
BORGO SAN LORENZO – “E’ la prima volta che parlo di lui senza piangere”: a trent’anni dalla scomparsa di Gaddo Cipriani, suo fratello Lapo ha deciso di ricordarlo. E sabato 21, alle 18, nella Pieve di Borgo San Lorenzo sarà celebrata una Messa. “Sono trascorsi trent’anni da quando ci ha lasciati, trent’anni senza il suo sorriso e la sua gioia di vivere contagiosa, ed è ancora presente in ogni istante della mia vita”. Lapo continua. “Era un tipo vitale, vivace, un ragazzo con un sacco di amici: aveva 18 anni… Giocava a calcio, nell’Audax, frequentava i Salesiani, sempre sorridente, sempre ottimista, con le idee chiare, una mente molto analitica e lucida e pochi giorni prima di morire ricordo che stava pensando a cosa fare dopo il liceo, e ragionava della nascente facoltà di Statistica”.
Lapo, tre anni maggiore di Gaddo, ricorda quel terribile momento dell’aneurisma: “Era ai salesiani con i suoi amici, venne a casa a fare una telefonata -allora non c’erano i cellulari – mia mamma lo trovò disteso a letto. Fu subito soccorso da un nostro cugino medico, Giacomo Toccafondi, che capì subito che non c’era niente da fare. E’ stato una settimana in coma e poi è morto”. Ma Lapo ricorda anche cosa provocò questa tragedia, un grande abbraccio di tutto il paese: “Fu una settimana incredibile: tutti i suoi amici smisero di andare a scuola, autorizzati dalla Preside del Liceo che dopo qualche mese decise di intitolargli il Palazzetto dello Sport, per andare da lui, e davanti al reparto dove era ricoverato al CTO era pieno di gente, amici, parenti, giorno e notte. Siamo una famiglia borghigiana da sempre e questa tragedia colpì molto. Quella settimana di attesa, di preghiere, di speranza, con i suoi amici, con gli amici miei, con gli amici di Duccio, con tante persone che vennero – ricordo ad esempio don Francesco Bazzoffi, che non era più cappellano a Borgo o i professori delle medie Frandi e Andreini che fecero sentire la loro presenza in quei giorni insieme a tanti, tanti amici”.
“E ora -conclude Lapo- vorrei poter ringraziare personalmente tutti gli amici che in questi anni non lo hanno dimenticato: saperlo vivo nei loro cuori ha alleviato un po’ il nostro dolore. A tutti coloro che gli hanno voluto bene posso dire solo grazie e continuate a ricordarlo. Un grazie particolare agli amici del Filo che mi hanno permesso di condividere questo ricordo”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 20 settembre 2019



