
BORGO SAN LORENZO – “Alla vostra età anche io sentivo questa inquietudine, mi ha salvato la letteratura”. Così ha esordito questa mattina, martedì 3 Febbraio, all’auditorium del liceo Giotto Ulivi di Borgo San Lorenzo l’insegnante e scrittore Eraldo Affinati, che ha incontrato 350 studenti di Giotto Ulivi e Chino Chini. Raccontando loro, un pubblico estremamente attento, tanti episodi della sua lunga esperienza di insegnamento, e in particolare la storia della scuola Penny Wirton per l’insegnamento gratuito della lingua italiana ai migranti, che ha fondato nel 2008 insieme alla moglie, Anna Luce Lenzi.
Un cammino iniziato, ha raccontato, venendo in contatto con la comunità educativa “città dei ragazzi” di Roma, dove ha conosciuto tanti giovani migranti, con i quali è nato un legame che lo ha portato anche a visitare le loro terre d’origine e incontrare le loro famiglie. Una scuola, la Penny Wirton, che oggi è presente in tutta Italia grazie alla collaborazione con tante realtà associative, e che anche a Borgo San Lorenzo conta una filiale i cui membri, studenti stranieri e docenti volontari, erano presenti in sala. “Questa scuola – ha dichiarato Affinati – si basa sul rapporto uno ad uno, non ha le classi. È un rapporto personale, se arrivano sessanta migranti noi abbiamo sessanta insegnanti. La cosa più bella è che molti dei nostri volontari sono giovani liceali, docenti dei loro coetanei”
A fare gli onori di casa i dirigenti delle due scuole Giotto Ulivi e Chino Chini Marco Menicatti e Gian Lodovico Miari. La mattinata è stata organizzata nell’ambito del progetto “Scrittori in classe” di Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze e Gabinetto Letterario e Scientifico Viesseux. Un progetto che si è poi sviluppato in un dialogo con l’ufficio scolastico regionale e i presidi delle scuole secondarie di secondo grado della zona di Firenze. Dal quale è emersa la necessità di organizzare percorsi ed incontri che potessero aiutare i ragazzi, accompagnati dai loro insegnanti, nel trattare le emozioni e più in generale i sentimenti. E proprio di un sentimento, della speranza, hanno parlato stamani i ragazzi, con lo scrittore, che ha anche presentato il suo libro intitolato “Per amore del futuro”, che racconta la sua esperienza educativa.
Le varie classi intervenute avevano preparato delle domande, che sono state occasione per riflettere sui sentimenti e sulle parole. Tanti gli spunti, c’è stato chi ha chiesto come si faccia a non perdere la speranza, ricevendo la risposta che sono gli stessi ragazzi a rappresentare la speranza.
Poi la parola “coraggio”, quella “cammino” il messaggio educativo di don Milani, la sfida dell‘intelligenza artificiale. Fino a riflessioni profonde sulla differenza tra il ruolo di professore e quello di educatore, l’empatia con gli studenti, la visione ideale dell’insegnamento e l’importanza di riuscire ad accorciare la distanza tra i professori e gli studenti. E con essa il peso dell’istruzione.
E, in questo, la mattinata è stata perfettamente in linea con ciò che si proponeva l’iniziativa. Ossia la convinzione che la scuola “rappresenti un percorso, ed un percorso non semplicemente nozionistico, ma educativo ovvero fatto di domande, dialoghi, emozioni, delusioni, scoperte”.
A margine dell’iniziativa Riccardo Nencini, presidente del Gabinetto Viesseux, ha sottolineato “l’importanza dell’educazione sentimentale, ricordando che la speranza è strettamente legata al libero arbitrio, all’essere protagonisti della propria vita”.
La mattinata è stata organizzata grazie al coordinamento della professoressa Chiara Bonino e con le professoresse responsabili della biblioteca del Giotto Ulivi Lucia De Conciilis, Chiara Borselli, Mariantonietta Romano, con la partecipazione della professoressa Elena Mucciante, volontaria della scuola Penny Wirton. E la collaborazione, per l’allestimento, dell’istituto agrario con i ragazzi della professoressa Elena Nuti. L’iniziativa si è conclusa con un buffet preparato e offerto dagli studenti dell’istituto alberghiero del Chino Chini, coordinati dal professor Giacomo Villa.
Nicola Di Renzone
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 3 Febbraio 2026






