
SCARPERIA E SAN PIERO – Sulla collina dei Crocioni, a Scarperia, si erge maestosa una grande Croce, installata nel 1984 dal locale Gruppo Alpini. La Croce, alta oltre sette metri, domina e protegge con i suoi bracci ad est la Chiesa di Senni ed a ovest la Chiesa di Fagna e fu collocata dove c’erano i ruderi di una vecchia Croce, che il tempo e l’incuria avevano distrutto. Danilo Ravalli, capogruppo del gruppo alpini di Scarperia, ricorda la sua storia e cita una bella lettera dell’alpino Romano Biancalani, diacono della parrocchia di Fagna:
Tra storia e leggenda, si dice che la croce fosse stata eretta in quel luogo in ricordo di una tremenda battaglia, forse in epoca medioevale, durante la quale morirono innumerevoli soldati. Altra tesi potrebbe essere quella che la sua installazione fosse dovuta alle credenze religiose e popolari, per proteggere messi e raccolti agricoli in tutta la zona ove la stessa può volgere il suo “sguardo”. Oltre alle vallate già prima dette, infatti, la stessa domina a nord l’abitato di Scarperia e a sud l’area di Petrona la Torre, cosicché la stessa poteva e può tutt’ora volgere il suo sguardo benevolo su tutto il Mugello, da Vicchio a Barberino del Mugello passando per tutti gli altri Comuni della conca, senza dimenticarsi che da lì è possibile vedere e controllare, volgendo lo sguardo a sud, la corona montuosa che divide il Mugello da Firenze e a nord il profilo dell’ Appennino Tosco Emiliano, dal Passo della Futa al Passo del Giogo fino a Monte Altuzzo.
Dopo l’inaugurazione, avvenuta la mattina del 9 settembre 1984 con la Messa accompagnata dal Coro in armi della Brigata Alpina Orobica, giunto apposta da Merano, dal 1985 gli Alpini di Scarperia ogni anno hanno fatto celebrare alle 21.00 del 14 Agosto una S. Messa in memoria di tutti i Caduti di tutte le Guerre, alla quale ha sempre fatto seguito un incontro conviviale, presso gli stand della Festa di S. Maria a Fagna, dove vengono offerte penne all’alpina e fettunta, e così sarà anche per 2025.
Lo spunto per scrivere queste poche righe sulla Croce dei Crocioni e il legame della stessa col Gruppo Alpini di Scarperia mi è venuto da una lettera che ho ricevuto, quale Capogruppo degli Alpini di Scarperia, dal Socio Alpino Romano Biancalani, che è diacono della parrocchia di Fagna. Con il suo scritto, mi ha fatto rivivere tutti insieme i 41 anni che sono trascorsi da allora, ricordandomi persone che non ci sono più, momenti festosi, momenti di preghiera, ma soprattutto momenti di amicizia e fratellanza, vissuti e condivisi nell’ambito del Gruppo Alpini di Scarperia che vive ed opera dal 1977.
Vi aspetto tutti quanti alle ore 21.00 del 14 agosto 2025 sotto la Croce dei Crocioni per assistere alla Santa Messa, nella suggestiva collina che domina su tutto il Mugello.
Danilo Ravalli, Capogruppo
Gruppo Alpini di Scarperia
Di seguito la lettera di Romano Biancalani:
Per gli Alpini, i loro Amici e Famiglie di Scarperia
Sede del Gruppo
Il 9 settembre 1984, Centenario della Misericordia di Scarperia, veniva inaugurata, con la celebrazione della S. Messa, presieduta dal compianto Don Tommaso Pizzilli, la Croce che si erge maestosa sulla collina dei Crocioni, Croce grande restaurata dal Gruppo Alpini.
Sono trascorsi pur lunghi e veloci 41 anni…….
“Mille anni sono come un giorno solo e un giorno solo è come mille anni”, ci ammonisce S. Pietro.
Mi è molto caro questo ricordo, perché dal mio punto di vista è stato l’inizio, nell’anno 1985, della festa di S. Maria a Fagna.
Dal 1985, ogni 14 agosto quella croce benedetta, si illumina per mano del Gruppo Alpini di Scarperia per la pace eterna per i caduti di tutte le guerre e per la pace vera fra gli uomini del Mondo.
41 anni fa la Messa fu fatta di giorno, dal 1985 viene celebrata alle ore 21 della sera; e fino da lontano può essere vista per la sua forte illuminazione.
La Messa del 14 agosto 1985 fu un momento indimenticabile, tanti Alpini, tante persone, forse qualche centinaio, erano lì, con devozione e attenzione a pregare ed invocare pace per i vivi e per i morti.
Dopo la celebrazione scendemmo a Fagna, dove il caro e buon Baroni Sergio, insieme agli Alpini con le mogli, aveva preparato una “marmitta” piena di penne al sugo, un sugo davvero speciale.
Fino ad alcuni anni fa, il celebrante per la Messa dei Crocioni, era designato dal Gruppo Alpini di Scarperia, rivivo commosso, il ricordo del caro Cardinale Silvano Piovanelli che da Fagna alla Croce portò la fiaccola per accendere il tripode accanto alla Croce. E poi c’è stato anche Mons. Gualtiero Bassetti ora Cardinale emerito, cìè stato il Vescovo Mons. Claudio Maniago e tanti altri preti (aggiungo io il Cardinale Antonelli e Mons. Corti).
Ogni anno veniva portata una torcia o una grossa candela arrivata, a volte a staffetta, e accesa ai quattro Santuari del Mugello: Monte Senario, Madonna del Sasso, Madonna dei Tre Fiumi, Madonna di Boccadirio, ma anche da Impruneta in onore di Don Costante, alla SS. Annunziata di Firenze, dal Duomo di Firenze ed anche da Lourdes.
Erano tanti gli Alpini e loro amici che partecipavano a questo incontro, le file si sono un po’ assottigliate per l’usura del tempo e la pausa in conseguenza del covid.
Ricordo con gratitudine il buon Mario Vignini, amico degli Alpini, che, i primi anni, con il suo trattorino trasportava l’armonium di Fagna accanto alla Croce, dove Don Tommaso Pizzilli suonava, accompagnando i canti. Poi è arrivato il dono del coro degli Alpini, diretto dal bravo Maestro Paolo Martelli ed è un’altra bella cosa.
Nei primi anni di quell’incontro, oltre al tripode che bruciava durante la Messa, venivano accesi diversi fuochi, fatti di sarmenti, su per la collina come tradizione dell’Assunta del 15 Agosto.
Dopo la Messa, sempre, agli stand di Fagna segue un buffet al sugo alpino (molto buono!) e bruschetta, acqua e vino, che il Gruppo Alpini dà ad offerta libera ai presenti (il ricavato va in beneficenza).
Chiedo perdono agli Alpini di Scarperia se io non partecipo alle iniziative del Gruppo per tanti motivi, ma anche io ho il Cuore Alpino: artigliere da montagna, naja di 18 mesi dal 1961 al 1963.
Certo potreste citarmi il proverbio latino: “scusa non richiesta, accusa manifesta”, cioè, non mi è stato chiesto di giustificare il mio comportamento, sono io che mi accuso di non aver cercato di impegnarmi di più per essere più presente .
Cari Alpini, uomini di pace, di lavoro, di tradizioni, di impegno d’aiuto agli altri, non stanchiamoci di fare del bene, bene il cui frutto sarà raccolto dai nostri successori e posteri.
Chiedo scusa per la mia brutta scrittura (la lettera è scritta a mano), un ricordo riconoscente va ai capi gruppo di Scarperia e a tutti i Consiglieri e Alpini attivi e operanti del gruppo stesso, grazie per il vostro servizio.
Romano Biancalani
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 27 Luglio 2025




