BORGO SAN LORENZO – Il sindaco di Borgo San Lorenzo Leonardo Romagnoli interviene in merito al discusso abbattimento del grande cedro di Piazza del Poggio. Lo fa, intanto, per precisare che al suo posto, così come al posto di quello tagliato nei giardini di Piazza Dante, saranno rimessi altri cedri. E non risparmia una risposta alle polemiche sorte nei giorni scorsi in merito al taglio: “Se il 20 Agosto di quest’anno (articolo qui) sotto il ramo, grosso quanto il tronco di un tiglio, caduto dal cedro di piazza del Poggio ci fosse rimasta una persona e non l’auto di Pierino, il taglio sarebbe avvenuto dopo due giorni e nessuno avrebbe detto nulla”.
Nel caso di piazza del Poggio, Romagnoli spiega che, dopo la rottura di Agosto, è stato fatto un intervento di messa in sicurezza. “Anche se – aggiunge – lo sbilancimento provocato dai tagli presentava una situazione problematica”. E conclude: “Nessuno abbatte una pianta del genere con leggerezza, ed è stato richiesto un parere tecnico” (qui la relazione, secondo la quale il mantenimento del cedro era “non opportuno”).
“A questo punto – spiega Romagnoli – in caso di caduta di un ramo con danni a persone o cose il sindaco e il dirigente ne rispondono personalmente, sia sotto il profilo penale che finanziario, come è già avvenuto in varie zone d’Italia. L’atto di responsabilità è fare la sostituzione o far finta di niente?”
E aggiunge: “Quanto ai difensori del verde, vorrei ricordare che Borgo San Lorenzo ha oltre 30 ettari di verde pubblico. Quanti sono i Comuni con una tale superficie con alberi e verde? Il comune di Borgo ha inoltre il 67% della propria superficie boscata, dato che non ha precedenti nella storia più o meno recente. E che non sempre è un dato positivo, perché in alcuni casi coincide con un abbandono del territorio. Un’ultima annotazione – conclude – la faccio sulle offese gratuite verso il sottoscritto e i tecnici, spesso fatte parandosi dietro nomi di comodo. Questo sì che è un imbarbarimento della convivenza civile e non ha niente a che vedere con le critiche legittime e i diversi punti di vista”.
Caro Leonardo Ti rifugi in calcio d’angolo , se la manutenzione fosse stata continua e appropiata , il cedro sarebbe rimasto ancora li.
ho letto in questi giorni come in alcuni comuni del Chianti usufruendo di fondi regionali ,siano stati in grado di realizzare anche nuovi parcheggi auto . quando pensi di provvedere a fare un progetto di un parcheggio nel centro di borgo sotto i giardini pubblici ? a Firenze gli hanno già realizzati diverso tempo fa . il problema della sosta a Borgo è un problema esistente da molto tempo .
Bravo Leonardo
Non ti sentire in colpa
Se la precedente amministrazione avesse avuto piu’ cura del verde che ci circonda
Sicuramente non si era arrivati a tale soluzione drastica
Io spero tanto in un
Leonardo Romagnoli BIS
Fuori da un bar, non si capisce cosa c’entri la realizzazione o la manutenzione dei parcheggi con quella degli alberi.
Tanto per fare un paragone, non esistono fitofarmaci analoghi ai preparati della farmacopea medica con cui si rallenta la progressione dell’osteoporosi. E neanche… carezzando la corteccia di un albero si rinforza la resistenza dei suoi tessuti legnosi alle sollecitazioni a flessione, per tentare di assicurare la stabilità di branche o interi alberi di fronte al rischio, concreto, di uno loro schianto. Con tanti saluti a chi ha la sventura di passarci sotto nel momento sbagliato: piaccia o meno, è del tutto normale doversi trovare a scegliere tra accendere la motosega o rischiare un’incriminazione per omicidio colposo.
Il mio commento riguarda non tanto l’intervento del Sindaco Romagnoli, ineccepibile da tutti i punti di vista, bensì in merito alle osservazioni del tutto superficiali di chi ha la pretesa di dare soluzioni in ogni campo, dell’urbanistica alle scienze forestali, con assoluta superficialità, mancanza di logica e incompetenza (…e non è la prima volta che ho letto simili arguti commenti).
Tirando in ballo la manutenzione del cedro, dopo aver letto la relazione dell’esperto, si capisce chiaramente che le eventuali manutenzioni avrebbero dovuto cominciare 20, 40, 50 anni fa.
In tutto questo periodo di tempo chi aveva, eventualmente, questa responsabilità?
Eventuali interventi fatti in passato hanno avuto un esito adeguato o, sfortunatamente, hanno accentuato una crescita rischiosa?
Segnali premonitori c’erano stati?
La crescita del cedro è stata forse repentina?
Ma soprattutto, chi lo aveva messo a dimora si era reso conto del contesto in cui sarebbe cresciuto un “gigante” come quello?
Gli alberi, come tutti gli esseri viventi, hanno un loro ciclo che, in un contesto urbano, confligge spesso con la sicurezza di chi gli sta intorno.
In un bosco, il cedro non avrebbe fatto notizia, in una piazzetta come quella, forse, andava abbattuto già all’epoca della Giunta Bettarini se non addirittura ancor prima, vista la lenta crescita di una simile essenza.
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6 commenti
Caro Leonardo Ti rifugi in calcio d’angolo , se la manutenzione fosse stata continua e appropiata , il cedro sarebbe rimasto ancora li.
ho letto in questi giorni come in alcuni comuni del Chianti usufruendo di fondi regionali ,siano stati in grado di realizzare anche nuovi parcheggi auto . quando pensi di provvedere a fare un progetto di un parcheggio nel centro di borgo sotto i giardini pubblici ? a Firenze gli hanno già realizzati diverso tempo fa . il problema della sosta a Borgo è un problema esistente da molto tempo .
bravo, hai ragione !! vai avanti !! lasciali perdere, sono solo rosiconi…
Bravo Leonardo
Non ti sentire in colpa
Se la precedente amministrazione avesse avuto piu’ cura del verde che ci circonda
Sicuramente non si era arrivati a tale soluzione drastica
Io spero tanto in un
Leonardo Romagnoli BIS
Fuori da un bar, non si capisce cosa c’entri la realizzazione o la manutenzione dei parcheggi con quella degli alberi.
Tanto per fare un paragone, non esistono fitofarmaci analoghi ai preparati della farmacopea medica con cui si rallenta la progressione dell’osteoporosi. E neanche… carezzando la corteccia di un albero si rinforza la resistenza dei suoi tessuti legnosi alle sollecitazioni a flessione, per tentare di assicurare la stabilità di branche o interi alberi di fronte al rischio, concreto, di uno loro schianto. Con tanti saluti a chi ha la sventura di passarci sotto nel momento sbagliato: piaccia o meno, è del tutto normale doversi trovare a scegliere tra accendere la motosega o rischiare un’incriminazione per omicidio colposo.
Il mio commento riguarda non tanto l’intervento del Sindaco Romagnoli, ineccepibile da tutti i punti di vista, bensì in merito alle osservazioni del tutto superficiali di chi ha la pretesa di dare soluzioni in ogni campo, dell’urbanistica alle scienze forestali, con assoluta superficialità, mancanza di logica e incompetenza (…e non è la prima volta che ho letto simili arguti commenti).
Tirando in ballo la manutenzione del cedro, dopo aver letto la relazione dell’esperto, si capisce chiaramente che le eventuali manutenzioni avrebbero dovuto cominciare 20, 40, 50 anni fa.
In tutto questo periodo di tempo chi aveva, eventualmente, questa responsabilità?
Eventuali interventi fatti in passato hanno avuto un esito adeguato o, sfortunatamente, hanno accentuato una crescita rischiosa?
Segnali premonitori c’erano stati?
La crescita del cedro è stata forse repentina?
Ma soprattutto, chi lo aveva messo a dimora si era reso conto del contesto in cui sarebbe cresciuto un “gigante” come quello?
Gli alberi, come tutti gli esseri viventi, hanno un loro ciclo che, in un contesto urbano, confligge spesso con la sicurezza di chi gli sta intorno.
In un bosco, il cedro non avrebbe fatto notizia, in una piazzetta come quella, forse, andava abbattuto già all’epoca della Giunta Bettarini se non addirittura ancor prima, vista la lenta crescita di una simile essenza.
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