MUGELLO – Anche stavolta il Mugello resta senza rappresentanza diretta in Consiglio regionale. C’erano una decina di candidati, ma nessuno ha avuto semaforo verde. Proviamo ad analizzare i risultati, uno per uno.
Fiammetta Capirossi, del Partito Democratico, era consigliera regionale uscente. Anche cinque anni fa era arrivata terza, e inizialmente era rimasta fuori, come prima dei non eletti. Poi il decesso di Massimiliano Pescini l’aveva riportata in Consiglio regionale. Tra gli addetti ai lavori vi era la quasi certezza che Capirossi non ce l’avrebbe fatta.
Anche perché stavolta il cammino era parecchio più duro: il Pd è più diviso di cinque anni fa, la segreteria schleiniana ha imposto come capolista nel nostro collegio l’assessore uscente Serena Spinelli – figura di sinistra-sinistra, visto che la volta precedente fu eletta nella lista Verdi Sinistra -, quindi la parte del partito più a sinistra ha votato Spinelli, togliendo spazio a Capirossi, anche perché si poteva votare una sola candidata donna. E a favore di Spinelli si sono spesi anche diversi sindaci e assessori mugellani. Risultato: se cinque anni fa la candidata scarperiese ottenne 5012 voti per arrivar terza, stavolta ne ha totalizzati 2783, sempre terza ma distanziata di 4000 voti dal secondo, il consigliere uscente Benucci. Capirossi sicuramente non ha avuto il sostegno convinto e attivo di tutte le sezioni pd mugellane. Qualche esempio comunale: a Borgo San Lorenzo nel 2020 raccolse 943 preferenze, stavolta si è fermata a 521, a Vicchio da 262 preferenze è scesa a 107 (mentre Spinelli di voti ne ha presi 300), a Barberino da 320 voti è calata a 162, e c’è stato calo anche nel suo Comune, Scarperia e San Piero, da 1294 a 939.
Tommaso Triberti, sindaco di Marradi, di Italia Viva, candidato in Casa Riformista, cinque anni fa pure era candidato nella lista Italia Viva Più Europa. Adesso si è ripresentato e di voti non ne ha presi pochi, in tutto 1402, non sufficienti però per sopravanzare l’ex-sindaco di Bagno a Ripoli Francesco Casini, che era capolista e che ha ottenuto 3819 voti, e la vicepresidente regionale Stefania Saccardi che nel collegio 2 è arrivata seconda con 2403 preferenze, ma che a Firenze 1 è arrivata prima ed è stata eletta. Il gioco delle opzioni nei due collegi offre a Triberti la possibilità, piuttosto tenue, di essere eletto in consiglio regionale. Come consolazione il sindaco di Marradi vede la conferma dell’affetto del proprio paese. La sua lista, a Marradi, sfiora infatti il 50% dei voti (49,91%) (cinque anni prima con Italia Viva ottenne un incredibile 50,86%) e lui ottiene ben 517 voti sui 562 totali della lista. Alle regionali 2020 ne prese ancora di più: 802 preferenze su 831 voti complessivi. E Triberti è arrivato primo anche a Borgo San Lorenzo, con 256 preferenze, Firenzuola, 104 Palazzuolo, Dicomano, San Godenzo, luoghi dove la lista Casa Riformista ha ottenuto risultati considerevoli, il 18,6% a Palazzuolo, il 14,7% a Firenzuola, il 12,4% a Borgo San Lorenzo.
Lapo Cipriani, borghigiano, candidato di Fratelli d’Italia non è andato affatto male. Ha raccolto in tutto 675 preferenze, e a Borgo San Lorenzo ben 235. Tutto questo senza alcuna forte esposizione mediatica, e anche col partito di Borgo San Lorenzo che gli ha remato contro, preferendo sostenere il capolista Zoppini di Impruneta: non un post su Facebook, non una nota, a favore di Cipriani da parte del coordinatore locale e del partito. Ma Cipriani porta comunque a casa un risultato sicuramente non previsto, classificandosi terzo.
Quello di Saverio Zeni, di Borgo San Lorenzo, da qualche tempo, a sorpresa, folgorato sulla via di Arcore, e altrettanto a sorpresa candidato come capolista di Forza Italia è stato un mezzo flop. Una campagna elettorale intensa, manifesti, volantini e santini, presenza assidua a dibattiti e iniziative, lo schierarsi apertamente a suo sostegno del network di OkMugello di cui è editore, per raccogliere, in tutto il collegio, da capolista (posizione che sicuramente garantisce una quota di voti aggiuntivi) solo mezzo migliaio di preferenze – 562 voti per la precisione -, indica che qualcosa non ha funzionato, e soltanto qualche volpe forzista locale, chissà perché, ora ne magnifica il successo. Che successo non è, se si pensa che cinque anni fa l’allora capolista di Forza Italia, il dicomanese Giannelli di voti ne ottenne 712, nonostante la fortissima concorrenza in zona della candidatura, nella lista Lega, dell’ex-sindaco di Firenzuola Scarpelli. Non solo: a Borgo San Lorenzo il capolista Zeni, pur borghigiano raccoglie solo 95 voti e a Dicomano, dove è capogruppo in consiglio comunale, ne ha ottenuti 18 (cinque anni fa, Giannelli di voti a Dicomano ne prese 114).
Tommaso Romagnoli, Cinque Stelle, non capolista, fa meglio di lui: nel proprio comune, Borgo San Lorenzo, raccoglie 129 voti, e in tutto ne totalizza 539. Piazzandosi, a livello di collegio, secondo, a tre voti dal primo classificato. Era candidato cinque anni fa, e adesso, più conosciuto, ha raccolto un consenso maggiore: nel 2020 si fermò a 366, ultimo tra i candidati del Movimento Cinque Stelle.

Aumenta le proprie preferenze personali anche Alessio Meloni, che era candidato nella lista PD anche cinque anni fa. Quella di Meloni, di Palazzuolo sul Senio, era chiaramente una candidatura di servizio, senza possibilità di passaggio. Lui si è messo a disposizione, come nel 2020, ottenendo in tutto 510 voti, contro i 479 del 2020. Allora si classificò ultimo, stavolta è penultimo. Il più votato è stato, naturalmente, a Palazzuolo, con 59 preferenze.
Tatiana Bertini era capolista della lista “Toscana Rossa”, gruppo che a livello regionale ha fallito l’obiettivo di entrare in Consiglio regionale solo per una manciata di voti. Bertini era capolista nel collegio Firenze 2. Ha ottenuto 816 voti, 133 nel suo Comune, Scarperia e San Piero, 138 a Borgo San Lorenzo. Cinque anni fa “Toscana a sinistra” – sostenuta, come adesso “Toscana Rossa”, da Rifondazione Comunista – candidò il mugellano Enrico Carpini, che ottenne complessivamente 704 preferenze.
Sotto le attese il risultato di Franco Vichi, vicchiese, ex-assessore della giunta Carlà-Campa. Si era candidato nella lista Casa Riformista, e ha raccolto complessivamente 402 preferenze. Sicuramente non gli ha giovato la concorrenza forte di altri candidati, il sindaco di Marradi e presidente dell’Unione dei Comuni Triberti, da una parte, e l’ex-sindaco di Bagno a Ripoli Francesco Casini dall’altra. Così si è piazzato ultimo della lista. A Vicchio è stato comunque il più votato, con 137 preferenze e un buon risultato della lista (13,7%), a Borgo San Lorenzo ha ottenuto 61 voti, 17 a Dicomano, 12 a Firenzuola.
Infine, tra i candidati mugellani, c’era Carolina Mangiapelo, di Dicomano, nella lista Forza Italia. Anche la sua era una candidatura cosiddetta di servizio (modo gentile per indicare i candidati che non hanno possibilità di essere eletti) e ha ottenuto 163 voti in tutto il collegio, 23 voti nel suo comune. E’ arrivata comunque seconda.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 21 Ottobre 2025













