’archivio degli atti e ne impediscono la fruizione su Internet, poi impediscono a un cittadino di effettuare una banale registrazione di un dibattito.
Questo a noi continua a sembrare una prevaricazione, una limitazione della libertà e un comportamento assurdo.
Prendiamo atto che il presidente del consiglio comunale – e segretario del Pd borghigiano – Gabriele Timpanelli e il sindaco Paolo Omoboni sposano le impostazioni giuridiche restrittive del segretario comunale. Anche se ci risulta che vi siano pareri giuridici diversi e opposti, che consentono la facoltà di registrazione, in assenza di regolamento.
Ma, ed è questo che conta, noi da un sindaco o da un presidente di consiglio comunale, che rappresentano i cittadini, ci saremmo aspettati un atteggiamento diverso, un impegno di apertura, una decisa presa di posizione a favore di una maggiore libertà, e una maggiore trasparenza, e non una burocratica difesa di ostacoli e paletti. E continua ad apparirci risibile il richiamo alla “normativa sulla tutela dei dati personali o per impedire la diffusione dei dati sensibili”. Che dati sensibili avreste voluto tutelare, impedendo la registrazione di un dibattito pubblico?
Infine, in difetto è il comune di Borgo San Lorenzo. Segretario, sindaco, presidente ci obiettano che la possibilità di effettuare registrazioni audio-video delle sedute necessita di una specifica regolamentazione. Ammesso che sia vero, e allora fatelo questo benedetto regolamento! I dieci giorni di tempo che ci sono voluti per inviarci questa rettifica, potevano essere meglio impiegati per scrivere una norma che risolvesse il problema. Tanto più che ci vien fatto sapere che la questione era già emersa nell’ottobre 2013. Di tempo ce ne sarebbe stato…
Il Filo
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 9 marzo 2016






