BORGO SAN LORENZO – Profondo conoscitore della letteratura, gentile e garbato nei modi, aveva sempre un consiglio, riusciva sempre ad aiutare chi cercava un volume tra gli scaffali della libreria Marzocco, dove ha lavorato 40 anni (per poi passare alla Edison quando la Marzocco chiuse i battenti). Orazio Borselli, borghigiano (qui un ricordo di Renata Innocenti Paoli), era un mito tra i libri, ed è scomparso nel gennaio dello scorso anno. Ora gli amici hanno voluto dedicargli un’iniziativa, che si tiene venerdì 17 febbraio alle 17.30 in Sala conferenze Sibilla Aleramo alla Biblioteca delle Oblate di Firenze. L’incontro ha per titolo “Per amor di libro. Orazio Borselli, una vita al servizio dei lettori” e vedrà alternarsi testimonianze delle tante persone che l’hanno conosciuto e hanno condiviso con lui l’amore per i libri. Ci saranno tra gli altri i giornalisti Cesare Sartori e Giovanni Bogani, e porterà il suo saluto la vicesindaco Alessia Bettini.
Su “La Nazione” Giovanni Bogani lo ricorda: “Orazio Borselli era un libraio, uno dei più competenti, dei più preparati, dei più gentili, dei più creativi, e anche dei più modesti, che la città abbia avuto. Uno di quei librai che aveva un archivio immenso di dati non nell’hard disc del computer, ma nella sua memoria personale. Sapeva trovare il libro più difficile, o quello richiesto nel modo più confuso: la signora che chiede “L’Amaro di Molière”, il vecchietto che chiede “Sequestro un uomo”. O quello che chiede “La moltitudine dei numeri dispari”. Orazio – scrive Bogani – non faceva una piega, sorrideva, spariva un minuto, e tornava con il libro richiesto. Anche se gli avevano chiesto «Madame e bovàri». Orazio ha lavorato, per decenni, nella libreria Marzocco, in via Martelli. Quella libreria che oggi non c’è più, ma che per anni è stata un tempio. La cattedrale dei libri. E alla libreria Marzocco, Borselli ha tenuto a battesimo tanti ragazzi e ragazze, tante professionalità che poi sono cresciute, che hanno preso il volo, uno dopo l’altro. Entrati come magazzinieri, entrati per pochi mesi al reparto scolastico: e poi innamorati del mestiere, diventati librai, andati ad aprire altre librerie, a dirigerle”.
Bogani ricorda ancora un altro aspetto bello della vita di Orazio: “Quando la libreria Marzocco viveva i suoi giorni di splendore, in tanti si fermavano a parlare con Orazio Borselli: Giovanni Spadolini, quando era Presidente del consiglio, faceva fermare l’auto con la scorta e conversava con Orazio di letteratura e di filosofia. Conversavano con lui giornalisti e scrittori come Pier Francesco Listri, critici come Giorgio Luti, attori come Marco Messeri. E chissà quanti altri; ma Orazio coltivava l’arte sublime della modestia e della riservatezza, e non amava farsi vanto di questi incontri. Di queste persone che rendevano omaggio alla sua competenza, alla sua professionalità, e anche alle sue qualità umane”. “Probabilmente Orazio – conclude Bogani -, scomparso il 18 gennaio dell’anno scorso, non amerebbe questa celebrazione. Era schivo, riservato. È difficile anche trovare delle foto che lo ritraggano. E invece, questa celebrazione se la merita tutta”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 16 Febbraio 2023



