BARBERINO DI MUGELLO – Dopo aver seguito quasi in diretta il cammino a piedi dei ragazzi e delle ragazze della Parrocchia di San Piero a Sieve (articoli qui e qui ), ai quali se ne sono aggiunti altri da Scarperia, andiamo a conoscere come ha vissuto il Giubileo dei Giovani il gruppo delle Parrocchie di Barberino, Cavallina, Montecarelli, Cirignano e Galliano (BarCaMonCi), arrivato a Roma in pullman lunedì 28 luglio. Erano in dodici, che si sono uniti a Tor Vergata a un’altra decina di barberinesi del Cammino neocatecumenale accompagnati dal viceparroco don Francesco Stortini.
Mariam, 20 anni, la capogruppo dei dodici – un numero che lei stessa definisce “provvidenziale”, e che fin da subito ha dato a tutti la carica giusta – afferma entusiasta: “Questa esperienza mi ha fatto crescere tanto, anche perché l’ho vissuta in una prospettiva diversa e nuova quale responsabile del gruppo, e per questo faccio un ringraziamento speciale a don Stefano Ulivi e don Francesco Stortini, che in questi anni ci hanno seguito nel percorso-giovani, all’interno del quale è nato anche un gruppo di amici dove, come in una famiglia, basta uno sguardo per intenderci. Questo affiatamento – prosegue Mariam – è stato fondamentale per riuscire a muoverci in una città come Roma, letteralmente invasa da pellegrini e giovani di tutto il mondo, venuti a respirare insieme la gioia di Cristo, che si percepiva in ogni angolo di strada nei canti, nei balli, negli sbandieramenti e nella facilità di fare nuove conoscenze”.
Erano insieme ai circa 300 della Diocesi di Firenze, dei quali 180 ospitati dalla Parrocchia di Santa Galla, nel quartiere della Garbatella. Come hanno passato queste giornate romane lo spiega Niccolò, 19 anni il prossimo settembre: “Dopo l’arrivo, quando ci siamo assestati a Santa Galla, il martedì mattina abbiamo partecipato alla catechesi con P. Maurizio Botta e, nel pomeriggio, alla S. Messa di benvenuto in Piazza S. Pietro. Mercoledì 30 luglio c’è stato l’incontro sul tema del “riscatto”, con gli interventi del nostro Vescovo Mons. Gherardo Gambelli e di don Claudio Burgio, cappellano del carcere minorile Cesare Beccaria di Milano. Nel pomeriggio un altro incontro con P. Gabriele Pedicino, Priore degli Agostiniani d’Italia. Giovedì 31 abbiamo partecipato a una catechesi sulla coscienza e sul dialogo con il Vicario apostolico di Beirut dei Latini e due testimoni dei quali uno appartenente alla Chiesa cattolica libanese e l’altro alla Chiesa armena cattolica. Il 1° agosto abbiamo attraversato la Porta Santa nella Basilica di S. Maria Maggiore e partecipato alla Via Crucis organizzata dalle Diocesi della Toscana, mentre il 2 agosto ci siamo recati a Tor Vergata per partecipare alla veglia iniziata la sera dalle 20:00 in poi. Lì abbiamo trascorso la notte, e la mattina si è svolta la S. Messa conclusiva prima della ripartenza verso Barberino”. Mariam interviene continuando sull’onda delle emozioni vissute: “Tutto mi ha entusiasmato, ma in particolare don Claudio Burgio, nell’ambito dell’incontro sul riscatto, quando ha raccontato tante storie di ragazzi e ragazze del carcere minorile di Milano. A volte è possibile sbagliare e toccare il fondo, ed è importante che ci sia qualcuno pronto ad accogliere. Commovente la storia di una mamma che è riuscita a perdonare l’assassino di suo figlio; questo ci dimostra quanto sia infinitamente grande la misericordia del Signore“.
Giulia, di 18 anni, parla della sua esperienza: “Partecipare al Giubileo è stata un’esperienza indimenticabile, perché ti permette di avvicinarti ai valor della fede e quindi a un cammino, a un valore. Ma anche perché ti costringe a metterti alla prova, a fortificarlo questo credo in una guida, in un essere superiore che ci conduce anche nei momenti della vita in cui ci si sente persi. Io in questo Giubileo mi sono avvicinata maggiormente ai valori cristiani, ai principi che costruiscono le basi della Chiesa e che permettono di comprendere i Vangeli, traducendoli nella nostra vita. Ma il Giubileo non è solo fede, è anche gruppo, incontri, divertimento, è sentirsi un’unica famiglia nel mondo, un po’ come nella GMG. Ringrazio quindi chi lo ha reso possibile, e auguro a tutti di poterlo vivere”.
La sera della veglia a Tor Vergata, i giovani BarCaMonCi hanno scritto questa lettera, per condividere i loro pensieri con i loro don, perché la leggessero durante le funzioni domenicali con i parrocchiani:
“Carissimi, come molti di voi sapranno, in questi giorni si è celebrato il Giubileo dei Giovani a cui abbiamo avuto l’occasione di partecipare insieme a tutta la diocesi di Firenze (siamo circa 300 ragazzi, in 22 da Barberino). Abbiamo ascoltato le parole di speranza, catechesi e testimonianze che hanno toccato i nostri cuori e ci hanno fatto riflettere sulla realtà che ognuno di noi vive oggi. Spesso ci sentiamo sconfortati a pensare a tutte le cose che accadono nel mondo e facciamo fatica a immaginare un futuro migliore per noi e per gli altri. Come generazione ci siamo sovente sentiti inadatti, giudicati superficiali e incapaci di instillare un cambiamento nel mondo. Oggi siamo qui a Tor Vergata, accampati con un sacco a pelo, un telino e uno zaino con l’essenziale, eppure non ci siamo mai sentiti così Pieni di spirito, di fiducia, di speranza. Ieri ci ha molto colpito, durante la Veglia, il silenzio assordante nei momenti di preghiera, soprattutto quando eravamo tutti in ginocchio davanti a Gesù Eucarestia. Più di un milione di ragazzi insieme, provenienti da ogni parte del mondo, uniti nella preghiera. Di colpo, quell’inquietudine che fa parte un po’ di ognuno di noi si è trasformata in consapevolezza che non siamo mai soli. Le nostre sofferenze non sono poi tanto diverse da quelle che vive colui che abbiamo accanto. Abbiamo imparato che condividerle permette di alleggerire il fardello che ognuno di noi si porta dietro; sul nostro Cammino siamo sempre accompagnati dall’altro e dall’Altro. Come ci è stato ricordato dal Cardinal Zuppi durante la Confessio Fidei in San Pietro, ‘anche una piccola comunità può essere una grande comunità se si vive nell’umiltà e nella fede’. Ognuno di noi agli occhi di Dio è unico e indispensabile, tutti possiamo fare la differenza se realmente lo vogliamo e seguiamo la Sua volontà. Abbiate speranza, credete e siate portatori di Gioia come noi oggi speriamo di esserlo per voi. Continuate a pregare per noi. P.S. Vi portiamo i saluti di Papa Leo che è passato ora davanti a noi mentre scrivevamo questa lettera per voi! Grazie, i Giovani di BarCaMonCi”.
Elisabetta Boni
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 10 Agosto 2025



