VICCHIO – All’indomani della pubblicazione dell’ultima intervista del Filo al sindaco di Vicchio, Filippo Carlà Campa (articolo qui), non si sono fatte attendere le reazioni accese della politica locale. In questa breve intervista il capogruppo di Officina 19, Emiliano Salsetta, risponde a molti dei temi toccati dal sindaco uscente, che ha lanciato la propria candidatura per il secondo mandato, spaccando di fatto la politica vicchiese.
Qual è la sua principale obiezione a quanto sostenuto da Carlà Campa nella sua intervista?
“Il sindaco Carlà Campa – afferma Salsetta – continua ad affermare che la scelta del Direttivo del Pd di non avallare la sua candidatura e di proseguire con il tavolo di coalizione sia stata presa da cinque persone, ma dimentica che il percorso è stato votato dalla maggioranza dell’assemblea degli iscritti. Si tratta di una cosa che anche lui aveva approvato, e che poi in assemblea è stato votato dal 90% dei presenti. Quindi – conclude – non è stato il capriccio di poche persone. Se poi ora lui ha altri obiettivi, prettamente personali, non può essere un problema del partito”.
Parla di altri obiettivi, ci faccia capire meglio cosa intende
“La politica personalistica della quale accusa gli altri, è in realtà la sua. Ci si dovrebbe poi chiedere come mai a Vicchio, nonostante questa situazione di impasse, non si hanno ancora notizie del centrodestra”.
Perché? Ce lo dica lei
“Il sindaco uscente cerca accordi con tutti quelli del centrodestra, che lo hanno votato in massa cinque anni fa. Lo dicono i numeri. Alle elezioni europee la destra prese 900 voti, e il loro candidato sindaco ne prese 500. Dove sono andati a finire gli altri 400? Io penso che siano andati tutti a Filippo Carlà Campa, e penso che anche adesso stia cercando di non far nascere una lista di centrodestra a Vicchio. Penso che siano stati fermi ad aspettare, perché se avesse fatto una lista civica non ci sarebbe stata neanche una lista di centrodestra. Ho il sospetto che anche il nome di Lazzerini, come possibile candidato del Pd, sia stato fatto da lui per bruciarlo. C’è poi la questione della Polizia Municipale”.
Ci dia la sua versione in merito alla Municipale e ai debiti verso l’Unione Mugello
“Carlà incolpa Lazzerini, un segretario di dieci anni fa. Ma a mio avviso uno dei responsabili principali del ‘buco’ della Polizia Municipale è l’assessore Laura Bacciotti, vicesindaco di Carlà Campa, che lo ha accompagnato nella sua scalata al potere. Il Comune di Vicchio non paga le proprie quote in Unione dei Comuni dal 2016, e lei era già assessore al Bilancio. Quindi se c’è una continuità in questo è rappresentata da lei, mi deve spiegare quali responsabilità poteva avere Lazzerini, da segretario del partito. Non faceva lui i bilanci”.
E in merito ai lavori del Consiglio?
“Possiamo fare l’esempio della mozione sul salario minimo. Officina aveva presentato una mozione sul salario minimo a 10 euro, è stata emendata portandolo a nove. Poi il sindaco se ne è preso il merito sui social, ma era una proposta nostra, tra l’altro emendata al ribasso.”
Altre contestazioni all’operato dell’attuale sindaco?
“Le spese per il City Branding: 45 mila euro per non fare niente. E l’aver creato l’istituzione Culturale “Tecla”, che si doveva occupare di promozione del territorio, ma non ha mai fatto niente. Non è mai stata usata. E’ un guscio vuoto”.
Voi avete posto molta attenzione sul tema dell’indebitamento
“Sono soldi dei cittadini. La gestione di un Comune come quella di un’azienda, il problema è che qui i debiti sono con i soldi pubblici, che prima o poi qualcuno dovrà rimettere. Le prossime amministrazioni dovranno rimettere mano a questi conti. Poi questi cinque anni di amministrazione Carlà Campa hanno rovinato completamente i rapporti con i Comuni vicini”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 2 Aprile 2024






