MUGELLO – Il Consiglio metropolitano itinerante in treno sulla tratta Faentina sta suscitando molte polemiche, con il consigliere regionale in quota Lega Tozzi che parla di “schiaffo ai pendolari ed insulto ai mugellani”, mentre il consigliere metropolitano di Forza Italia Gandola, nel suo intervento (che trovate integralmente poco sotto) parla dei problemi dei cittadini mugellani legati ai trasporti ed ai collegamenti telematici.
“Sono indignata, delusa e arrabbiata. Il pacchiano caravanserraglio allestito dal sindaco di Firenze e della Città metropolitana per un Consiglio itinerante-show che attraversa il Mugello sulla Faentina a bordo di un treno storico è uno schiaffo terribile ai pendolari, un insulto ai mugellani e un segnale negativo mandato dalla politica ai cittadini.”
Così la consigliera regionale della Lega Elisa Tozzi, che attacca: “I mugellani sono ancora in attesa del treno a idrogeno sulla Faentina (che mai arriverà perché la linea non è elettrificata), di una copertura internet quantomeno decente e sopratutto di un pendolarismo da paese civile, senza quei convogli vetusti e sporchi, in preda a costanti ritardi e affollamenti, che rendono impossibile la vita a tanti lavoratori. Nel frattempo, gli stessi mugellani sono costretti a sorbirsi – a casa loro – lo spot goffo e imbarazzante offerto da un sindaco in perenne campagna elettorale, tutto concentrato sul suo incerto avvenire e per niente interessato alla sorte di un ‘contado’ fiorentino completamente abbandonato a se stesso”.
“Eppure – aggiunge Tozzi – le istituzioni locali e regionali ne avrebbero di domande cui rispondere sulla Faentina. Ad esempio, c’è un protocollo sottoscritto nel 2017 tra RFI, Regione Toscana, Unione Mugello e Comuni, relativo a un investimento di 47 milioni di euro per ammodernare l’infrastruttura ferroviaria. Quali interventi sono stati realizzati? Quanti soldi sono stati spesi? Quali e quanti benefici in termini di percorrenza e puntualità ha prodotto? E sul contratto di servizio 2019-2034 tra Regione Toscana e Trenitalia, quanti dei 19 nuovi treni che si prevede entrino in servizio entro fine anno sono destinati alla Faentina?”.
Stessi temi affrontati anche dal consigliere metropolitano di Forza Italia Paolo Gandola, che ha presentato un intervento incentrato sul nostro territorio:
“Ho pensato che sarebbe stato opportuno presentarmi alla stazione di Firenze per recarmi a Marradi, passando per il Mugello ed il suo centro nevralgico: Borgo San Lorenzo, esibendo il mio documento-appunti di viaggio ai controllori, ai cittadini e agli altri passeggeri colleghi Consiglieri e Sindaci che, con me, affronteranno questa seduta itinerante del Consiglio metropolitano di Firenze, ed eccolo qui.
Se dovessimo valutare il contributo della Città Metropolitana nei nostri territori dovremmo limitarci a parlare di edifici scolastici, di viabilità stradale, terminando parlando di turismo e come questo possa coniugarsi con lo sviluppo sostenibile che tutti auspichiamo; non è un caso, peraltro, che oggi siamo qui presenti su questo treno per una “gita” istituzional/politica. Ma la Città Metropolitana è solo questo?
Non vi è dubbio alcuno che la Metrocittà sia un’incompiuta istituzionale, amministrativa e politica e come sia essenziale, per comprenderne i reali compiti assegnategli dalla legge e dalla Costituzione, legarne la propria attività istituzionale a quella della Regione Toscana e degli enti locali minori, in primis le Unione dei Comuni.
Il tessuto sociale del Mugello soffre per questa parcellizzazione di competenze e ambiti amministrativi, nonché a causa del modesto dialogo tra gli enti. Partendo proprio da questo treno, da un punto di vista strettamente turistico, dobbiamo notare come “il treno di Dante” che questa estate ha sfrecciato sulla faentina, sia di fatto un assolo senza orchestra. Non è stato infatti costruito sul territorio alcun ambito ricettivo, nessun servizio o proposta ad hoc per chi fosse interessato ad una visita dei luoghi danteschi. Insomma, al di là del nome, poco, forse nulla. Un Hop-on Hop-off incompiuto, scollegato, un’operazione di mera facciata, peraltro con una azione di marketing di bassa lega, come tante ne vengono fatte. Un costrutto aleatorio scollegato, nei fatti, dalla realtà territoriale. Un vero peccato.
Quello che noi vorremmo vedere attuato nei prossimi anni dalla Città metropolitana, soprattutto in una fase di ripresa turistica post-Covid, è un progetto di sistema turistico basato sul turismo esperienziale (ampiamente in crescita secondo ogni studio o rivista specialistica sul tema) che passi, dalla vendita della sola Città di Firenze, alla vendita di una “Florence experience” che coinvolga, in base alle richieste specifiche dei turisti e dei loro budget, peculiarità territoriali, eno-gastronomia, cultura, ambiente, trekking, natura, sport all’aria aperta, quindi non solo musei o opere d’arte, ma ogni singola fattispecie di interesse turistico che possa abbracciare tutti, e dico tutti, i Comuni della Città metropolitana.
Per quanto riguarda la viabilità, più volte dall’inizio del nostro mandato abbiamo sollevato criticità sulle strade di competenza della Città metropolitana. Anche in questo caso nelle fratture istituzionali e nelle maglie delle competenze rimangono problemi irrisolti da decenni che vedono strade di competenza comunale in condizioni disagiate e nessun sforzo istituzionale “solidale, costruttivo e lungimirante” per dare risposta alle esigenze dei cittadini che popolano il territorio.
Voglio però approfittare di questo viaggio tra i Comuni con i colleghi e Sindaci per rimarcare i problemi di questi luoghi partendo dalla Sanità, e in special modo dalla società “dei disservizi” della salute che come caratteristica ha la corsa dei Sindaci a presiederla, non si sa perché, ma non vi è una gara altrettanto combattuta per coprire i fabbisogni con i medici di guardia, anche se anche in questo caso sappiamo che il referente è innanzitutto il Presidente Giani e l’Assessore alla Sanità di Regione Toscana.
Ma torniamo a dove siamo in questo preciso istante. Il nostro treno viaggia, infatti, sulla ferrovia Faentina ed essa non rappresenta solo turismo, sebbene possa e debba essere l’effettivo suo volano, ma significa i tantissimi pendolari che raccoglie sul suo tracciato da e per Firenze. Anche in questo caso questa “splendida” strada ferrata non è di competenza diretta della Città Metropolitana, ma se vogliamo davvero rappresentare i nostri concittadini e le loro esigenze più profonde e quotidiane, se davvero vogliamo fare turismo di squadra, non possiamo e non potremo esimerci da divenire parte integrante e attiva nel dibattito tra Regione Toscana e RFI circa lo sviluppo, o l’inviluppo dell’infrastruttura.
Partiamo dal fatto che nel 2017 è stato sottoscritto un protocollo tra RFI, Regione Toscana, Unione Mugello, Comuni interessati, che si prefiggeva di investire 47 milioni di euro per ammodernare l’infrastruttura ferroviaria. Vi è poi un Contratto di servizio per il periodo 2019-2034 tra Regione Toscana e Trenitalia, che i nostri Amministratori avranno sicuramente letto, con il quale si stabiliscono in modo dettagliato tutti i punti circa i servizi da erogare: tratte, corse, pulizie, servizi offerti, compreso la sostituzione dei treni. Viste le recenti polemiche di alcuni Sindaci (meglio tardi che mai!), chiediamo se siano stati fatti controlli puntuali su come siano stati spesi i 47 milioni di euro, quali benefici abbiano effettivamente portato agli utilizzatori della faentina questi milioni di euro e se l’attuale contratto di servizio venga onorato adeguatamente in tutte le sue parti; più di tutto, però, ci interessa sapere se nei prossimi anni verranno messi treni nuovi e verranno aumentate corse e vagoni per renderla come spesso dichiarato una efficiente “metropolitana di superficie”. Il futuribile sistema ad idrogeno vedrà la luce? E se sì con questa medesima infrastruttura? E come si pensa di coniugare efficienza e puntualità con i limiti infrastrutturali di sempre?
Vi è poi un altro problema che come Forza Italia abbiamo sollevato in tutti gli ambiti istituzionali possibili e che non posso esimermi di sottoporvi anche in questa gita sul treno di Dante – (ricordo che questo nome glielo abbiamo affibbiato noi di Forza Italia ormai più di vent’anni fa sollecitando, già all’epoca, un collegamento diretto tra le città di Firenze e Ravenna volano turistico per i luoghi presenti in questo tragitto) – il buco nero dei collegamenti telematici dell’alto Mugello. Un vulnus del genere è degno del terzo mondo ed è una discriminazione dei cittadini, soprattutto in base a quanto statuito nei Regolamenti europei, ed è altresì un fattore di arretratezza inimmaginabile nel 2021 al quale, incredibilmente, non si riesce a dare una soluzione pronta ed immediata. Una vergogna che pesa sullo sviluppo economico di questi territori e che rappresentano un fattore di arretratezza sociale e culturale per la nostra cittadinanza, per non parlare dell’impatto sui sistemi di sicurezza delle persone e del territorio.
Quindi per noi Consiglieri oggi è una bella gita, ma se rimarrà solo tale sarà l’ennesimo buco nell’acqua.
Noi di Forza Italia abbiamo già rimandato più volte a settembre il blocco politico-amministrativo del Mugello e dell’Alto Mugello, insieme alla Regione Toscana, potete far si che sia l’ultima volta, per favore?”
(Fonte: Ufficio stampa Lega / Paolo Gandola)
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 12 Novembre 2021




