MUGELLO – Dopo l’inagurazione del settantesimo nuovo treno dei cento previsti dal contratto di servizio regionale, Franco Banchi, già consigliere regionale ed ora esponente della Lista Civica per Tomasi Presidente, ricorda che, secondo quanto annunciato a suo tempo da Regione e Trenitalia, 86 di questi treni dovevano essere già in servizio nel 2023. Ed evidenzia altri problemi del trasporto ferroviario nella regione, con particolare attenzione alle esigenze dei pendolari:
“Venerdì 25 Luglio, alla stazione di Sant Maria Novella, il governatore ha presieduto il “varo” di un nuovo treno, che ha definito di ultima generazione. Ha rimarcato il fatto che si tratta del treno numero 70 dei 100 nuovi e moderni treni previsti dal contratto di servizio firmato tra Regione e Trenitalia. Giani è stato molto furbo nell’oscurare l’altro dato, che segna un’ inadempienza rispetto alle previsioni. Si è dimenticato infatti di dire che nel contratto di servizio (2019- 2034), stipulato tra Regione Toscana e Trenitalia, si prevedeva che 86 nuovi treni fossero già in servizio nel 2023. Quindi il cronoprogramma è saltato. Questo non lo ha detto.
Allo stesso modo non ha certo ripetuto il dato economico saliente: dei 912 milioni investiti, 843 milioni di euro provengono da Trenitalia e 69 milioni dalla della Regione Toscana. Come spesso accade, sembra che abbia fatto tutto lui”.
“Ma il problema – prosegue Banchi – non è legato solo all’introduzione di nuovi treni, centrale è la questione della qualità del servizio, soprattutto per i pendolari. Al riguardo ho in mente le linee Arezzo-Firenze, Pontassieve-Borgo San Lorenzo e la Faentina.
“Il nodo della questione – afferma Banchi – è che questa diarchia tra Regione e FS crea un sistema troppo escludente. E’ vero che il contratto prevede monitoraggi dell’azienda, ispettori regionali, azioni di customer satisfation, ma, alla fine, il perimetro si restringe ai due contraenti. La prospettiva vera è quella di garantire la “terzietà” nel controllo, con la presenza di tutti i soggetti coinvolti, utenti compresi. C’è bisogno di un coinvolgimento diretto ed esplicito dell’utenza”.
Banchi introduce alcune proposte di soluzione: ”Bisogna andare alla radice. Non basta assolutamente informare gli utenti, attraverso operazioni-trasparenza a posteriori. Vanno coinvolti fin dalla partenza del procedimento. Ad esempio, la Regione Liguria ha previsto che le associazioni e i comitati dei pendolari potranno partecipare alla redazione del nuovo contratto di servizio del trasporto ferroviario. Un bel passo avanti.
La presenza delle associazioni e comitati degli utenti non deve invadere gli ambiti di competenza dei contraenti legali. Devono conciliarsi esigenze di partecipazione, trasparenza e perimetro istituzionale”.
Secondo l’esponente della Lista Civica per Tomasi “Ci sono poi altre modalità che possono rafforzare la partecipazione. Ad esempio la modifica del contratto di servizio, con una postilla aggiuntiva, che renda obbligatorio per Trenitalia confrontarsi singolarmente almeno una volta all’anno direttamente sul territorio o meglio sui territori su qui insistono le linee ferroviarie, a cominciare da quelle più critiche. In altre parole: occorre un intero percorso di accompagnamento e verifica del contratto di servizio (prima, durante e finale), che veda protagonisti gli utenti. E parlo non delle linee di mercato (alta velocità), ma di quelle dei pendolari”.
“Alcune iniziative partitiche di questi ultimi mesi – punge Banchi – sono paradossali. Ho letto dell’iniziativa “Pendolari in attesa. Ci vediamo in stazione”, promossa dal deputato e segretario toscano Emiliano Fossi e da Francesco Gazzetti, consigliere regionale e responsabile Infrastrutture e Trasporti del Pd Toscana. Che dire? Consiglio ai dirigenti PD di perdere meno tempo per pose demagogiche e di governare invece il problema, che se non sbaglio li vede in maggioranza in questa regione”.
Banchi conclude lanciando un SOS su quella che definisce la problematica più urgente dell’area fiorentina in relazione al trasporto ferroviario:
“Credo che sia urgente lavorare sullo studio esaustivo di tutti i provvedimenti tecnicamente assumibili per contenere l’interferenza con l’AV sulla Direttissima e all’ingresso del nodo di Firenze. C’è il rischio reale di una lunga penalizzazione dei treni dei pendolari, soprattutto per il passaggio di alcuni treni della AV sulla linea lenta”.
Franco Banchi
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 27 Luglio 2025






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I soliti discorsi e le solite promesse lanciate quando siamo vicini alle elezioni