
VICCHIO – Il consigliere comunale di Dicomano Saverio Zeni (Forza Italia) interviene con decisione sul caso dell’impianto eolico del Monte Giogo di Villore, al centro dell’attenzione per le tensioni delle ultime settimane. Zeni condanna con fermezza i recenti atti di violenza che hanno colpito il cantiere, definendoli «inaccettabili» e lontani da ogni forma legittima di opposizione: «Non rappresentano il modo in cui si intende portare avanti il dissenso rispetto a progetti così impattanti sul territorio».
Ma l’intervento del consigliere va oltre il piano politico: il 3 luglio ha infatti depositato un esposto alla Procura della Repubblica di Firenze, sollevando dubbi di legittimità su alcune clausole contenute nella convenzione firmata nel 2023 tra i Comuni di Dicomano, Vicchio e la società AGSM AIM S.p.A., promotrice del progetto.
Al centro delle critiche l’Articolo 6, comma b), che impegnerebbe i Comuni a «non compiere azioni che possano ostacolare l’esecuzione dei lavori». Per Zeni, si tratta di un vincolo potenzialmente lesivo del ruolo di controllo delle amministrazioni locali, in contrasto con quanto stabilito dalle linee guida nazionali (D.M. 10/09/2010), secondo cui nessuna convenzione può limitare le funzioni istituzionali degli enti locali, soprattutto in materia ambientale e sanitaria.
Altro punto critico riguarda le compensazioni economiche previste. L’Autorizzazione PAUR prevede un contributo proporzionale del 2,65% sui proventi dell’energia prodotta. Tuttavia, la convenzione introduce una somma fissa annuale di 150.000 euro, ripartita tra Vicchio (64%) e Dicomano (36%), più una quota aggiuntiva di 65.880 euro a Dicomano. Una soluzione che, secondo Zeni, rischia di risultare scollegata dai ricavi reali dell’impianto, e quindi contraria allo spirito della normativa, che prevede una proporzionalità tra impatto ambientale e contributi.
Zeni richiama infine l’attenzione sui dissensi istituzionali espressi durante l’iter autorizzativo: il Comune di San Godenzo ha negato l’assenso per motivi urbanistici, edilizi e paesaggistici; la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio ha dato parere contrario all’autorizzazione paesaggistica. Prescrizioni sono state inserite nell’autorizzazione finale, ma l’impianto della convenzione, denuncia il consigliere, rischia di rendere più difficile farle rispettare.
«La mia denuncia – conclude Zeni – nasce dalla volontà di tutelare il ruolo dei Comuni e il principio di legalità. Non si può consentire che accordi privati vincolino l’azione pubblica. La difesa del territorio passa dal rispetto delle regole, non dalla violenza, ma neppure dalla deresponsabilizzazione amministrativa».
L’esposto è ora al vaglio della Procura, mentre il dibattito sul progetto eolico resta aperto sia sul piano politico che istituzionale.
Fonte: Forza Italia Toscana Coordinamento Provincia di Firenze
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 8 Luglio 2025
