BORGO SAN LORENZO – C’è voglia di capire e di conoscere meglio i candidati. Parecchia. Lo ha dimostrato il successo dell’incontro organizzato da Radio Sieve e “Il Filo” all’auditorium del Giotto Ulivi con i sei candidati di Borgo San Lorenzo. Stefano Galli, Paolo Guidotti e Massimo Rossi hanno posto le domande, con ritmi non noiosi e risposte comunque interessanti e significative.
In platea c’erano anche alcuni amministratori dei comuni vicini, il sindaco di Firenzuola Claudio Scarpelli, quello di Palazzuolo sul Senio Cristian Menghetti e la vicesindaco di Vicchio Carlotta Tai. Abbiamo chiesto di provare a stilare un giudizio, con relativo voto, della prova dei singoli candidati. E lo hanno fatto volentieri, anche per sdrammatizzare un po’.

Questa la pagella del sindaco di Palazzuolo sul Senio Menghetti (Pd).

Omoboni, attraverso una capacità di sintesi notevole è riuscito a spiegare in maniera efficace concetti e situazioni amministrative complesse alla platea. La sicurezza con la quale si pone denota una conoscenza approfondita degli argomenti trattati, del quadro istituzionale e dell’orizzonte politico. A tratti fin troppo appassionato, è comunque riuscito a mantenere la calma anche di fronte alle provocazioni. Complessivamente credo si meriti un bel voto 9++

Romagnoli, è intervenuto con cognizione di causa. L’esperienza maturata in passato come assessore è dalla sua parte e gli consente di esprimersi attraverso analisi corrette. L’esposizione delle proposte è stata chiara, rilassata e concentrata su una parte di elettorato ben precisa. Voto 7 e mezzo

Galeotti, ha dimostrato di conoscere i temi di interesse pubblico che costituiscono il dibattito politico nel mugello. Riesce a coinvolgere bene i suoi sostenitori, ma nell’approfondimento dei temi di carattere comunale si denota la mancanza di una esperienza amministrativa alle spalle. Voto 6 +
Margheri, ha affrontato il dibattito cercando di mantenersi all’interno del solco che si è assicurato in questi anni attraverso l’impegno civico. Una scelta abbastanza dissonante rispetto alla coalizione di impronta politica che lo sosterrà in questa tornata elettorale. Non è riuscito a sfruttare la parte conclusiva del dibattito, privandosi di una buona opportunità per lanciare proposte dirette. Voto 6 – –
Giovannini, ha puntato molto sulla critica piuttosto che sulla proposta. Ha rimarcato a più riprese la opportunità di gestione familiare dell’ente comunale, declassando l’istituzione stessa in termini organizzativi, gestionali e di rappresentanza politica. Voto 5
Ferri, si è posto in maniera molto simpatica alla platea, ma alla risposta riguardante il da farsi dopo le elezioni ha risposto di voler provvedere alla nomina dei consiglieri. Ovviamente niente di personale, ma ritengo che un candidato sindaco abbia l’obbligo morale di conoscere la modalità di elezione e di formazione del consiglio comunale. Voto 4
Questa invece la pagella stilata dal sindaco di Firenzuola Claudio Scarpelli (Centrodestra).
Omoboni. Conferma la sua esperienza di uomo da palcoscenico e politico da tutte le stagioni. Preciso e puntuale su città metropolitana e ballottaggi. Banale su giovani. Sfuggente su fusioni e ospedale tanto da manifestare un nervosismo eccessivo. Fuorviante su immigrazione, ma tono adatto per la claque cattocomunista presente in sala. Nervoso, voto 7.
Galeotti. Denota la conoscenza degli argomenti, con qualche iniziale indecisione nella modulazione della voce, ma in crescendo! Banale sui giovani, chiaro e determinato su città metropolitana, ospedale e fusioni. Salomonico su ballottaggi e immigrazione. Sorpresa, voto 7.
Romagnoli. Dimostra grande esperienza politica e padronanza del linguaggio e del palcoscenico. Sfuggente su ballottaggi. Concreto su ospedale. Da cinegiornale sovietico su fusioni, immigrazioni, giovani e città metropolitana. Sovietico, voto 6,5.
Margheri. Conferma la conoscenza della macchina burocratica. Deciso su ospedale e ballottaggio. Molto chiaro e concreto su immigrazione. Democristiano su giovani, metrocittà e fusioni. Democristiano, voto 6,5.
Giovannini. Conoscenza del territorio, ma con assoluta mancanza di collegamento con la realtà amministrativa. Chiaro su ballottaggio. Affabile e disponibile, denotando al contempo scarsa conoscenza degli specifici argomenti. Simpatico, voto 5
Ferri. Sorprende positivamente per la formale e rispettosa eleganza e per la tranquillità sul palco. Leggermente più concreto di tutti sui giovani. Chiaro su ballottaggi. Ironico e da rivedere sugli altri argomenti. Elegante, voto 5
Infine la pagella di Carlotta Tai (Pd), vicesindaco di Vicchio.
Omoboni. Sempre preciso e puntuale nelle risposte. Bravo a non cadere nelle provocazioni, restando sempre sui contenuti. Sfrutta bene il vantaggio di conoscere gli argomenti e di avere dalla sua l’esperienza. Voto 9.
Romagnoli. Pacato e chiaro nelle risposte, dimostra di saper entrare nel merito delle questioni. Si vede e si sente che ha avuto un’esperienza amministrativa. Voto 7.
Margheri. Non risponde sempre nel merito degli argomenti e le risposte talvolta non sono chiare. Non sempre riesce a far capire la propria proposta, preferendo critiche, spesso poco articolate nei contenuti. Voto 5.
Galeotti. Dimostra di non conoscere le competenze di province e regioni e spesso nelle risposte va fuori tema. Poco chiara l’esposizione e talvolta cerca di nascondere le proprie lacune alzando la voce. Voto 6.
Giovannini. Non si capisce quale sia la proposta amministrativa, esprime solo una critica forte all’amministrazione senza proporre alternativa. Talvolta sembra lasciarsi andare rasentando l’offesa personale. Voto 4.
(Foto Buccoliero)
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 16 maggio 2018




