VAGLIA – Padre Antonio Messeri, missionario, adesso nel suo paese d’origine, a Bivigliano, racconta una curiosa esperienza con i cinghiali. Stupito della loro presenza, sempre più frequente tra le case.
Questa volta è stato davvero strano! Bisogna premettere che affinché io possa dormire bene deve esserci silenzio, soprattutto nella stanza, in particolare non ci devono essere rumori costanti, come l’avanzare delle lancette di un orologio o il ticchettio di una gocciola dopo la pioggia. Gli orologi che uso per il risveglio della mattina devono essere tassativamente digitali.
Tante volte mi è capitato di svegliarmi con una “suoneria” diversa, visto le diverse latitudini e longitudini della casa dove via via mi sono trovato. Spesso non è il suono della sveglia a farmi aprire gli occhi la mattina ma rumori diversi. In qualche posto mi svegliavo con il rumore del treno, che suonava entrando in paese; altre volte con il rumore delle macchine che passavano a tutta velocità sulla strada bagnata; in alcuni casi per il suono del campanello. Una volta mi è anche capitato che mi svegliassero le grida di un ragazzo avvisandomi che la polizia si era portata in caserma il sorvegliante della nostra scuola. Poi il classico chicchirichì di due o tre galli del vicino, il muggito di una mucca, la ragliata di un asino, l’abbaiare di cani. Addirittura la carezza dei raggi del sole, che entravano attraverso le finestre aperte di una palestra, durante una missione.
Questa nuova “suoneria” è stata davvero originale…
Dopo una notte di pioggia battente, con tuoni e lampi, che hanno fatto saltare l’interruttore generale della luce, al chiarore di una nuova giornata il mio sonno è stato disturbato da uno strano, anzi direi stranissimo, rumore. Neanche avessi visto un film western la sera prima, non capivo se era un sogno o la realtà, ecco uno zoccolio, fitto fitto, di cavalli. Cavalli…? Troppo brevi i passi per essere di un cavallo… Tutto tace e poi ricomincia. Sento il rumore forte di una corsa sotto la finestra e poi silenzio. Apro la persiana ed eccolo lì, non un cavallo e nemmeno un pony ma un bel cinghiale, che dopo aver rovistato nel secchio dell’umido, rimasto in giardino prima del passaggio del camion della nettezza, stava cercando di ritrovare il buco nella rete, da cui era entrato, rompendo il conchino con le fragole e schiacciando le ortensie. “Un cinghiale in giardino?” mi sono detto. Vestito a tempo di record sono uscito fuori con un bastone per fare rumore, ma lui, il bel cinghialone, era già passato nel giardino accanto. Ho fatto un giro di perlustrazione dietro casa per vedere se ce n’erano altri, invece di vedere altri cinghialetti, guardando verso l’orto, ho visto quello che restava dell’insalata, quattro foglie sparse e tutto razzolato, sembrava di nuovo pronto per essere seminato.
Ma come si fa a Bivigliano con tutti questi cinghiali? Va bene che viviamo tra i boschi però una cosa così non era mai successa. Vai a fare un giro in bici e ti incontri con i cinghiali, una passeggiata ed eccone altri con i piccoletti tutti in fila, se poi arrivi in paese in macchina rischi di fare un incidente perché ti possono sbucare da tutte le parti. Un giorno, verso l’imbrunire, sono stati visti anche in piazza tra le auto a cercare qualcosa da mangiare.
Forse all’inizio vi domandavate che c’entra la sveglia con l’insalata, ma io vi dico che c’entra eccome.
Spero solo che domattina sia il suono della sveglia a darmi il buongiorno… pero ora rinforzo la rete poi vedremo.
(Rubrica: Dai Lettori – p. Antonio Messeri, omi)
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 23 agosto 2022



