
VAGLIA – Fallito il sesto tentativo di vendita dell’ex sanatorio Banti di Pratolino, in quanto i bond presentati come caparra dall’imprenditore neozelandese sono risultati senza garanzie, il sindaco di Vaglia Silvia Catani rilancia con forza l’idea di un uso pubblico e sanitario della grande struttura abbandonata. E afferma: “L’estensione di questo colosso di oltre 13 mila metri quadri, il collegamento ottimale con Firenze e l’estensione del verde circostante la proprietà, lo renderebbero ideale per un ritorno alla sua funzione di luogo di cura, con un occhio attento ai servizi dedicati alla terza età, integrato con piastra di servizi in restituzione a tutto il territorio, fiorentino e mugellano. Mi sento quindi di proseguire con fiducia – conclude – il percorso di dialogo iniziato e rafforzato con la Asl proprietaria, nella speranza che il nostro Banti possa diventare un esempio eccellente della nostra Toscana moderna e inclusiva”
Catani contestualizza il suo ragionamento nello scenario creato dal nuovo, fallito, tentativo di vendita. E afferma: “L’esito negativo della scorsa asta sull’ex sanatoro Banti, che si è conclusa con la mancata assegnazione del bene, a causa di alcune verifiche non andate a buon fine, ha concluso il lungo ciclo delle procedure pubbliche; come risposta non adatta alle aspettative del mercato”.
Sarebbero allora in corso, aggiunge, contatti per percorrere altre strade: “Allo stesso tempo questa consapevolezza ha aperto uno scenario di dialogo fattivo con l’ente proprietario (Asl Toscana Centro ndr) che potrebbe portare a una nuova possibilità di sviluppo non ancora percorsa in passato, sulla quale sia personalmente che come Amministrazione, riponiamo ampia fiducia”.
Per agevolare la vendita del grande immobile il Comune aveva anche ampliato la destinazione d’uso, aprendo a residenziale, turistico-ricettivo, direzionale e di servizio. Un range molto largo, proprio per rendere appetibile l’immobile. Con la previsione, per la funzione residenziale, di un limite massimo del 30 % della supericie edificata esistente (pari a 12.000 mq), di cui il 10% da destinare ad edilizia sociale. Il tutto, però, senza grande successo. Dato che all’inizio di Agosto, è sfumato anche il sesto tentativo di vendita. Stavolta l’imprenditore, lo ricordiamo, aveva presentato un’offerta da ben 5 milioni e 700 mila euro, più del doppio della base d’asta, aggiudicandosi in via provvisoria il bando di vendita di Asl Toscana Centro, proprietaria dell’immobile. Ma poi tutto è sfumato.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 30 Agosto 2025

