MARRADI – Il Filo ha rivolto alcune domande ai candidati mugellani alle elezioni regionali e ai consiglieri regionali uscenti del nostro collegio. Oggi è il turno di Tommaso Triberti, candidato al Consiglio regionale per la lista “Casa riformista”, che sostiene Eugenio Giani.
Triberti, 45 anni, Sindaco di Marradi dal 2013 e Presidente dell’Unione dei Comuni del Mugello dal 2024, è stato consigliere della Città Metropolitana di Firenze dal 2019 al 2024. Il suo percorso politico è iniziato a 20 anni. “Ho sempre messo – afferma nella sua presentazione – al centro del mio impegno il diritto delle aree interne e montane a non essere dimenticate o marginalizzate, la necessità di infrastrutture adeguate, la salvaguardia della salute e lo sviluppo dei territori. Credo – aggiunge – in una Toscana vicina ai bisogni delle persone e dei territori. Una Toscana che non lascia indietro nessuno, che investe nei territori, nel lavoro e nell’impresa, nella scuola e nella cultura, nella qualità della vita. Mi candido alle elezioni regionali – conclude – con l’obiettivo di portare la voce concreta e competente dell’Appennino toscano in Regione”. Di seguito la nostra intervista:
Perché un Mugellano dovrebbe votare per Triberti?
“Perché, dopo 13 anni da sindaco, e da membro e poi Presidente dell’Unione dei Comuni, conosco bene il territorio, con le sue potenzialità da sviluppare e le sue fragilità sulle quali lavorare. Perché, come ho fatto in questi anni, la cosa che posso garantire è il massimo impegno e dedizione per cercare di trovare soluzioni nuove. E perché ho sempre pensato che l’unico modo di affrontare i problemi sia farlo insieme, coinvolgendo le tante realtà e lavorando tutti in un’unica direzione”.
A proposito dei tuoi anni da sindaco, durante i tuoi mandati ti sei occupato di tante cose, ma negli ultimi due anni e mezzo hai dovuto fronteggiare il problema delle frequenti alluvioni che hanno comportato enormi danni ai territori, in particolare al comune di Marradi. Cosa dovrebbe fare la Regione?
“Quello che sta accadendo si chiama cambiamento climatico, quindi dobbiamo trovare soluzioni nuove agli effetti negativi che esso produce e ai quali non eravamo preparati, Serve un piano straordinario che, partendo dalle nuove tecnologie, possa monitorare il territorio per poter programmare interventi strutturali. In più, incentivare in modo significativo i cittadini a vivere nei territori della Toscana diffusa, in particolare la montagna, perché un territorio vissuto e curato è un territorio che meglio fronteggia i cambiamenti”.
In questi cinque anni di governo regionale cosa ha funzionato bene e cosa invece non è andato come doveva andare?
“Le risposte che il governo regionale ha dato sui territori sono state molte e diverse, penso agli investimenti sulle strutture sportive, gli asili nido gratis, gli investimenti sulla cultura. La prima questione sulla quale invece c’è bisogno di lavorare è la condizione della linea Faentina, dove, pur essendoci responsabilità di vari soggetti, non si è riusciti a fornire un servizio efficace ed efficiente.
Meno di un anno fa ti sei fatto promotore di un’iniziativa per la ferrovia Faentina che ha coinvolto amministrazioni, sindacati, associazioni di categoria, pendolari, ed altri soggetti. Ha portato a qualcosa?
“Credo che quella manifestazione sia stato un momento importante, che è stato però seguito dall’ennesima alluvione che ha, nuovamente, rotto in due la linea. Oggi credo si debba ripartire da lì, pretendendo un tavolo di concertazione con all’interno le amministrazioni, i comitati pendolari, e tutti i soggetti territoriali. Questo vale per la Faentina, via Vaglia e via Pontassieve, ma vale anche per le altre linee. C’è bisogno di giocare tutti dalla stessa parte per portare a casa il risultato. Naturalmente le richieste sono molte, dai treni nuovi, a maggiori corse, alla modifica degli orari, o l’annosa questione dei binari 17 e 18, fino ad arrivare a ciò su cui la Regione dovrebbe impegnarsi di più la Regione, ovvero un maggior controllo su Trenitalia, perché i disservizi sono veramente troppi, e così è una vergogna. Ma, ed è fondamentale, tutto questo deve partire dalla cabina di regia permanente e istituzionalizzata”.
La tua è una candidatura di bandiera e di servizio, oppure ritieni di avere la possibilità di entrare in Consiglio regionale?
“Il primo obiettivo è che il Presidente Giani continui il lavoro e che Casa Riformista ottenga un risultato importante per incidere nelle scelte dei prossimi anni. Per quanto mi riguarda ci possono essere le condizioni per essere eletti, in caso di buon risultato, ma questo lo decideranno gli elettori”.
Qual è il senso di questa nuova lista, Casa Riformista? Sembra una delle tante aggregazioni elettorali, usa e getta…
“Casa Riformista è la risposta per chi si identifica in un centrosinistra riformista, attento ai bisogni e che miri allo sviluppo e al progresso. Vi è l’ambizione di creare un progetto, che, partendo dalla Toscana, sviluppi un percorso politico nel quale potrebbero riconoscersi molte persone che oggi non trovano più riferimenti politici adeguati, rifugiandosi nell’astensionismo”.
Quale è la proposta concreta che ritieni prioritaria e che vorresti portare in approvazione in Consiglio?
“Di proposte ce ne possono essere tante, a cominciare dalla sanità, nella quale servono interventi per l’assunzione di nuovi medici, ma anche per incentivare chi sceglie di operare nei territori più lontani dai centri più grandi. Ribadisco l’importanza dell’istituzione delle cabine di regia sulle linee ferroviarie strategiche, nelle quali siano presenti comitati pendolari e realtà territoriali. Poi devono essere previsti anche interventi importanti a sostegno dei giovani, introducendo uno strumento come era il bonus cultura 18app, oggi cancellato dal governo, e altri strumenti di agevolazione per ragazzi e ragazze. Infine, la riduzione dell’Irpef regionale”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 9 Ottobre 2025








