PALAZZUOLO SUL SENIO – “Entro Pasqua avremo scongiurato l’ulteriore sversamento dei rifiuti nel Rovigo e nel Santerno, e confido che per l’estate avremo fatto la bonifica del sito della discarica, per poi ripristinare la frana e mettere in sicurezza la strada provinciale”. È quanto afferma il sindaco di Palazzuolo sul Senio Marco Bottino, in merito a un’operazione, quella causata dalla frana della discarica, costata finora sei milioni e mezzo, mentre altri due milioni sono già stati richiesti per completare la bonifica e la messa in sicurezza del sito.
Le cifre sono state fornite dal commissario al difensore civico in seguito alla richiesta di un cittadino, e vengono confermate anche dal sindaco Bottino. Che assicura però: “La bonifica sarà definitiva, i rifiuti saranno rimossi”, e ricorda prima di tutto le proporzioni di quanto successo: “Ad oggi sono state portate in discarica circa 2200 tonnellate di rifiuti, ne restano da rimuovere altre 7400. Purtroppo – aggiunge – abbiamo avuto una stagione molto piovosa; noi avevamo previsto 5 mila tonnellate, ma con la pioggia il peso del rifiuto è quasi raddoppiato. Inoltre – aggiunge – non è stato possibile accedere con i mezzi nè sul fondo, nè sul fronte della frana. Ma adesso abbiamo a disposizione mezzi più piccoli, stiamo rimuovendo il fondo della frana e si continuerà il lavoro”.
Bottino afferma ancora: “È passato un anno, non dieci, e le formule miracolistiche che taluni hanno prospettato cozzano contro la realtà dei fatti. Nel frattempo – aggiunge – ci sono stati anche altri problemi, come lo stop della ditta per tre mesi, a causa del mancato pagamento, dell’estate scorsa. E soprattutto a complicare la situazione c’è stato anche lo stop della discarica Case Passerini. Ma – aggiunge – sono state reperite in Toscana altre tre discariche, appena saranno concluse le procedure ricominceranno i viaggi”.
Si tratta comunque di pratiche complesse e costose. Per smaltire i rifiuti in discarica, ad esempio, si pagano circa 850 euro a tonnellata; e ogni viaggio deve essere campionato, procedura per la quale occorrono circa quindici giorni. Però “entro l’estate – afferma Bottino – non solo faremo la bonifica del sito della discarica, ma andrà anche messa in sicurezza la frana, che grava sulla strada provinciale”
Nel frattempo la raccolta dei rifiuti finiti nel torrente, curata dal Consorzio di bonifica 3 Medio Valdarno, ha recuperato 200 tonnellate di materiali. Manca soltanto un volo di elicottero per recuperare i rimanenti big bag, volo che finora non è stato possibile effettuare a causa delle condizioni meteo avverse.
Bottino affronta anche un altro tema, quello delle reti installate nel corso del torrente per intercettare i rifiuti: “Non è affatto vero – afferma – che sono state inutili. Hanno trattenuto una grandissima quantità, sono state determinanti per il fiume, e ne ha giovato il Consorzio che ha pulito il suo corso fino al Santerno. Ora queste reti hanno esaurito la loro funzione e se ne sta studiando la loro rimozione, anche perché alcune sono ormai collassate a causa della violenza delle piene. Ma grazie a queste – ribadisce – abbiamo scongiurato il pericolo dell’inquinamento diffuso”.
“Ad essere onesti – spiega Bottino – non possiamo dire che non esistono più rifiuti nel Rovigo, anche se non se ne vedono più; probabilmente il fiume continuerà per anni a far rifiorire piccole quantità di rifiuti, tanto è vero che il Consorzio ha finito il suo lavoro, ma la raccolta manuale continua nei punti più delicati. Si è recuperato – spiega – tutto quello che si vedeva, ma ad ogni piena c’è qualcosa che si muove; per questo gli operatori tornano sul fiume. Ma – conclude Bottino – se non ci fossero state quelle reti, adesso parleremmo davvero di un disastro non solo ambientale, ma anche paesaggistico, con plastica diffusa dappertutto”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 23 marzo 2026





