SCARPERIA E SAN PIERO – Novità per la questione legata alla produzione di conglomerato bituminoso nel criticato impianto di Massorondinaio. La notizia arriva dalla consigliera regionale Monica Pecori, Gruppo Misto – Toscana per Tutti, l’unica ad essersi occupata di questa spinosa faccenda. Evidentemente per altri consiglieri regionali non era una tematica rilevante, insomma degna da meritare la loro attenzione. Per questi, per qualcuno di loro, è meglio apparire ai tagli dei nastri e nei buffet di qualche inaugurazione, quando c’è da sorridere e ricevere i complimenti dalla platea. Ben più difficile, invece, raccogliere le istanze della popolazione, di una parte di questa, e contrapporsi a un sistema imprenditoriale a cui, negli anni, la politica locale ha mostrata molta comprensione, agevolandone l’attività. E tutto ciò, è bene ricordarlo, fino all’ultimo, quando non oltre pochi mesi fa, si sosteneva che quell’impianto, tutto sommato, fosse tollerabile, compatibile con l’ambiente. Ecco, la ragione del senno di poi, che si mostra per la seconda volta in due anni, dopo la vicenda delle biomasse anch’essa osteggiata, appunto con ragione (legale nei dati di fatto), dai cittadini con raccolta di firme e ricorso al TAR. Evidentemente storie senza fine, che si ripetono laddove la popolazione vuole essere artefice della propria qualità della vita.
Ma adesso, nero su bianco, riportiamo la sintesi della determinazione presa dalla Regione Toscana, Direzione Ambiente e Energia, Settore Autorizzazioni Ambientali, con cui gli uffici regionali hanno stabilito “di AVVIARE, ai sensi degli artt. 7 e 8 della L. 241/1990, sulla base di quanto specificato nelle premesse, il PROCEDIMENTO di REVOCA del Decreto Dirigenziale n. 9705 del 07/07/2017 (Atto Unico SUAP 95 del 19/07/2017) per la parte che riguarda l’attività di produzione di conglomerato bituminoso volturato alla ditta BINDI S.p.A. con le note prot. n. AOOGRT/129949 del 07/03/2018 e prot. n. AOOGRT/164831 del 23/03/2018, stabilendo che la ditta BINDI S.p.A. potrà, entro il termine di 30 (trenta) giorni dalla notifica del presente provvedimento, presentare le proprie memorie scritte e documenti, ai sensi dell’art. 10, L. n. 241/1990. Trascorso tale termine, in assenza memorie scritte e documenti di cui sopra, l’atto autorizzativo Decreto Dirigenziale n. 9705 del 07/07/2017 (Atto Unico SUAP 95 del 19/07/2017) per la parte che riguarda l’attività di produzione di conglomerato bituminoso volturata alla ditta BINDI S.p.A., con sede legale in San Giovanni Valdarno Via C.E. Gadda e stabilimento ubicato in Via Massorondinaio 12 nel Comune di Scarperia e San Piero (FI), sarà revocato”.
In questi mesi, pur al cospetto di segnalazioni e diffide, l’attività in quell’impianto è proseguita. Probabilmente il tutto si sarà svolto nel contesto dei controlli operati dalle autorità preposte a farli. Però per gli abitanti di quell’angolo del Mugello sono continuati i disagi, mitigati solo in parte dalla sopportazione personale di ciascuno di loro. Ora le cose potrebbero cambiare. Sperare è volare.
Gianni Frilli
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 20 agosto 2018


