BORGO SAN LORENZO – “Chi parla della chiusura della Cooperativa San Lorenzo dice sciocchezze: peraltro negli ultimi due anni abbiamo chiuso nuovamente il bilancio in attivo, abbiamo dato maggior equilibrio all’incidenza del personale, e stiamo trattando il rinnovo del contratto con Pam o altro gruppo della grande distribuzione. Con importanti gruppi nazionali e internazionali molto interessati a venire a Borgo San Lorenzo e amettere il loro marchio accanto a Cooperativa San Lorenzo”: lo dice Valentino Tatangelo, vicepresidente della Cooperativa San Lorenzo, che proprio nel 2019 festeggerà i suoi cento anni di vita.
Non è stato un periodo facile per la cooperativa: alcuni anni fa il passivo di bilancio ha toccato anche i 350 mila euro. Prima di tutto è stato così deciso di affrontare il nodo del personale. Da ventinove dipendenti si è così passati a ventuno, tra licenziamenti (tre), dimissioni e uscite volontarie. “E i benefici economici di questa operazione -dice Tatangelo, che ha la delega al controllo di gestione e dell’assetto finanziario- li sentiremo solo nel 2019. Pur in modo tardivo, ma comunque abbiamo riparametrato il costo del personale, anche grazie alla disponibilità dei dipendenti che hanno firmato un contratto di solidarietà, con la diminuzione del loro orario di lavoro. Sul numero del personale può darsi che qualcosa vada ancora rivisto, ma siamo sulla buona strada. Non ci dimentichiamo che la Coop del Tirreno ha licenziato 600 persone. La San Lorenzo deve rispettare canoni economici e di produttività, siamo un’azienda, non un ente di beneficienza.”
Negli ultimi due anni il bilancio della San Lorenzo ha chiuso in attivo: quest’anno con un utile lordo ante-imposte di 44 mila euro, e netto circa 5000 euro, e l’anno precedente l’utile era stato di 27 mila euro, netto 2-3 mila. “Abbiamo avviato -dice il vicepresidente- un programma di rilancio, e già abbiamo fatto alcuni investimenti strutturali, sul condizionamento e gli impianti frigo, che erano davvero obsoleti. Abbiamo speso circa 100 mila euro, ma ora abbiamo una maggiore gamma di prodotti surgelati, ed anche un importante risparmio energetico. E con la nuova gestione daremo un’impostazione nuova al negozio, con una modifica dei percorsi e dei corridoi”.
Così il prossimo nodo, fondamentale, sarà la scelta del partner commerciale. Dopo “Dimeglio” e Pam potrebbe esservi un nuovo marchio: “A marzo 2019 scade il contratto con PAM, e a settembre dovremo decidere dove andare”. Tatangelo non fa nomi, ma un’idea in testa ce l’ha, quando parla di “nuovi partner”: “Anche per il personale molto è legato al nuovo partner. Io in mente ce l’ho. Avremo il consiglio il 12 settembre e lì si deciderà. Pam spinge perché ci tiene a rimanere. Io sarei per un rinnovamento”.
Sicuramente Pam proporrà condizioni migliori per un nuovo contratto, al fine di mantenere la presenza in Mugello, ma ci sono voci di un forte interesse di Carrefour, di rami del gruppo Sigma e di Consorzio Europa -gruppi, precisiamolo, che il vicepresidente non ha citato nell’intervista, ma che abbiamo raccolto in ambienti della San Lorenzo-.
Tatangelo ha altri due aspetti da sottolineare: “Il primo è che vogliamo puntare sui soci. Dobbiamo tornare a dare qualcosa in più ai soci. In passato ottenevano un ristorno sulla spesa, ma questo era stato interrotto. Ai nuovi partner abbiamo fatto presente che questa è una cooperativa fortemente radicata nel paese, che ha una storia di aiuto e di sostegno alla popolazione. E il rapporto con i soci, che ora sono circa 300 è importante e per questo abbiamo studiato di dar loro un riconoscimento”.
Altro aspetto, l’impegno orientare l’offerta della San Lorenzo sempre più sul prodotto locale. “Vogliamo puntare sul locale e sulla qualità -dice il vicepresidente-. E’ importante: già abbiamo la ricotta di capra di Firenzuola, le ricotte dei pastori mugellani, le patate di Casaglia e di Firenzuola, gli orticoltori locali ci portano i loro prodotti, le zucchine fresche e l’insalata vengono dal Mugello. E puntiamo sui prodotti di qualità: come i prodotti paramedici della Farmacia di Camaldoli, che abbiamo introdotto di recente, con ottimi risultati”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 27 agosto 2018




