
MUGELLO – Nuovo capitolo con colpo di scena della vicenda Forteto. La testimonianza del giovane mugellano, che ha abitato per qualche tempo nella comunità vicchiese e che è stato vittima di orribili abusi, violenze e sopraffazioni – evitiamo di scendere nei dettagli più scabrosi e angoscianti oggetto della sua deposizione – la cui denuncia ha dato il via al “Fiesoli bis”, costola del processo principale del quale si attendono le motivazioni della Cassazione, ha fatto modificare il capo d’imputazione al Pubblico ministero Ornella Galeotti. Evento che da un lato ha reso più aspri gli addebiti nei confronti del Profeta e dall’altro ha permesso ai legali (Perrone Compagni, Bisori, D’Avirro) della cooperativa, della fondazione e dell’associazione del Forteto di farli smarcare dal loro fondatore. Lo spiega l’articolo di oggi 15 maggio a firma di Stefano Brogioni pubblicato su La Nazione. La modifica del capo di imputazione infatti ha spinto l’avvocato difensore Lorenzo Zilletti a chiedere un rito alternativo a quello canonico e ha dato quindi modo agli altri colleghi di ottenere dal Giudice Francesco Gratteri l’esclusione dal processo di cooperativa, fondazione e associazione. Quindi, riassumendo, il Profeta sarà giudicato il 18 settembre in rito abbreviato e, se condannato, sarà l’unico a dover rispondere di eventuali risarcimenti alla vittima di violenza sessuale del “Fiesoli bis”. Nel frattempo l’orco del Forteto alloggerà da recluso nel carcere di Sollicciano, dove risiede dallo scorso Natale.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 15 maggio 2018
