
BORGO SAN LORENZO – Si è tenuta questa mattina, sabato 25 gennaio Maggio, a Ronta la commemorazione dell’ottantesimo anniversario del bombardamento della frazione, avvenuto il 25 maggio 1944. Per l’occasione erano presenti, tra gli altri, il sindaco di Borgo San Lorenzo Paolo Omoboni, l’assessore Patrizio Baggiani, una delegazione degli Alpini, e un’esponente della famiglia Edlmann, oggi centenaria, che all’epoca era presente e che sopravvisse al bombardamento.
Afferma l’assessore Baggiani a margine della celebrazione: “Nell’ottantesimo anniversario del bombardamento di Ronta, l’amministrazione comunale, insieme a tanti cittadini e alla famiglia Edlmann, che era proprietaria di tutti questi luoghi, ricorda i fatti con una cerimonia laica, ovvero la deposizione di una corona di fronte alla lapide che elenca i caduti, che sarà seguita da commemorazione religiosa, con la Santa Messa. Si tratta di una cerimonia molto sentita a Ronta, sia dai parenti dei defunti sia da tutta la popolazione. All’epoca, infatti, i fatti furono eclatanti.
L’amministrazione – continua Baggiani – è sempre intervenuta in occasione dei decennali, come in questo caso per l’ottantesimo anniversario. Allora – ricorda – morirono trenta persone. Oggi abbiamo anche la presenza di una rappresentante della famiglia Edlman, che adesso ha cento anni, che era presente al momento dei fatti e che fortunatamente si salvò.
Ricordo anche che la vicenda è stata ricostruita in un volume dall’ingegner Tucci, che nel bombardamento ha perso un fratello e la madre. Il bombardamento di Ronta – conclude Baggiani – seguì di pochi mesi quello del Dicembre 1943 a Borgo San Lorenzo, la differenza fu che nel caso di Ronta non esisteva più una struttura amministrativa e i soccorsi furono prestati dalle persone senza nessun mezzo e nessuna assistenza”.
Il sindaco Omoboni nel suo discorso ha ricostruito quella giornata: “Trenta persone – ha detto – trenta civili che conducevano la loro vita. Le donne a tenere alte le famiglie, gli uomini al lavoro, i bambini a catechismo. Così si presentava lo scenario il 25 Maggio del 1944 qui nella zona Il Poggio, dove si incrociano la Via Faentina e la ferrovia. Le truppe americane pensarono così di colpire questo punto per non permettere l’insediamento delle truppe naziste. Le bombe – ha aggiunto – radono al suolo tutta l’umanità, in qualsiasi luogo: si tratti dell’Italia, dell’Ucraina, di Gaza. Ronta – ha poi concluso – ci insegna che tutto si può se siamo uniti. E che all’odio si risponde con l’impegno, la cooperazione, con il darsi una mano gli uni gli altri”
Nicola Di Renzone
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 25 Maggio 2024







